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Prosegue il “Tour de Force” bianco-blu.  Quarta partita ravvicinata consecutiva.

Domani, 18 novembreComo – Pro Patria. Appuntamento alle 15.00 allo Stadio “Sinigaglia” di Como.

Sarà il Recupero dell’Ottava Giornata del Campionato di Serie C.

Le domande dei giornalisti all’Allenatore tigrotto Ivan Javorcic:

 

LUCA SPRIANO (LA PREALPINA)

Il Como è una squadra costruita con ambizioni importanti ma nelle ultime settimane ha dovuto fare i conti con l’emergenza Covid: che avversario si aspetta domani?

“Un avversario top per la categoria. Ha uomini e qualità per fare un Campionato di vertice. Ha un allenatore che stimo ed è preparato. Arrivano da un periodo particolare e ora stanno recuperando giocatori ma è anche vero che per noi sarà la quarta partita in dieci giorni. Un impegno di alto livello di difficoltà”. 

La Pro Patria sta giocando praticamente ogni tre giorni, più di altre squadre. Quanto pesa tutto ciò? 

“Sicuramente è un fattore. Bisogna saperlo gestire. Cerchiamo di cambiare il più possibile per non andare in sovraccarico fisico. Abbiamo già il vissuto un periodo simile ad inizio Stagione con la Coppa Italia e ora proviamo a gestirlo al meglio anche se, obiettivamente, è molto complicato”. 

LUCA DI FALCO (IL GIORNO)

Un’altra settimana intensa, ma sopratutto arriva un “classico” per la categoria molto sentito, contro una squadra come il Como, di qualità e molto solida nella sua struttura. In questa Serie C i dettagli sono fondamentali. A cosa dovranno prestare maggiore attenzione i calciatori della Pro Patria?

“Alla qualità dei giocatori singoli del Como, sopratutto da centrocampo in su. Ci sarà da stare molto attenti, massima allerta perché sarà una partita che potrà essere indirizzata anche da singole giocate”.

FLAVIO VERGANI (PROPATRIACLUBS)

Questo Campionato è il più brutto di sempre per la mancanza di pubblico, o il più bello di sempre per il grande equilibrio che rende le partite avvincenti e spesso ricche di gol?

“E’ una lettura interessante perchè immaginare il calcio senza pubblico è impossibile. Manca una parte dell’anima del gioco. Prevale questo pensiero. Dall’altro lato, si vedono partite sicuramente influenzate da questo fattore ed escono risultati diversi. Personalmente, preferisco sempre avere i tifosi insieme a quella che è l’incertezza del gioco e del risultato”.

Nel turno scorso, su nove partite giocate, una sola vittoria casalinga, un pareggio e sette vittorie esterne. E’ il caso, la mancanza di tifosi che influisce sul fattore campo, oppure il grande equilibrio? Quale dei tre fattori potrebbe spiegare questo dato anomalo?

“C’è un po’ di tutto. C’è l’assenza del pubblico che condiziona dal punto emotivo. Nel nostro Girone in particolare poi, c’è l’equilibrio ed è interessante proprio per questo motivo. Infine, c’è l’imprevedibilità che fa parte del gioco. Sommati, i tre fattori, incidono certamente sui risultati.”. 

GIOVANNI CASTIGLIONI (VARESESPORT)

12, 6, 4. Sono i minuti intercorsi tra la rete del vantaggio con Pro Vercelli, Pro Sesto e Albinoleffe e il pareggio avversario. Arrivato negli ultimi due casi dal palla inattiva (diretta o indiretta). Al di là dei gol, trova analogie nella difficoltà a gestire quei momenti di partita?

“Ne abbiamo parlato con i ragazzi. Sicuramente proveremo a migliorare questo aspetto. Non sarà semplice perchè il gol subiti sono stati per di più frutto di episodi piuttosto che gol costruiti con il gioco o dovuti ad un momento nostro di sofferenza o ad un cambio di atteggiamento. Noi è giusto che riflettiamo e alziamo la soglia dell’attenzione ma è possibile arrivare fino ad un certo punto perchè, in sostanza, non ci sono problemi strutturali”.

 

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