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 La Pro Patria torna allo “Speroni”.

Domani, 29 novembrealle ore 15.00, la Tredicesima Giornata del Campionato di Serie C, Pro Patria – Grosseto.

Le domande dei giornalisti all’Allenatore bianco-blu Ivan Javorcic:

 

LUCA SPRIANO (LA PREALPINA)

Neopromossa, tante conferme dallo scorso anno, inserimenti mirati, organizzazione: al di là del diverso assetto tattico, il Grosseto di oggi ha analogie con la Pro Patria di due anni fa, sulla quale poi avete sviluppato il progetto che vi ha portati fino ad oggi?

“Qualcosa di simile c’è, sopratutto se parliamo di forma più che di sostanza, sicuramente ci sono delle analogie. Altrettanto vero però che il nostro percorso in Serie D e in C è da considerarsi in maniera differente perchè i tempi erano diversi. Comunque ci sono dei punti d’incontro”. 

Domani si affrontano due squadre che dal punto di vista dei risultati hanno fatto molto meglio in trasferta che sul proprio campo: le porte chiuse quanto tolgono a chi gioca in casa?

“Le porte chiuse in casa pesano decisamente tanto, è difficile dire quanto influiscono sul risultato finale. Il problema è reale e lo si nota anche, più in generale, in ogni categoria di questo sport negli ultimi, complicati, mesi. Sembra non esserci più il fattore-campo e l’assenza dei tifosi pesa nei diversi momenti della partita.”. 

LUCA DI FALCO (IL GIORNO)

La sua Pro Patria sta dando delle belle opportunità a diversi giovani, una filosofia non facile da trovare nel calcio di oggi. La freschezza atletica degli Under potrà avere a lungo andare un suo peso in questa Stagione complicata dal virus e dai tanti impegni?

“Essere “giovani” può essere un fattore non solo fisico ma anche mentale, per l’approccio ad un impegno agonistico di un Under. Attenzione però, questi ragazzi hanno assoluto bisogno certezze che devono arrivare da una solidissima struttura di base. E’ fondamentale”.

FLAVIO VERGANI (PROPATRIACLUBS)

Recentemente molte squadre avversarie in vantaggio sulla Pro Patria sono ricorse a perdite di tempo nei minuti finali, alcune chiaramente ostruzionistiche e non conseguenti a reali necessità. La Pro Patria non ha mai fatto nulla di tutto ciò e Pontedera ne è stato un esempio. E’ una precisa scelta che privilegia l’etica sportiva e la sportività che lei chiede ai giocatori, oppure è figlia del fatto che trattandosi di una squadra molto giovane non ha ancora quello che viene definito “il mestiere” per addormentare le partita?

“Penso che rispettare le regole del gioco, e di conseguenza il gioco in sé, sia fondamentale. Fa parte di quello che è il nostro modo di essere. Abbiamo un gruppo di ragazzi di un eccelsa qualità che non ci si sofferma su queste situazioni. Preferiamo concentrarci su quelli che sono i temi del campo. Anche la parte di gestione e “furbizia” calcistica può essere un tema, che si migliora con l’esperienza, ma non con la malizia, rispettando sempre l’avversario in maniera corretta e leale”.

Le vittorie non sono tutte uguali. Quella di Pontedera con tutti quei ragazzi giovani in campo ha significati diversi e profondi. Che sensazione ha provato al fischio finale? Orgoglio e soddisfazione tra le più intense della sua gestione, o la considera una normale conseguenza del suo modo di lavorare e quindi non così straordinaria e inaspettata?

“Noi siamo straordinari nella nostra ordinarietà. Lo diciamo da tempo. E’ questa la nostra filosofia. Al primo posto c’è la soddisfazione per i ragazzi, per la loro crescita, la loro capacità di superare gli ostacoli, le avversità e gioire per una bella prestazione e per una vittoria. Rendono orgogliosi tutti i componenti dello Staff Tecnico e dell’intera Società”. 

GIOVANNI CASTIGLIONI (VARESESPORT)

Kolaj/Latte Lath è la quinta diversa coppia d’attacco schierata dal primo minuto. Kolaj/Parker la più utilizzata (4 volte) e quella con il saldo reti fatte/subite migliore (6/2). Indisponibilità a parte, quanto incide l’avversario  nella scelta iniziale e quanto manca nel processo di inserimento per vedere anche Castelli dall’inizio?

“Nelle decisioni, le caratteristiche dell’avversario hanno un peso specifico, così come il momento di forma del singolo o dei messaggi che vogliamo trasmettere ai calciatori. Ci sono vari fattori per le scelte iniziali ma anche strategicamente a partita in corso. Per quanto riguarda Castelli, ci stiamo avvicinando velocemente. Sta lavorando molto bene e i tifosi della Pro Patria avranno sicuramente modo di conoscere meglio un giocatore interessante che ha avuto un percorso duro, arrivando tardi rispetto agli altri. Sta conoscendo meglio tutti i nostri aspetti. E’ un ragazzo che stimo molto e si sta ritagliando piano piano il suo spazio”.

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