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Mercoledi di quaresima per la Pro Patria che perde per tre a zero con il Pontedera nel turno infrasettimanale giocato nel pomeriggio.

Non sorprende la sconfitta, ogni tanto capita, ma la dimensione, visto che i tigrotti hanno subito tre reti in una gara, quando nelle precedenti 30 gare ne avevano incassati 18. In pratica, in una gara hanno subito il 14% dei goal subiti in tutto il campionato. Se poi, sommiamo i 2 presi sempre nel turno infrasettimanle con la Pergolettese il conto sale al 23 %.

Il riferimento alla partita con la Pergolettese non è casuale, si ripropone il tema del turnover che non sembra portare particolari benefici al team di mister Javorcic e questo è l”accusa” principale mossa dai presenti allo “Speroni” nella giornata odierna. Una rivoluzione dell’undici titolare che piace quando si vince, meno quando si perde, ma questo fa parte del calcio, per cui tutto normale, ma è anche normale che non può passare il concetto che tutto è uguale a tutto e che tutti valgono uno. Questo, oltre ai tifosi, lo dicono anche i risultati.

Il Pontedera ha giocato a fare la Pro Patria, si è disposto speculare, grande pressione sui portatori di palla, intensità e grande fame sulle seconde palle, praticamente tutte vinte dagli ospiti.

Questi i meriti più rilevanti che non comprendono i goal che sono stati un gentile omaggio di una difesa svagata e poco attenta nei concetti tattici di base.

Sufficiente il centrocampo, non pervenuto l’attacco nel primo tempo, mentre nel secondo un ispirato Le Noci è andato vicino al goal dapprima con una magia e poi con un palo pieno.

Davvero incomprensibile la sua sostituzione sul due a zero per gli avversari e con in campo un attacco anemico per tutta la partita e ispirato solo dal comasco.

D’accordo il turn over e l’età, ma , come diceva il Mario a fine partita ci si aspetta che un professionista possa giocare 90 minuti.

Al di là delle valutazioni soggettive che contano come il senno di poi,  una delle differenza del pomeriggio è stata figlia della casualità: gli ospiti, in occasione del primo goal hanno colto il palo e il pallone è entrato in porta, la Pro Patria ha fatto lo stesso, ma la palla è uscita. Quando si dice che il pallone è rotondo…

Sarebbe stato il goal del pareggio e la partita sarebbe potuta girare diversamente.

Arbitro dell’incontro lo stesso dell’andata con il Renate, quello che annullò un goal ai tigrotti barattandolo con un rigore, poi sbagliato da Bertoni. Insomma, un portasfiga patentato.

La zona rossa non permette agli ultrà il solito tifo da oltre ramata e l’atmosfera non era la stessa, chissà che in campo si sia avvertita questa mancanza.

Special guests di giornata il segretario del nostro club Riccardo Cazzani e il vice Giordano Macchi. L’appuntamento era fissato a fine partita per raccogliere un parere sul match, ma l’esito dello stesso li ha consigliati di tagliare la corda con rapidità, bidonando lo scrivente. In effetti il loro ritorno allo “Speroni” non è stato indimenticabile e possiamo comprendere la delusione che spezza i cuori e chiude le bocche.

I microfoni erano pronti e la par conditio garantita, questo per quelli sempre a caccia della polemica spiccia e degli scoop alla Biscardi.

Flavio Vergani

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