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Di Nardo segna, la Pro Patria guarda
Si tagliava con il coltello la tensione che si respirava  in città dieci anni fa.
Il Dream Team di Fofanà, Correa, Do Prado, Dalla Bona, Cristiano, Anania, Toledo e tanti altri stava per scendere in campo contro il Padova per la finale play off che avrebbe spalancato le porte della serie B ai tigrotti.
Sarebbe bastato un pareggio per festeggiare, dopo lo zero a zero dell'andata.
Imperversava un'ottimismo travolgente che abbracciava il 99% dei tifosi, L'1% affermava con certezza che sarebbe finita diversamente, ma sembrava il solito campione statisticamente non rappresentativo.
Pessimismo della vigilia spazzato via dalle certezze tecniche di una squadra fuori categoria alla quale il destino ha concesso persino la superiorità numerica per larga parte della gara.
L'esito del match non poteva che essere scontato: una corrida impari per il toro, uno scacchista con il solo Re di fronte ad un avversario con tutti i pezzi sulla scacchiera, Davide contro Golia. Ha vinto Davide con una sola fionda in mano. Questo è stato l'esito del sogno che si è tramutato in dramma.
Una favola che si è trasformata in realtà, ma come acccade in tutte le favole nessuno ha creduto al finale. Qua nessuno è fesso, aveva ragione l'1%.
Quel giorno la Pro Patria perse la verginità riuscendo nell'impresa di tradire alla sua prima volta.
Fu uno stupro? Forse solo prostituzione.
Per noi cambia poco, per chi da quel giorno non frequenta un motivo forte per farlo, per chi si preoccupava che in caso di serie B non ci sarebbero stati i soldi per costruire il posteggi una liberazione.
Dieci anni dopo è cambiato tutto e quel sogno potrebbe davvero diventare realtà, ma mancano ancora i posteggi e in più i seggiolini e le luci led fanno ancora discutere qualcuno.
Serve un passo in avanti altrimenti ha ragione Andrea quando dice che siamo un paesotto!
Flavio Vergani


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