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Un uomo prima e un atleta dopo che ha saputo entrare nel cuore dei tifosi con grande intensità.

Grandi prestazioni in campo che hanno spazzato via tutti i dubbi legati al suo curriculum che non gli dava il giusto merito.

La sua non conferma ha deluso molti tifosi, ma non solo. Lo stesso portierone non riesce a nascondere la sua amarezza durante la nostra intervista.

Paolo, cosa è successo?

Non voglio scendere nei dettagli di questa situazione, sarà la società a farlo se lo riterrà opportuno, quello che posso dirti è che mi è stato detto che la squadra subirà un forte ridimensionamento sotto il punto di vista delle ambizioni e del budget, per cui la strategia sarà di puntare sui giovani che garantiscono un ritorno dell’investimento tramite il minutaggio.

D’accordo, ma Le Noci e Colombo non sono così giovani, sarà stata una questione economica. Volevi un aumento di ingaggio?

Assolutamente no, non è stato questo il problema, mi trovavo bene a Busto per cui sarei rimasto volentieri, i soldi non c’entrano.

Come hai vissuto l’attimo durante il quale il direttore sportivo Turotti ti ha comunicato la notizia?

Sono rimasto senza parole, ero il vice capitano di questa squadra, sono partito dal nulla per dimostrare il mio valore ed ero riuscito ad entrare nel cuore dei tifosi, ho sempre vissuto con serenità l’alternanza con il portiere under, davvero non mi aspettavo di non venir riconfermato.

Questa storia dei giovani è penalizzante, soprattutto per i portieri, o sbaglio?

E’ vero, è una battaglia che stiamo portando avanti con il sindacato di categoria. E’ assurdo che i giovani siano dei bancomat per le società con l’obiettivo di valorizzarli, ma poi, ben pochi fanno carriera e qualche anno dopo diventano loro stessi vittime del meccanismo. Sono dell’idea che dovrebbero giocare al massimo tre giovani di qualità per poi vederli crescere nelle categorie superiori. Invece, spesso i giocatori e i portieri in particolare, arrivano dall’estero. Per cui, non credo che questo meccanismo centri l’obiettivo.

Come vive un portiere di qualità come te la realtà di avere un portiere under in rosa?

E’ frustrante! Personalmente, dopo il rientro in Italia, sono ripartito da zero per farmi conoscere e farmi apprezzare. Certo è che all’inizio nemmeno giocavo in Coppa Italia e questo non è stato facile da digerire. Sai che oltre alla competizione tecnica, devi vivere quella relativa all’età che non ti premia a favore degli under. Certo è che non esiste un mondo perfetto, certe situazioni le devi accettare e gestire al meglio. Io, l’ ho sempre fatto senza creare problemi.

Ma, non è bastato...

Non è bastato, la società mi ha comunicato il forte ridimensionamento dopo due anni di play off raggiunti, per cui la scelte hanno premiato altri.

Avevi avuto dei segnali in precedenza?

No, nessuno. E’ anche vero che la stagione è finita in anticipo e non vivendo più il gruppo non ho avuto modo di percepire nulla, per cui sono rimasto attonito.

Quindi, understatement societario per il futuro, ma allenatore bravo, giovane e ambizione sulla panchina. Non ti stupisce questa che sembrerebbe un ‘incoerenza?

Si, la conferma del mister, avvenuta prima della mia non riconferma, mi aveva dato l’idea che si potesse seguire la stessa strada degli anni precedenti. Invece, stesso allenatore, ma obiettivi diversi. Questo mi ha sorpreso.

Ribaltiamo il discorso e vediamo il bicchiere mezzo pieno: cosa sarebbe c’entrato Tornaghi in una squadra senza ambizioni? Non pensi di valere qualcosa di più?

Senza presunzione ti dico che la mia ambizione è di arrivare in serie B nel medio periodo. Questo tramite il calciomercato o la promozione di una squadra di serie C. La riforma della categoria sta mischiando le carte e con Giovanni Tateo, mio procuratore, stiamo aspettando la nuova realtà, poi vedremo cosa fare. Questo non toglie che sarei rimasto volentieri.

Si parla del Francavilla.

Si, è una possibilità, ma al momento preferisco attendere.

Cosa dici ai tifosi?

Li ho apprezzati, sono pochi, ma davvero buoni. Di loro apprezzo il senso di appartenenza, la resilienza durante i periodi difficili che hanno vissuto, la capacità di trasmettere la loro passione. Ho ricevuto affetto, complimenti, vicinanza, sostegno e riconoscenza. Credimi, è solo due anni che sono a Busto, ma mi sembra di esserlo da più anni. Questo per come sono stato avvolto quotidianamente dall’attaccamento ai colori dei tifosi di Busto. Li ricorderò sempre e faranno parte di me. Grazie a tutti!

Flavio Vergani


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