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Era Gennaio del 2002. Un “freddo cane” avvolge Busto Arsizio, il che è normale per il periodo invernale. Una sera di quel mese mi reco in centro per un caffè. Un amico tigrotto mi dice: “La Pro ha preso un attaccante greco fortissimo!”. Io ridendo gli dico “Si chi è? Cannellopulos?..il danzante Zorbas?”
Invece era tutto vero! Dal Lanciano ecco arrivare un gigante magro dal profilo pronunciato, che sembra un pochino stranito i primi giorni in quel di Busto.
Il suo nome? Θεόφιλος Καρασαββίδης, cioè Theofilos Karasavvidīs. Trascorsi ellenici di tutto rispetto con i club di Apollon, Olympiakos e Panionios gli portano una bella pubblicità. Ecco, arrivare, per Karasavvidīs, molte richieste dal nostro campionato. Su di lui per primo, si “butta a capofitto” la Torres, che si accaparra il greco battendo la concorrenza sul tempo.
Due anni in Sardegna e tanti gol sembrano farlo volare verso campionati più blasonati.
Su di lui gli occhi di mezza serie B, ma qualcosa va storto, che cosa non si sa davvero, in 4 anni Theo, come lo chiamiamo ancora oggi a Busto,  cambia ben 4 maglie senza eccellere con ognuna di esse. Le 32 presenze con il Lanciano e soli 7 gol saranno il miglior campionato di quel triste periodo!
Theo si rimette in gioco e arriva a Busto. Per lui la città sembra avere tanta curiosità, spuntano allo stadio anche qualche bandiera Greca per accoglierlo meglio. La prima esperienza non va però benissimo, per lui con i tigrotti, solo 7 presenze e nessun gol. La Pro lo lascia libero e Theo, approda così al Frosinone. Qui Karasavvidīs gioca ben 20 presenze con 5 gol al suo attivo.
Per lui si riapre il portone bianco-blu e c’è il ritorno nella nostra città di Busto. Con tanta voglia di rivincita riparte la seconda esperienza, del gigante greco. Per lui ancora una volta, un anno “così così” con 20 presenze e sempre nessun gol. A quel punto le strade tra Theo e la Pro si separano inesorabilmente. Per lui arriva una chiamata dal vicino Monza e poi dalla Caratese.
Poche partite e 10 gol in due anni, sono davvero poca cosa, rispetto al suo roboante inizio di carriera. Ultima esperienza, al Mariano Comense e poi Theo dice basta con il calcio giocato.
Appese le scarpette al chiodo, Karasavvidīs, trova impiego presso un centro fisioterapico della provincia di Como. Oggi è un procuratore che gestisce alcuni ragazzi giovani, e molti dei quali proprio greci. La meteora questa volta passa nei cieli di Busto per ben due volte, non brilla come dovrebbe, ma di lui resteranno comunque bellissimi ricordi soprattutto per il suo modo di essere davvero un bravo ragazzo e un elemento instancabile. Famosa resterà la frase “mettete in campo ul casciavid”, soprannome dato dai tifosi bianco blu al nostro primo calciatore greco arrivato in città!

Ps: (questa è una rubrica che volevo gestire da tempo, ricordo a tutti che qualche imprecisione ci può stare, soprattutto perché gli anni sono passati per tutti, e la memoria e i racconti dei testimoni non sono sempre affidabili, quindi continuo facendo del mio meglio).

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Kalu                       18/marzo
Piro                       16/marzo
Cammarata        11/marzo
Galli Mora          10/marzo           

Simone Merlotti


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