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C’è a Busto e dintorni un triangolo delle Bermuda dove si vince e si suda.

Una zona baciata improvvisamente da un magnetismo positivo che ha permesso di centrare risultati importanti.

Un magnetismo concentrato e mirato, tanto che quando un vertice è stato spostato di qualche chilometro raggiungendo Varese, si è improvvisamente smagnetizzato.

Un triangolo  dove non spariscono navi, ma fioriscono vittorie.

I vertici di questo triangolo: il campo di via Valle Olona dove lo scorso anno trionfò il Busto 81 nel campionato di Eccellenza, l’altro in via Cà Bianca, dove la Pro Patria sta ottenendo successi a nastro e lo stadio della Castellanzese, dove ieri, in dieci contro undici, ha affondato la capolista Gozzano per sei a tre, raggiungendo i piemontesi in testa alla classifica.

Ragazzi in bermuda, anzi, in pantaloncini, peccato che qualcuno sia rimasto in mutande, calando le braghe dopo la vittoria, per un progetto dai contorni difficili da comprendere.

Tre realtà che hanno saputo emergere grazie a raffinate strategie fondate sullo sviluppo sostenibile delle risorse, invece che su faraonici investimenti.

Peccato aver perso un vertice del triangolo nel modo con il quale è avvenuto, ma, dall’altra parte, prevale  l’orgoglio per quanto rimasto.

Pro Patria e Castellanzese sono due realtà confinanti non solo a livello geografico.

Confinano e si compenetrano nella filosofie gestionali.

Basta leggere la filosofia scritta dalla Castellanzese nella sua dichiarazione etica di intenti che cita:

Il progetto basa la propria strategia programmatica sullo sviluppo e sul miglioramento delle singole squadre del Settore Giovanile per creare i presupposti affinchè sempre più atleti possano approdare alla prima squadra o addirittura iniziare un’ avventura nel calcio professionistico.  
Il lavoro sviluppato su ogni singolo giocatore non è solo relegato agli aspetti tecnico, tattico e psicomotorio, ma anche a quello educativo e comportamentale, fino a diventare elementi imprescindibili al raggiungimento degli obiettivi.
Organizzazione, qualità dello staff tecnico, campi da gioco in ottimo stato, iniziative per coinvolgere ragazzi e famiglie, sono i pilastri essenziali per riuscire nell’intento che anno dopo anno l’ USD Castellanzese 1921 si prefiggere di ottenere.

Potrebbe essere copiato e incollato nella bacheca della Pro Patria, senza cambiare una parola.

Filosofie vincenti che stanno proiettando le due società come “best case” ai quali ispirarsi per rendere sostenibile il calcio di oggi che necessariamente deve uscire dalle vecchie logiche degli investimenti dissennati.

Sarebbe un sogno disputare il derby Pro Patria Castellanzese, un derby che premierebbe due società della zona che hanno saputo leggere la realtà nel modo corretto, evitando di percorrere corridoi perdenti come quello di Legnano e Varese. In quest’ultimo caso, dopo aver inutilmente acquistato bilici di giocatori e ingaggiato dirigenze a nastro, non è bastato neppure acquistare una società vincente per uscire dalle sabbie mobili nelle quali i varesini sono precipitati.

Un premio per la Castellanzese che proprio quest' anno celebra il Centenario della sua fondazione.

A testimonianza che nel calcio di oggi è necessario seminare, coltivare e raccogliere.

Chi pensa di comprare il raccolto senza seminare e coltivare rischia di smagnetizzare ogni polarità vincente e rischia di affondare nel nulla cosmico.

Flavio Vergani

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