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Ogni tanto la mano di Giorgio apre il cassetto dei ricordi e sceglie un momento da condividere.

Per i pochi che c'erano le foto si animano e, in un attimo, si trovano catapultati dov'erano molti anni fa.

Sentono gli odori e i sapori di quella magica atmosfera, le grida del tempo, le emozioni forti, le sensazioni uniche.

Tutti gli altri guardano, immaginano, sognano, e si chiedono com'era quel tempo che non è più tornato.

Giorgio, per chi ama l'alpinismo d'alta quota, è come chi torna da un ottomila e racconta la sensazione dell'aria rarefatta, del vento impetuoso, delle albe fantastiche e dei tramonti a tinte piene.

Tutti vogliono sapere com'è stato, certi che mai arriveranno fin lassù.

Lo vorresti toccare nella speranza che un testimone del tempo possa, anche solo per un attimo, farti vivere le stesse emozioni. Lo vorresti abbracciare, nella convinzione che un processo osmotico possa trasmetterti quel tesoro che ha in fondo al cuore e che anche tu vorresti possedere.

Giorgio non è geloso e condivide i gioielli più belli della sua collezione, tu ti illudi di poterglieli rubare, ma lui è certo che mai potrà avvenire, perchè il presente non riuscirà mai ad assomigliare al passato.

Potrà essere peggiore o migliore, ma non uguale.

Giorgio utilizza il presente per far vivere il passato con un'abilità sorprendente che mischia la tradizione con l'innovazione.

Custodisce fotografie di rara bellezza, condividendole nello spazio virtuale. Gioca con il digitale per far vincere il reale.

Con la mano destra apre il cassetto del suo archivio ricco di buste, fogli, tagli e ritagli e con la sinistra apre la cartella del suo computer, per regalare ricordi a pioggia a giovani e meno giovani.

Giorgio non dice, ma fa capire, la differenza tra l'essere e l'apparire.

A Giorgio non servono backup per non perdere la memoria della storia, il suo archivio non ha password, la sua rete è aperta e non protetta.

Chi di noi, fra qualche decennio, potrà regalare identiche emozioni, come quelle di questo pareggio per due a due tra Pro Patria e Inter?

L'effetto "seppia"dell'immagine trasuda di storia vera, la gente sugli spalti è un pugno nello stomaco del presente e una carezza nostalgica del passato, le maglie trasmettono quella sensazione di calcio vero, genuino, fatto in casa, senza coloranti o edulcoranti.

Sembra di vedere Giorgio su una poltrona a dondolo, con alle spalle un camino che arde, mentre sfoglia l'album dei ricordi e ci racconta, con la solita dovizia di particolari, un capitolo della storia della Pro Patria, ossia, un capitolo della nostra storia.

Per ogni foto un racconto, chiaro, preciso, dettagliato, senza che necessiti di leggere una didascalia o un appunto.

Perchè sono storie di vita vissuta, o meglio,  di una vissuta vita colma di tante aurore biancoblù, il cui perpetuarsi nel ricordo rende nullo il rischio che possano essere oscurate dalle ombre del tramonto.

Giorgio è uno, tutti gli altri sono nessuno, o forse centomila.

Flavio Vergani


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