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 Si torna subito in campo. Poche ore a Piacenza – Pro Patria, Decima Giornata del Campionato di Serie C.

Bianco-blu in campo domani, 11 novembre, alle ore 15.00, allo Stadio “Leonardo Garilli” di Piacenza.

Le domande dei giornalisti all’Allenatore tigrotto Ivan Javorcic:

 

LUCA SPRIANO (LA PREALPINA)

Dopo una sconfitta immeritata, come si fa a trasformare la rabbia in energia positiva?

“Si va avanti, cercando di chiudere il capitolo pensando al presente. Non c’è nessuna trasformazione in atto. Prendiamo quello che la partita contro la Pro Sesto ci ha dato e ci concentriamo su ciò che dobbiamo fare domani a Piacenza”.

Il Piacenza in estate ha ridimensionato budget e organico ma ha mostrato in queste partite un’organizzazione di gioco e una filosofia propositiva e molto interessanti (12 gol fatti). Prefigurabile una partita, oltreché difficile, anche aperta e divertente? 

“E’ vero che Piacenza ha cambiato rispetto all’anno scorso ma è anche vero che sarà una formazione diversa rispetto a quella che abbiamo incontrato a inizio estate in Amichevole. Ha fatto innesti importanti, con giocatori di categoria, gioca in una determinata maniera e sicuramente, come tutte le partite di questo girone, si vedranno tematiche interessanti in campo”.

LUCA DI FALCO (IL GIORNO)

Il Piacenza è improntato da Vincenzo Manzo sul 4-3-3 e su principi “Sarristi” con palleggio e costruzione del gioco dal basso. Quanto possono incidere aggressività e intensità per cercare di spezzare il “tiki taka” degli avversari?

“Ogni squadra ha le sue caratteristiche e modo di essere. Noi cercheremo di imporre quello che è il nostro pensiero, il nostro gioco. Vogliamo cercare di essere efficaci nella produzione del gioco per creare occasioni da rete come stiamo facendo e, allo stesso tempo, rompere l’idea di calcio dell’avversario”.

FLAVIO VERGANI (PROPATRIACLUBS)

Alcuni affermano che il Campionato quest’anno è livellato verso il basso. Il suo parere Mister?

“E’ semplicemente livellato. Non verso l’alto o verso il basso. Cambiano solo i paradigmi. C’è grande equilibrio, molta incertezza, la classifica sarà corta e sarà molto difficile fare pronostici. Ci accompagna una situazione incerta fuori dal campo e così è e sarà anche sul terreno di gioco”.

C’è un aspetto riferito al gioco, all’approccio alla gara, alla tattica o alla crescita di un giocatore che l’ha soddisfatta fin qui più di un altro? 

“Nessuno in particolare. Stiamo lavorando per migliorare la struttura del gioco e crescere nella stessa durante l’evoluzione della partita. In generale sono e siamo soddisfatti. La strada è quella giusta. Siamo contenti di ciò che stiamo facendo”.

GIOVANNI CASTIGLIONI (VARESESPORT)

Domenica abbiamo visto una delle migliori applicazioni della pressione della sua gestione, soprattutto con gli interni di centrocampo Nicco e Galli. Come cambiano gli automatismi nel portare pressione su una difesa a 3 o a 4?

“Cambiano. E’ complesso organizzare la pressione nel modo in cui giochiamo noi. Ci sono più meccanismi da rispettare e strategie diverse da mettere in atto. Gli automatismi variano anche in funzione del centrocampo, delle caratteristiche dei giocatori e delle idee di gioco degli avversari. I miei devono essere bravi a leggere la situazione che si va creare durante la gara”.

 

 

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