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Gennaio 2016. Una nebbia avvolge lo Speroni. L’allenamento si svolge in un clima malinconico. La squadra relegata all’ultimo posto e i primi contestatori sul web, alimentano questo alone di tristezza. Mi ricordo quel giorno per la mia prima intervista rilasciata alla Prealpina. Il bravo intervistatore è Francesco Inguscio, che apprezzerò con il tempo per il suo instancabile e meticoloso lavoro. “cosa ne pensa del nuovo arrivo?”. Il nuovo arrivo in questione è Inacio Pià!
Il mio cuore risponde alla domanda di Francesco, benevolmente, con le solite frasi di circostanza, che si dicono per tenere tutti calmi, il cervello direbbe ben altro, davvero ben altro!
In mezzo a quel gruppo gli unici che mi faranno battere il cuore saranno davvero pochi alla fine di giugno. Chi?, Ferri, D’Alessandro e Santana. Il resto della truppa bianco blu davvero non giudicabile per non dire peggio!
Pala e Mastropasqua accolgono Inacio Pià con sorrisi, e con quella speranza che ormai è l’unica cosa rimasta in quell’anno disgraziato. L’anno dei famosi 8 punti finali ancora brucianti nell’anima bianco-blu. La speranza è riposta in un malconcio ma ancora voglioso ragazzo Italo-Brasiliano che sembra ormai prossimo però alle ultime apparizioni di una lunga carriera. La grinta c’è e si vede, le sue condizioni fisiche non certo eccellenti invece non fanno presagire nulla di buono.
La dirigenza preleva Pià, dal mercato degli svincolati illustri, nel freddissimo mese di gennaio. Inaciò è reduce da un lungo infortunio con la maglia del Varese, e da pochi mesi si allena da solo, per ritornare in forma. Sembra tutto risolto dicono i medici, ma vedremo che in realtà non sarà così. Il suo lungo girovagare per l’Italia lo porta spesso a vestire maglie di grandi squadre, per lui ricordiamo le belle esperienze con Atalanta, Ascoli, Napoli, Pergocrema e Darfo Boario. In mezzo a questi team, ci sono anche annate meno fortunate. Si conteranno quasi 20 casacche indossate nella sua lunga carriera. Una maglietta tra di esse sarà quella dei tigrotti, ma solo per 4 volte, nulla di più. Nessun gol per lui e poco dopo, ecco l’ennesimo infortunio al ginocchio, davvero molto pesante da gestire, in un momento dove l’infermeria Bustocca è piena. Inacio rinuncia subito a lottare e decide di farsi da parte. Pochi mesi dopo deciderà anche di rescindere con la Pro. Quella stagione sembra alquanto scarognata. Figlia di uno “strano” assemblamento di ragazzi presi all’ultimo, in un calcio-mercato ormai quasi finito, anzi riaperto per l’occasione per la Pro e altre poche società, ripescate in extremis. 8 punti vergognosi che ancora oggi fanno tristezza, spazzati via però negli anni successivi, da una donna chiamata Patrizia Testa, in grado di raddrizzare il timone e riportarci in acque tranquille e bellissime.  
Giocherà ancora due anni con il Darfo e l’Adrense. Meno di 20 partite per pochissimi gol. La sua carriera ormai è finita e lui lo sa!, decide di ritirarsi nel 2017 dopo tanti anni di calcio giocato comunque ad ottimi livelli. Oggi lo ritroviamo nel ruolo di dirigente sportivo.
Inaciò Pià resterà una delle meteore più brutte da ricordare, non per sua colpa. Sappiamo oggi, della sua fragilità in un progetto ancora più fragile da gestire. Al suo pari troviamo in quell’anno Degeri, Carcuro, Marra e chi più ne ha MENO ne metta per cortesia!
Inaciò Pià una meteora “iperveloce” che si è frantumata al suolo troppo presto, davvero troppo presto, ma in quel buio cielo del 2016, non ce ne siamo nemmeno accorti!
Simone Merlotti



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