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 Blasone, piazza storica, l'entusiasmo generato dalle vittorie, non sembrano essere più un valore aggiunto per riempire gli stadi.
Tutto il mondo sembra essere paese in una realtà che probabilmente è cambiata e non poggia più sugli stessi pilastri di un tempo.
Così, non solo a Busto non si nota un deciso trend in aumento quanto a numero di spettatori dopo la promozione, lo scudetto e il miracolo play off di quest'anno.
A Lecco, dopo aver vinto il campionato con largo anticipo, i lecchesi si presentano in pochissima alla festa finale e il presidente locale Di Nunno si risente e minaccia l'abbandono del club: " Ho dimezzato i prezzi di entrata allo stadio per festeggiare la consegna della coppa da parte della federazione, volevo vedere 6000 pupazzi, sono arrivate 1000 persone. Se mi vogliono a Como andrò a Como, là c'è gente, a me piace dove c'è movimento. Sono venuti da Roma per portarci la coppa e noi invece di dimostrare chi siamo abbiamo dimostrato che a Lecco, a parte qualche poveraccio, del calcio non gliene frega niente a nessuno. Non parlo dell'amministrazione comunale che sta facendo i miracoli pagando quello che c'è da pagare, parlo dei tifosi, ovviamente di quelli che non c'erano.
Oggi ho fatto il record negativo di incasso da quando sono qua a Lecco, sono stanco.
Qualcuno mi chiede la serie B? Lecco può fare al massimo la quinta categoria".
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