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Da sinistra: Gallazzi, Centenaro, Lamazza, Pisani, Magni

Pranzo tra amici alla Pizzeria da Feroce per mister Raffaele Novelli, indimenticato allenatore di uno dei recenti tempi bui della Pro Patria. Con lui il direttore sportivo Francesco Lamazza il cui nome fa rima con "dream team", anche se i sogni rimasero tali.
Mister Novelli appare in perfe
tta forma fisica e sorridente, nonostante le condizioni di salute del papà non delle migliori.
Ma, quando torna a Busto l'affetto che lo circonda lo fa stare bene.
"Si proprio così-dice Novelli-qui abbiamo fatto qualcosa di importante mantenendo in vita la Pro Patria grazie alla resistenza di giocatori  e tifosi che si sono superati per starci vicini".
E' passato tanto tempo da quei giorni, la mente ha avuto modo di riflettere su scelte fatte e non fatte, si sarebbe potuto fare diversamente? Novelli non ha nessun dubbio sulla correttezza di quanto deciso a quei tempi:" Avrei potuto fare come qualche collega che in questi casi mantiene la neutralità rimanendo ai lati del problema, ma io sono fatto diversamente e mi sono sentito di stare a fianco dei miei giocatori e dei tifosi con tutto me stesso. Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto, è mancata la vittoria finale ma ricorderà per sempre quella macchia biancoblu che occupava la curva a Salò. Nonostante la cocente delusione per la sconfitta ci hanno applauditi come se avessimo vinto. Un'emozione per sempre che non ha prezzo e che ci ha ripagato dei nostri sacrifici".
Su quella partita si sono sentite molte voci, forse troppe per non essere vere, era tutto scritto come qualcuno"Non so a cosa ci si riferisca, io non ho sentito nessuna voce, abbiamo giocato la nostra partita e purtroppo l'abbiamo persa".
fece intendere alla vigilia? Mister Novelli sul punto scaccia via ogni dubbio:
Un ricordo che ha nel cuore di quei tempi? Novelli ci mette un secondo a scovarlo dall'archivio della sua memoria: "Un giorno venne al campo un signore anziano con un bambino, mi consegnarono una busta dicendomi che era il loro contributo per continuare a sperare. Chiamai il capitano e diedi la busta con i soldi senza aprirla, tenni per me il foglietto che l'accompagnava e che mi venne dato dal bambino. Era un foglietto con la storia della Pro Patria. Ecco, credo che questo episodio sia significativo dell'amore dei tifosi per la maglia biancoblu e un modo per certificare che avevamo in mano i destini della storia biancoblu che grazie a quell'uomo, a quel bambino e a chi ci fu vicino giorno e notte oggi ha raggiunto il Cetenario".
Un gruppo unito che ha mantenuto rapporti anche nel presente? "Certamente si-aggiunge l'allenatore- qualche ragazzo l' ho incontrato sul campo negli anni successivi, altri li sento frequentemente".
Vuole dire qualcosa a Vavassori? "Non c'è nulla da dire, il tempo è galantuomo e ha dato la sua sentenza, non serve aggiungere altro".
Progetti futuri? "Ho allenato all'estero, ultimamente in Francia, è un processo di crescita personale e professionale che non voglio interrompere. Sono fermo per qualche problema di salute di mio padre che richiedono vicinanaza, ma presto mi rimetterò in gioco".
E' più facile vincere all'Enalotto o che mister Novelli torni a Busto? " Un giorno tornerò, non subito, magari tra cinque anni quando avrò terminato il mio percorso di crescita, ma prima o poi mi piacerebbe tornare qui".
Proprio a Busto mister? Siamo pochi e rompipalle…"Amate la vostra squadra come pochi e lo avete dimostrato quando c'ero io, a volte andate oltre proprio per questa passione. Mi sento di lanciare un appello ai tifosi: adesso avete una società seria, sana, della quale si sente parlare solo bene. Tenetevela stretta, fate i tifosi senza sconfinare e vi toglierete tante soddisfazioni".
Flavio Vergani

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