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Era il 1995 e si disputava Parma-Bari, allo scadere del match Zola lascia il campo per uno sconosciuto ma promettente ragazzo, il suo nome? Ferdinando Piro. Quello che succederà poi è un sogno che tutti gli esordienti in serie A vorrebbero accadesse. Sul 2 a 1 per i ducali Ferdinando riceve una palla d’oro che in pochi secondi viene tramutata in un siluro da fuori area che si insacca sotto il sette della porta barese. Un gol che scatena la gioia irresistibile del giovane Piro. L’allenatore Nevio Scala lo abbraccia, così come fanno tutti i compagni. In quel Parma, c’è gente del calibro di Pippo Inzaghi, Dino Baggio, Fabio Cannavaro e Luigi Apolloni.  Del Giovane Piro parla tutta Italia, un gol da campione che lo proietta tra i baby prodigi appetibili per il futuro mercato estivo. Su di lui a fine campionato si gettano molti club, sia di B che di C. Per la sua giovane età, il Parma decide di darlo in prestito proprio nella serie C, per iniziare a farsi le ossa e divenire quel giocatore completo che tutti i Parmensi si aspettano. La Pro, decide di chiedere, come molte altre squadre in quel periodo, informazioni sul bravo Ferdinando. La Pro Patria del 1996 annoverava già giocatori del calibro di Brizzi, Bandirali, Guida e Lunini.


Ferdinando approda alla corte Bustocca con i migliori propositi, ma come vedremo, le sue 33 presenze assicureranno ai tigrotti poche soddisfazioni. Per lui un solo gol e tanti problemi.

Il sogno di Piro di fare il balzo di qualità e mettersi in mostra per un prossimo futuro resterà tale. Per lui un passaggio al Varese dove rimarrà solo 5 partite per poi approdare a dicembre alla vicina Solbiatese.  La sua miglior stagione sarà al Moncalieri, con 10 reti, ma ormai il treno della notorietà per Ferdinando è passato inesorabilmente. Oggi gioca ancora nel Mezzani in Emila, e con i suoi 41 anni sembra non volersi fermare. Il suo segreto?. “Essere professionista tra i dilettanti, allenarsi bene e amare questo sport”, così è quello che ha dichiarato in una intervista ad un giornale locale del suo paese pochi mesi fa.

Piro non sarà stato il baby prodigio che tutti si aspettavano, ma la sua carriera nelle serie minori dilettantistiche lo ha consacrato di diritto come un elemento di grande valore. Non importa in che serie stia giocando, se hai il cuore e la grinta puoi sempre fare la differenza. Il sogno è svanito? Forse nel calcio che conta si, ma non in quello che conta poco, ma in realtà chi può dire quale sia il calcio che conta veramente? Per Ferdinando quello che conta ancora oggi è dare il suo apporto, e in molti casi è stato così, tanto da diventare un idolo per le tifoserie locali dovunque sia stato. Per questo il suo sogno credo si sia comunque avverato!

Professionista o no, lui è sempre stato un modello professionale!

 

LA CARRIERA:

Serie A, C1 & C2: Nocerina, Parma, Pro Patria, Varese, Solbiatese, Moncalieri,

Tra i dilettanti: Fidenza; Meletolese, Fiore, Montecchio, Biancazzurra, Luzzara, Colorno, Viadana e Mezzani.

 

Simone Merlotti

 
 
 

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