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Dalle presentazioni al ritiro di Sondalo al palco delle amichevoli il passo è davvero corto per la nuova Pro Patria che il Direttore Sportivo Turotti e mister Prina stanno plasmando.

L'arrivo del talento argentino Vezzoni, via Inter, conferma la strategia della società di valorizzare i giovani di squadre importanti per farli decollare in serie superiore.
Quest'anno l'obiettivo è stato centrato per Kolaj che il Sassuolo ha girato all'Alessandria e con Latte Lath che l'Atalanta ha dato alla Spal. La Pro Patria ha centrato l'obiettivo con Gatti al Frosinone. Un secondo tigrotto pronto per la cadetteria è senza dubbio alcuno Lombardoni che solo l'infortunio patito a fine campionato ha tenuto a Busto.
Ora, gli occhi sono puntati su Ghioldi e Molinari, ma anche sul "welcome back" Banfi, prodotti del settore giovanile in osservazione per il salto di categoria.
Ora o mai più anche per il portiere Mangano che deve sfruttare al massimo la sua occasione per confermare quella potenzialità a lui da tutti riconosciuta, ma al momento rimasta inespressa.
Insomma, la strada è tracciata e l'aspettativa è di continuare a far crescere quel progetto di auotsostentamento finanziario in grado di rendere sostenibile la categoria per una Busto sempre più avara di attenzioni verso il biancoblù.
Da quando Patrizia Testa ha preso le redini della società di via Cà Bianca gli aiuti sono venuti meno, invece di aumentare, con la perdita di Zaro senior e di Tiburzi. Al contempo, a parte qualche sponsor, nessuno ha dato fiducia al progetto come socio di minoranza.
Pensare che un quinto posto come quello raggiunto nello scorso torneo, potrebbe diventate il trampolino di lancio per sognare una promozione, se solo ci fosse un concreto aiuto di qualche imprenditore locale in grado di dare quell'ultima spinta che manca per competere ad altissimo livello.
Mister Prina, durante la presentazione della squadra, ha dichiarato l'obiettivo di lanciare qualche altro giocatore verso la serie B. Certamente un obiettivo condivisibile, ma è normale che la tifoseria, prima o poi, vorrebbe andarci lei in serie B. Un traguardo che la generazione di chi scrive non ha mai visto, se non sentito il profumo prima e l'odore dopo, in quel famoso campionato "cagnottato" da mille vicende che hanno inciso sull'esito finale del torneo.
Ovvio che se è vero che sognare non costa niente, è anche vero che la realtà costa moltissimo e pensare in grande senza avere le strutture e l'assetto societario per farlo diventerebbe un clamoroso autogoal.
Certo è che se una società come quella attuale non attrae risorse del territorio per una cooperativa dirigenziale che possa garantire un salto di qualità, diventa difficile pensare quando questo potrà accadere.
L'attuale dirigenza è un sei all'Enalotto, se ancora non è sufficiente per convincere la città a darle fiducia è come dire che si aspetta il "sette" all'Enalotto per farlo. Ossia che esca il 91 a tombola. 
Per cui, chiudiamo il cassetto dei sogni e pensiamo al bello che ci aspetta, ossia, il ritorno allo stadio in presenza a non in smart working, anzi non  in smart vision.
Un passo verso la normalità che permetterà di sostenere i tigrotti dagli spalti e far loro sentire tutto il calore dei tifosi biancoblu.
Chissà che basti per arrivare lassù dove volano le aquile.
Flavio Vergani



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