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Giorni magici per gli ex tigrotti Paolo Tramezzani e Matteo Andreoletti che si sono resi protagonisti di due esaltanti successi.
Tramezzani ha vinto lo scudetto a Cipro con l'Apoel e parteciperà alla prossima Champion League, mentre Andreoletti ha vinto i play off di serie D girone A con l'Inveruno.

Se per Paolo la vittoria era nelle previsioni così non è stato per Matteo che ha compiuto un vero e proprio capolavoro strappando la vittoria alla più quotata Sanremese.
Tra i protagonisti dell'impresa gli ex tigrotti Monzani, Botturi e Pacciarotti (preparatore portieri)

Condividiamo la nostra chiacchierata con Andreoletti per carpire i segreti di questa vittoria.

Mister, qual è stato il segreto di questa impresa?
La società per la quale ho lavorato è un vero e proprio modello. Si lavora con tranquillità, senza pressioni. Il presidente Simonini ha saputo creare una società organizzata e ben gestita e questo ha fatto la differenza.

Tutto qui?
Beh, merito anche ai ragazzi, siamo la squadra più giovane tra quelle arrivate in alto per cui è chiaro che il loro rendimento è stato eccezionale. Ovviamente merito anche a chi li ha scelti e portati a Inveruno e qui mi riferisco al direttore sportivo Raineri che stimo da sempre.

L'allenatore invece? Dicono tu sia bravissimo a studiare l'avversario e nei cambi durante la gara. Uno stratega degno del miglior scacchista?
Ringrazia chi ti ha detto questo, ma sinceramente non mi riconosco tutte queste qualità, Se proprio ne devo citare una dico la mia passione per questo lavoro. Ho smesso di giocare giovanissimo per scelta precisa e sto dando anima e corpo per vivere questo mondo. Quando sono in auto e vado verso il campo mi sento leggero, felice, e nemmeno mi accorgo dei chilometri che percorro.

Perché hai scelto Inveruno?
L'esonero di Seregno è stato pesante per me, l'arrivo di Bonazzi ha fatto svoltare la stagione dei brianzoli con la salvezza diretta. Avevo una grande voglia di riscattarmi e di allenare e quando mi ha chiamato l'Inveruno non ho avuto nessun dubbio, conoscevo il direttore sportivo da tempo e sapevo il valore della società di Simonini.

Che modulo applichi?
Non ho un modulo preciso, gioco a quattro o a tre senza problemi, su una cosa non transigo: il gioco.
Le mie squadre giocano sempre partendo da dietro e costruendo l'azione. Lo abbiamo fatto contro tutti, anche a Lecco e alla fine siamo stati premiati.

La serie D di oggi è paragonabile alle C2 nella quale hai militato?
No, la C/2 era composta da giovani interessanti e giocatori senior di qualità, in serie D la qualità media è inferiore, tanto che sia la Pro Patria, sia il Monza hanno inserito giocatori importanti per reggere l'urto con la nuova categoria.

Futuro?
Nessun dubbio, rimarrò a Inveruno dove si lavora bene. Il posto giusto per fare esperienza e crescere. Ovviamente, se dovesse arrivare la chiamata che cambia la carriera ci penserei, diversamente la considero una prima scelta di assoluto valore.

E, se la chiamata fosse della Pro Patria? Rientrerebbe tra quelle che cambiano la carriera?
Direi proprio di si, ma al momento è impossibile. La Pro Patria ha un ottimo allenatore che a mio parere rimarrà a Busto e io sono felice di rimanere a Inveruno. Certamente se nel futuro Javorcic dovesse andare dove merita e si libererebbe la panchina mi piacerebbe tornare a Busto.

Che ricordi hai di Busto?
Sono stato due anni, il primo con la presidenza Tesoro e i noti problemi societari, il secondo con Vavassori con la nota penalizzazione da scontare. Ho il rammarico di aver vinto due campionati sul campo senza festeggiare la promozione in nessuno dei casi.  

Due giocatori dell'Inveruno che potrebbero calcare i campi di categorie superiori?
Vuoi che ti dica due giocatori per la Pro Patria? (Ride). Scherzi a parte, ti dico Stronati (classe 1997) e Putzolu (classe 1999).

Che beneficio hanno i tuoi portieri ad essere allenati da un ex portiere?
E' dura per loro! So leggerli dentro e capire prima l'errore che commetteranno dopo. Vita difficile per loro, a volte pure troppo, ma era il mio ruolo e da loro pretendo molto.

Hai avuto modo di vedere la Pro Patria?
Si, con il Pisa e un paio di partite in streaming. E' una squadra la cui struttura è quella della serie D: difficile da incontrare, sempre in partita, quadrata, con giovani bravi. I risultati ottenuti parlano per lei e non venitemi a dire che è stata favorita dalla qualità bassa del girone A. E' da sempre che sento questa storia. Se la Pro Patria è arrivata dove è arrivata è perché se lo è meritato e ha dei valori. Punto.

Perché non esistono allenatori importanti che sono stati portieri?
Perché 20 anni fa il portiere non svolgeva il ruolo che svolge adesso. Vedrai che quando questa generazione avrà 40/45 anni ci saranno portieri che alleneranno ad alti livelli. Spero di essere un precursore!

A chi ti ispiri come allenatore?
A Giampaolo e a De Zerbi, allenatori che amano il bel gioco.

Ci risentiamo al tuo prossime successo?
Certamente, spero di sentirti spesso e frequentemente!

Flavio Vergani

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             
                                                                 

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