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Volano gli stracci a Busto dove è in atto una "guerra" tra la tifoseria della Pro Patria e il sindaco dopo l'assegnazione del campo del Busto 81, ora Varese calcio,proprio alla reincarnata società recentemente estintasi e clamorosamente rinata dalle proprie ceneri.

Se i tifosi più pacati non hanno perso occasione per far presente nei canali social tutto il disappunto per come è stata gestita la vicenda, apparsa come un atto di sottomissione della politica locale ai voleri di Varese, gli ultrà sono stati molto più espliciti espondendo uno striscione sul cavalcavia dei Cinque Ponti che recitava: "Lega e Fratelli d'Italia traditori della città". Allo striscione, poi rimosso, ha fatto seguito un comunicato di accusa verso la politica locale "indesiderata allo Speroni", dopo quanto accaduto.

 Il Sindaco Antonelli e l'assesore allo sport Rogora hanno a loro volta condiviso una lettera con la quale hanno spiegato il loro parere sulla vicenda.

Flavio Vergani

COMUNICATO ULTRA PRO PATRIA

E’ da anni che la politica bustocca si riempie la bocca di proclami e amore verso la squadra della nostra citta’, ma la vicenda del campo “Carlo Reguzzoni” parla per voi : VERGOGNOSI !

Noi al vostro scempio non ci stiamo, non ci possiamo sottrarre dal prendere le distanze da schieramenti politici che a parole si professano a favore della territorialita’, ma che in sostanza si svendono per i propri interessi. La Pro Patria merita rispetto, quel rispetto che in tutta questa vicenda non c’e’ stato !

Non siete sicuramente gli unici responsabili, ma sul busto 81 non vogliamo neanche sprecare fiato, ma voi che siete garanti della nostra città, che è Busto Arsizio (ve lo vogliamo ricordare a scanso di equivoci) avevate l’obbligo morale di vigilare sulla situazione e cercare di mettere ordine.

La possibilità l’avete avuta, potevate finalmente passare dalle parole ai fatti, se lo meritava in primis la Pro Patria con la signora Testa, che negli ultimi anni ha speso faccia ed energie per far tornare il club un modello da imitare, ma così non è stato.

Ora potete iniziare il vostro teatrino dello scarica barile, in quello siete bravi, noi rimaniamo coerenti alla nostra fede e continueremo a sostenere il simbolo di Busto in giro per lo stivale. Per quanto riguarda voi burocrati e politicanti rimanete pure nei vostri salotti istituzionali perché da oggi allo Speroni non siete i benvenuti !

