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Special guest al Pro Patria Club nella serata di ieri i coniugi Lorenzo e Pamela Pisani, tifosi storici e protagonisti dell'Associazione 100 anni di Pro Patria.
Per loro microfono aperto per commentare le partenze illustri degli ultimi giorni, ma non solo.
Sentiamo cosa hanno da dirci partendo da Lorenzo.

"Sono in anno sabbatico, sono sereno e tranquillo, mi prendi in un momento particolare i cui motivi poi ti spiegherò.
Comunque,  Zaro è un amico, una persona seria, sempre disponibile a parlare con i tifosi, ragazzo umile e corretto se è andato via avrà i suoi buoni motivi. Gli auguro di fare bene, di andare in serie B e poi in serie A perchè è un ragazzo che se lo merita. Non esistono più le bandiere, comunque tra moglie e marito non mettere il dito, per cui non mi sento di giudicare le parti in causa, ossia giocatore e società.
Gucci? Come centravanti sono rimasto ancorato a Matteo Serafini, non mi sono stracciato le vesti per lui e per Tramezzani, figuriamoci se lo faccio per Gucci.
Avrà avuto i suoi buoni motivi per andare via, punto.
Santana? Da quanto ho letto sulla stampa credo che sia stata una decisione unilaterale della società, la qualità del giocatore non si discute, forse uno dei giocatori più forti passati per Busto. La società ha fatto la sua scelta, mi dispiace perchè ero legato a questa bandiera, sono romantico a volte. L' ho conosciuto da vicino in occasione del libro sui 100 anni della Pro Patria e posso dire che è una splendida persona. Con questo non dico che era il mio capitano di riferimento, preferisco gente più genuina che ti prende per il colletto quando le cose non vanno bene come facevano Serafini e Tramezzani. Adesso la società deve garantire un sostituto di pari livello".

Pamela Pisani: Mi dispiace per la partenza di Zaro, è un amico, è cresciuto con noi, gli auguro con tutto il cuore di fare una bella carriera, si merita il meglio.
Su Gucci dico che non sono mai stata una sua fan,mi spiace ma se ha deciso di andare rispetto la sua scelta.
Il futuro? Non lo, personalmente seguirò Lorenzo vivendo un anno sabbatico. Sono felice sia rimasto Javorcic che stimo e apprezzo tantissimo, se dovessi seguire la Pro il prossimo anno lo farò quasi esclusivamente per lui.

Ragazzi, non è da voi parlare di anno sabbatico, che è successo?

Pamela approfondisce il tema: "Vorrei spiegare i motivo del nostro anno sabbatico che seguirà quattro anni davvero intensi durante i quali abbiamo speso tempo, soldi ed energie per la Pro Patria e i suoi 100 anni togliendo molto a noi per darlo ai biancoblù. Sono orgogliosa di quello che abbiamo fatto ma ci sono state situazioni e persone che ci hanno deluso per cui seguiremo la Pro Patria in forma distaccata. 
Qualcuno che segue la Pro Patria da sempre con passione e grande fede mi ha fatto riflettere con una frase che mi ha colpito:"le delusioni non devo cancellare una passione"e credo che questo sia condivisibile, ma per quest'anno intendo staccarmi dopo le delusioni vissute".

Possiamo entrare nel dettaglio o sono strettamente personali?

Lorenzo non si sottrae alla spiegazione per meglio inquadrare la situazione che i coniugi stanno vivendo: "Senza troppa diplomazia e peli sulla lingua che mai ho avuto e mai avrò, vorrei aggiungere a quanto detto da Pamela il fatto che noi ci siamo impegnati in un progetto importante con l'associazione, cercando di convogliare tutto il tifo bustoco in un unico punto di riferimento. 
Purtroppo il tifo a Busto è rimasto ancorato a delle ambizioni personali così ci siamo trovati di fronte e a delle realtà che non ci hanno dato una mano,anzi spesso hanno boicottato diverse  nostre iniziative. 
Nonostante questo abbiamo fatto diverse attività, anche se non nascondo che quanto successo è stata vissuta come una pugnalata alle spalle.
Gli amici ci sono stati e rimarranno sempre e qui cito il Lele, amico di stadio da sempre, e il Pro Patria Club che ci ha aperto di notte e di giorno la porta della sede e tutti gli archivi storici per realizzare il libro, ma non me la sento di rifare l'abbonamento alla Pro Patria dopo 22 anni perchè a mio parere non possono esistere tifosi di serie A e tifosi di serie B. Esistono solo i tifosi biancoblù.
Sono orgoglioso di essere un tifoso della Pro Patria, ma non sono uno "yes man", non riesco a dire si sempre e a tutti, non sono capace di sparare "cazzate o palle", questo è il mio carattere.
Ho fatto un anno ad essere bravo e buono adesso finalmente se qualcuno non dovesse parare o se qualcuno dovesse giocare male potrò liberamente dire quello che penso.
Sono deluso sia da una parte di tifoseria, sia dalla società, questo deve essere chiaro come deve essere chiaro che non pensavo di avere più appoggio ma più rispetto".

Pamela rinforza il pensiero di Lorenzo con una salto nel passato:
" Voglio ricordare che seguo la Pro Patria non da molti anni, da un decennio circa direi, ma ricordo i miei primi giorni come un periodo drammatico per la Pro Patria. Non c'era più nulla a qui tempi. Adesso che qualcuno ha pensato di unire la tifoseria e far nascere qualcosa di bello è stato visto come un problema. Non abbiamo agito per noi ma per la Pro Patria. Bisognerebbe chiedere alla società i motivi per i quali non ha apprezzato il nostro lavoro, noi sinceramente non lo sappiamo".

Lorenzo aggiunge un particolare: 
"Basta un esempio per comprendere come la società ci abbia completamente snobbati: il torneo svoltosi al campo del Busto 81organizzato dall'associazione 100 anni. Ora, capisco che qualcuno per motivi personali possa disdegnare tale sede, ma è stata scelta per motivi storici visto che lì nacque la Pro Patria e il campo è dedicato a Carletto Reguzzoni. Non vedere la presenza di un giocatore o di un dirigente mi ha fatto molto male. Ripeto, posso capire le scelte personali di qualcuno che rispetto, ma che con 25 giocatori in rosa e 10 dirigenti nessuno sia riuscito a passare per darci riscontro di quanto si stava facendo mi ha molto deluso. C'erano obiettivi anche di solidarietà verso i disabili per cui credo che la manifestazione meritasse diversa attenzione.
Detto questo diciamo che rifaremmo tutto quello che abbiamo fatto con grande orgoglio e soddisfazione ma il prossimo anno non chiedeteci di viverlo come i precedenti dopo le delusioni vissute. Saremo una presenza del tutto distaccata".
Flavio Vergani






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