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Franco e Massimo, professione tifosi.

Quelli veri, quelli di una volta, che non fanno l’abbonamento a Eleven Sport per vedere la partita dell’Arezzo in streaming.

Per loro esiste solo lo stadio, dove il colore della maglia non cambia al cambiare del filtro messo sulla telecamera. Dove la partita si segue in diretta e non in differita di 30 secondi. Dove non cade mai la linea.

Il loro abbonamento non costa cinque euro al mese per vedere tutta la serie C, ma centinaia di euro ad ogni trasferta per vedere una partita, quella che interessa di più: quella dell’Arezzo.

Li incontriamo da “Feroce” e, di fronte ad un’ottima costata, ci raccontano il loro modo di vivere il calcio.

Prima, però, c’è lo scambio dei gagliardetti: una bellissima sciarpa dell’Arezzo, un calendario amaranto e un portachiavi celebrativo di Butti, un giocatore che ha fatto la storia dei toscani, per noi. Per loro, una bottiglia di spumante celebrativa dei 50 anni del Pro Patria Club , con la promessa di non stapparla per brindare alla vittoria dell’Arezzo a Busto che poi si è puntualmente verificata.

L’occhio cade sulla Fiat Punto dei due tifosi che, a occhio, sembra aver macinato diverse migliaia di chilometri.
Proprio così, conferma Massimo, da inizio campionato ad oggi solo per le trasferte dell’Arezzo abbiamo percorso 7.200 chilometri. Non abbiamo perso nessuna trasferta, tranne quella di  Alessandria con la Juventus U23.


Motivo?
Ideologico, non condividiamo la scelta di far partecipare queste squadre al nostro campionato. Gli ultrà dell’Arezzo non assistono neppure alle gare interne, quando arrivano i bianconeri.

Una faticaccia…
Certamente si, riteniamo assurdo il fatto che le squadre toscane abbiano quindici trasferte superiori ai 400 chilometri. Abbiamo solo cinque squadre toscane, non è semplice in termini di costi nostri e della società. Lasciando perdere la Sardegna che è un vero e proprio impegno in termini di costi e tempi di viaggio.


Soluzione?
La serie C/2. Quattro gironi di serie C che permetterebbero trasferte più vicine e derby più frequenti. Oggi ci sono in serie C squadre che non se la possono permettere in termini di strutture, basti pensare alla Pianese che gioca a Grosseto o il Renate che gioca a Meda.


Tanti stadi visti qual è il migliore e il peggiore?
Novara il migliore, Vercelli molto bello dopo il restyling e il nuovo sintetico, bello anche Monza. A misura d’uomo quello di Busto. Il peggiore? Carrara.

Non c’è più il calcio di una volta?
Sparito. Abbiano nel cuore i tempi dell’Arezzo di Abbruscato e Serafini che vinse il campionato a cinque giornate dalla fine. Quella squadra giocava il vero calcio e ci si divertiva davvero tanto.


Delusioni di questo torneo?
Non ti offendere, ma la Pro Patria vista ad Arezzo non ci è piaciuta. Troppo arrendevole, poco convinta dei suoi mezzi, ci aspettavamo molto di più.


Intanto, dal tavolo vicino al nostro si alza mister Javorcic, un ex Arezzo da calciatore, e i due tifosi non perdono occasione per salutarlo e chiedergli se ha giocato con l’attuale allenatore degli amaranto Di Donato. Il mister conferma di essere stato compagno di squadra e saluta con la solita gentilezza.

Oggi come finisce?
Noi non segniamo nemmeno a porta vuota, in più oggi siamo senza cinque titolari, tra i quali le punte Cutolo e Gori, per cui, dovreste fare voi un’autorete per farci vincere.
Ebbene, ci sono sempre le prime volte.

Questo vostro attaccamento all’Arezzo vi è riconosciuto dalla società?
Diciamo proprio di no, ci vedono presenti allo stadio ovunque l’Arezzo giochi, ma non abbiamo mai avuto nessun tipo di riconoscimento. Partiamo al mattino presto, paghiamo il carburante (oggi 90 euro), i caselli ( oggi 54 euro)e i biglietti di ingresso. Oggi, forse su questo aspetto risparmieremo visto che ci hanno promesso un accredito da Busto grazie al Museo della Pro Patria.


Cosa cambiereste di questo calcio di serie C?
Gli orari delle partite, spesso irrispettosi nei confronti dei tifosi. Ad esempio, le trasferte in Sardegna obbligano a pernottare in quanto non ci sono più aerei o navi dopo una certa ora. D’altro canto, per favorire i giocatori sardi quando vengono nel continente si programmano le partite in orari poco comodi.
(Come Pro Patria Olbia alle 16 di un giorno lavorativo,n.d.r).

Quanti tifosi ha l’Arezzo?
Abbiamo 1080 abbonati, ma allo stadio in totale vengono in 1.200 persone. Troppo poche, ma dopo il bel campionato dello scorso anno abbiamo perso molti giocatori bravi, tra i quali Pelagatti e Brunori, per cui è logico che si registri un calo.


Ambizioni future?
Viviamo alla giornata, siamo in serie C dopo il fallimento che ci fece piombare in serie D. Una categoria che non siamo neppure riusciti a vincere, siamo stati ripescati. Non sappiamo se l’attuale dirigenza rinnoverà l’impegno il prossimo anno. Per cui, va bene così e vediamo cosa accadrà nel futuro.


Il tempo scade, Massimo e Franco, dopo la consueta grappa barricata, entrano allo stadio.
Li risentiremo alle 22,45 quando un messaggio ci comunica che “Siamo arrivati a casa adesso, grazie di tutto.
Poi, un ultimo pensiero per la tifoseria bustocca:
“Complimenti a chi ha scritto la prima pagina di Aurora Pro Patria. Una belle giornata  dove ci siamo commossi per la vostra sportività, soprattutto per l'applauso dello stadio quando i nostri ultrà hanno esposto lo striscione sulla SLA.
Siete un pubblico meraviglioso e altresì sportivo e competente. Buon proseguimento di campionato e Forza Pro Patria".

Flavio Vergani

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