ULTRAS PRO PATRIA 1919


LETTERA DEL SINDACO A PATRIZIA TESTA

Gentilissima Signora Presidente,
in questi ultimi giorni, dopo che il dirigente competente del Comune di Busto Arsizio ha provveduto ad aprire le buste di offerta per l’assegnazione del campo sportivo di via Valle Olona, abbiamo registrato alcune Sue dichiarazioni giornalistiche che, se da un lato dimostrano l’amore che Lei continua a nutrire per la “nostra” Pro, dall’altro ci obbligano a un intervento che permetta a tutti i tifosi e non tifosi di comprendere meglio la vicenda.
​Anzitutto, dobbiamo chiarire che il diritto sportivo del Busto 81, ceduto al Varese, per permettere a quest’ultima squadra di riprendere l’attività calcistica dalla serie D, non era nelle disponibilità dell’Amministrazione comunale e il privato, che ne aveva titolo, ha fatto quanto norme di legge e regolamento consentivano.
​Da parte nostra, al di là delle dichiarazioni formali, non poteva essere imposta nessuna altra scelta, pena il venir meno di un valore a cui tutti noi crediamo moltissimo: la libertà!
​La libertà di disporre di quanto ciascuno di noi costruisce nella sua vita professionale e familiare, la libertà di non essere costretti da nessuno a fare quello che non si ritiene giusto, fatto salvo il rispetto delle persone e delle leggi.
​Ribadiamo il concetto affermando che non ci permetteremmo mai di intervenire qualora la Pro Patria dovesse essere messa in vendita, rispetteremmo le Sue volontà e non interferiremmo con le decisioni prese.
​Neppure laddove, come sorprendentemente ha affermato qualcuno, dovesse intervenire una qualche telefonata o pressione politica da chicchessia, cosa che, conoscendoci, non è mai avvenuta e mai avverrà.
A questo proposito posso affermare che l’unica telefonata ricevuta è stata quella del Presidente del Busto 81 dott. Galli il quale ci ha informato della sua personale decisione di cedere il titolo sportivo, decisione definita ormai da lui irrevocabile.
Tutto il resto è solo fantasia, e sappiamo anche di chi!!!
​Del resto, come Amministrazione comunale, noi pensiamo di aver fatto tutto quello che era necessario per sostenere lo sport, a qualsiasi livello e con la Pro Patria non ci siamo certo tirati indietro, finanziando anche con variazioni di bilancio in corso di esercizio tutte le necessarie migliorie per permettere alla squadra di iscriversi regolarmente ai Campionati.
​A titolo di esempio e a volte anche dovendo affrontare il dissenso di alcune forze che sostengono la maggioranza, ricordo gli interventi per dotare le tribune dei seggiolini numerati, il rinnovo dell’illuminazione e la costruzione dei campi di calcio dopo dieci anni di attesa e stiamo parlando solo negli ultimi due anni di circa 400.000,00 euro.
Nessun’altra società sportiva di Busto e parliamo anche di società che militano nelle massime categorie, ha ricevuto, neanche lontanamente, importi simili.
​Di più, il Comune e i suoi amministratori hanno portato investitori decisi a rischiare l’avventura calcistica, non se ne è fatto nulla forse perché costoro non erano in sintonia con Lei e con i suoi manager, ma siamo contenti di aver dato un’occasione di sviluppo alla società.
Vogliamo anche essere esempio per tutti e rinunciamo volentieri ad ogni forma di abbonamento e di biglietti gratuiti come qualche tifoso ha chiesto e verremo a vedere le partite della nostra squadra pagando per sostenerne il rafforzamento e il raggiungimento di risultati sportivi d’eccellenza.
E siamo arrivati al bando per la gestione del campo di via Valle Olona: è stato grazie ai nostri sforzi che la Pro Patria ha potuto partecipare, abbiamo consultato specialisti del diritto dello sport e avvocati per darle la possibilità di presentare un’offerta e aggiudicarsi la gestione dei campi, così risolvendo i tanti problemi di spazio che ha una società importante come la Sua, con tanti atleti da gestire.
​Segnaliamo che per questa Amministrazione comunale, che abbiamo l’onore e l’onere di rappresentare, i bandi sono cose serissime, sono l’emblema della democrazia e del merito e non si piegano agli interessi di parte, ma garantiscono la par condicio e l’uguaglianza dei partecipanti.
​Purtroppo, come tutti sanno, ai bandi si partecipa presentando un’offerta che può essere declinata al rialzo o al ribasso: la Pro Patria ha deciso di offrire un importo che è risultato molto più basso di quanto fatto dagli altri partecipanti – stiamo parlando di un importo offerto pari a euro 3.000,00 e ha perso l’occasione di aggiudicarsi i campi che storicamente sono stati calpestati dai Tigrotti.
​Non possiamo sapere i motivi e/o i ragionamenti economici che stanno alla base dell’offerta presentata, né vogliamo saperlo.
​Naturale pensare che sia più comodo o magari meno oneroso affittare i campi necessari in qualche comune limitrofo, come per esempio Gorla Maggiore ed evitare altre seccature.
​Si deve, però, avere il coraggio di dire ai propri sostenitori come sono andate esattamente le cose.
​Non tocca a noi dire se è giusta l’una o l’altra cosa, quello che ci sembra di poter dire è che scegliere di comunicare attraverso la “stampa” non è la cosa che più apprezziamo, ci sarebbe piaciuto sentirLa, magari solo al telefono, per fornirLe le risposte che ci vediamo costretti a pubblicare.
​Anche perché, conoscendoci, dovrebbe sapere che noi non abbiamo posizioni diverse a seconda degli interlocutori e dei mezzi con cui si comunica, semplicemente a noi piace confrontarci nel rispetto delle leggi e delle persone, tutelandone le azioni.
​Con rinnovata stima e amicizia, sapendo che il lavoro di Presidente di una società calcistica importante come la Pro Patria è attività ingrata e difficile, tanto quanto quella di Sindaco e Assessore.
​Cordiali saluti
Emanuele Antonelli
Laura Rogora

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