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La Pro Patria si è iscritta al prossimo campionato di serie C che appare tra i più difficili degli ultimi decenni.
La crisi sanitaria ha allontanato gli sponsor, gli spettatori e ogni sinergia commerciale dalla categoria e questo inciderà in modo drammatico sul conto economico.
Non che a Busto gli sponsor fossero così numerosi, ma si spengono anche possibili ingaggi futuri.
Quanto al pubblico, oltre ai rimborsi agli abbonanti che andranno valutati in sede di rinnovo dell'abbonamento, ci sarà da capire quanti tifosi daranno ancora fiducia ad un calcio incerto a riguardo della riapertura degli stadi e della permanenza della possibilità di frequentarli fino a fine stagione.
A questo si aggiunge l'incertezza relativa ai crediti di imposte, al supporto della cassa integrazione e a tante tematiche sul tavolo da sempre, ma mai risolte da una politica sportiva frequentata da troppi sognatori e da pochi manager in grado di leggere la realtà e agire con buonsenso.
Una situazione così incerta e così difficile che rende ancor più prezioso il gesto della presidente Testa e questo è stato percepito dai molti tifosi che non hanno perso tempo per farle giungere un sentito ringraziamento via social channel.
I pochi altri, che Buffon definirebbe con un bidone della spazzatura al posto del cuore, hanno fatto sapere che la presidente "ha fatto solo il suo dovere".
Vero, rimane però da capire quali siano i suoi diritti e quali siano, invece, i doveri della città che la Pro Patria rappresenta e con la quale tutti, più o meno, si sono sempre vantati mostrando con orgoglio il distintivo sulla giacca a proposito qualche volta e a sproposito molte altre volte.
Flavio Vergani
 

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