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 Oggi il mondo della Pro Patria è triste non solo per l’uscita di scena in campionato ma anche per la scomparsa di Giorgio Caravatti. Per chi non lo conoscesse è l’artefice assieme a Tosolini, Petenà, Della Valle, Ferrario, Peppino e Adriano Mancini della fusione del 1995 tra i tigrotti e la Gallaratese. I primi con sete di professionismo i secondi con la mancanza di qualche fondo per affrontare la C2. Le due esigenze si fusero in un unico club che mise fine ad astio tra due rivali sportive storicamente sempre distanti. Grazie a Giorgio Caravatti vide la luce la Pro Patria Gallaratese G.B. che si sarebbe iscritta al campionato 95/96 dell’allora serie C2 girone A. L’imprenditore Gallaratese è stato un pioniere dell’industria dell’abbigliamento nel varesotto. Schott e EL Charro (sponsor della Pro) sono tra i marchi da lui gestiti, che bene o male ognuno di noi ha acquistato almeno una volta nella vita. Un mio ricordo personale va a Caravatti che coadiuvato dal fido segretario Molani dirigeva la struttura della Gallaratese in maniera impeccabile. Gli allenamenti della settimana dei tigrotti,  in quel di Gallarate erano sempre visti dal suo occhio attento, come quelli che nel passato aveva visionato come patron e dirigente della Solbiatese dal 1987 al 1991. Di quelle stagioni Caravatti spesso amava citare due eventi particolari, la partita persa 7 a 0 con il Milan di Sacchi, (al suo debutto assoluto con i rossoneri) e la salita tra i professionisti dopo un ottimo campionato di serie D. Durante gli anni vicini a Busto ha dato apporto e professionalità, che ancora oggi ricordiamo. La sua uscita di scena dal mondo del calcio Bustocco coincide con la sconfitta della Pro ad opera della Triestina, in quel fatidico pomeriggio del 7 giugno 98 dove l’unico protagonista fu un arbitraggio molto discutibile, che ancora oggi grida vendetta. Ma questa è un'altra storia.

Ora il ricordo deve andare al nostro ex dirigente che la dura piaga del Covid ha portato via con sé.

Un abbraccio alla famiglia Caravatti da tutti noi del PPC.

Simone Merlotti.

 

 

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