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Vorremmo che la Pro Patria avesse vinto o pareggiato questa partita per poter liberamente esprimere un parere sull'"arbitra" Maria Sole Ferrieri Caputi di Livorno, al suo esordio in serie C, senza che nessuno potesse pensare che il giudizio sia figlio della sconfitta subita dalla Pro Patria.

Non è così, purtroppo. L'esordiente arbitra ha avuto la sfortuna di dirigere una bella partita con due squadre toniche che hanno giocato ad alti livelli e lei, poverina, non ha dimostrato di sopportare i ritmi atletici dei giocatori. Lenta, sotto ritmo, spesso lontana dall'azione, in palese difficoltà nella lettura della partita.

Un trottolino dalla falcata corta con frequenza di corsa da calcio amatoriale nulla ha potuto in una gara dove era certamente richiesto un profilo atletico di ben altro spessore.

In più, ha commesso l'errore più grande per una donna arbitro: eccedere in personalità per dimostrare di "avere le palle", un modo per dimostrare le proprie paure di non essere considerata al pari di un arbitro uomo. 

Gli spalti vuoti hanno permesso di sentire i dialoghi con i giocatori e lo stile scelto ha fatto capire fin da subito che stava recitando una parte per cercare di apparire quello che lei per prima sapeva di non essere.

L'uso sistematico del cartellino è stato fatto per espellere il direttore sportivo della Pro Patria Sandro Turotti e l'allenatore Ivan Javorcic, ma non per punire i falli che avrebbero meritato il giallo.

Testimonianza che la livornese l'ha messa più sul piano del rispetto della sua figura che sul piano tecnico, portandosi a casa una bocciatura su tutti i fronti.

In zona è tristemente nota per altre espulsioni simili, come quella rimediata dal ex team manager dell'Inveruno Danilo Grassi spedito sotto la doccia in anticipo per lesa maestà. 

 Insomma, un esordio non indimenticabile per questa aspirante arbitro e il maschile non è usato per caso.

Veniamo alla partita che è stata davvero bella e divertente con due squadre che si sono affrontate con grande agonismo e con determinazione. Ha stupito la Pro Sesto apparsa sempre in partita, anche dopo il goal di Parker dopo una manciata di minuti dall'inizio. 

I milanesi hanno reagito prontamente arrivando al pari con un eurogoal di grande fattura con tiro sull'incrocio dei pali di Franco e goal di Gualdi sulla ribattuta del palo.

Una squadra quadrata, reattiva, sempre in movimento e con grande voglia di vincere

Equilibrio pressochè perfetto nel primo tempo, mentre nel secondo la Pro Patria colpisce un palo con Parker e sbaglia qualche occasione da rete di troppo, fino al 92esimo quando Pecorini punisce i tigrotti dopo un batti e ribatti in area.

Lo "Speroni", vuoto di tifosi, è ribollito al fischio finale quando gli addetti ai lavori presenti hanno dimostrato tutta la loro contrarietà verso la giacchetta nera.

Davvero una fortuna che lo stadio fosse vuoto, diversamente ci sarebbe stato lavoro per gli stewards per contenere la presumibile rabbia per una sconfitta che, seppur non sia solo figlia di tale personaggio, è senza dubbio più amara da digerire di fronte a determinati comportamenti che non possono e non devono avvenire su un campo di calcio popolato da giocatori professionisti.

Mercoledi si gioca a Piacenza, il modo migliore per sbollire la rabbia e riprendere il cammino.

Flavio Vergani








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