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Video conferenza stampa in diretta "Zoom" con mister Prina, prima dell'esordio in campionato di domani con l'AlbinoLeffe.

Un vero piacere ascoltare questo tecnico ricco di tanta sostanza e povero di inutili ovvietà.

Una rarità di questo mondo ricco di professionisti dell'apparire e non dell'essere che ci teniamo ben stretto.

Una persona che trasmette valore  agli appuntamenti pre partita, spesso ricchi di banalità e concetti scontati.

Tecnico che domani non sarà in panchina per una vecchia ( e dubbia) squalifica che, visti i tempi che corrono, è meglio scontare senza chiedersi la reale correttezza della decisione del giudice sportivo.

Cosa ne pensa della partita di domani?

L'AlbinoLeffe sa difendere con grande compattezza, per poi fare male nelle ripartenze. Ha un allenatore bravo che conosco e giocatori importanti.

Ha ereditato una squadra con una forte identità tattica, un marchio di fabbrica. Abbiamo visto qualche novità nei tempi di gioco a centrocampo e nell'uso delle fasce laterali in precampionato. Un work in progress verso cambiamenti tattici importanti, o solo sfumature?

Alla squadra propongo miglioramenti progressivi, quando percepisco che è pronta per attuarli, porto avanti l'idea, diversamente vado con più calma, ma, certamente è una squadra che può fare molto altro.

Meglio il calcio di una volta con poche sostituzioni, oppure, quello odierno con molte?

Meglio il calcio di una volta e stop. Io, amo quel calcio lì, il calcio delle emozioni. Mi emoziono nel guardare la maglia della Pro Patria per la sua storia, apprezzare il valore dei tifosi che possono condizionare le partite. Domani sarò anche io in tribuna per squalifica, mi spiace molto, avrei voluto esordire in panchina in uno stadio che mi piace molto.

Torna il pubblico...

Non voglio essere retorico, ma il calcio ha bisogno del pubblico per vivere emozioni, anzi, dico che mi piacerebbe vedere gli ultrà in curva, sanno trascinare la squadra e dare qual contributo importante che in campo si sente e aiuta i ragazzi.

Le strutture di cui dispone la Pro Patria come le valuta in rapporto a quelle viste in altre città dove lei ha allenato?

Le strutture sono importanti, ma non devono essere un alibi. L'importante è il modo con il quale si occupano. Io vengo dalla strada, ho allenato squadre forti che si allenavano su campi in terra spianati con il trattore. Non voglio alibi, a questa società non chiedo e non chiederò nulla di più di quello che mi è stato dato, basta e avanza per fare calcio come piace a me.

Anche perchè, da altre parti non se la passano benissimo...

La Pro Patria va presa come punto di riferimento per una gestione a 360 gradi. Ha giocatori quasi tutti di proprietà, una comunicazione mai sopra le righe, mi stupisce molto che questo modello non abbia quella visibilità che si meriterebbe dagli organi competenti. In serie C ci sono 60 squadre oggi, vedremo tra qualche mesi in quante non avranno problemi.

Voce ferma, ma con stile, anche nella recente sconfitta a tavolino...

C'è ovvia amarezza per la sconfitta, ma ci rimarrà più tempo per allenarci in settimana. Rimane una partita dove la Pro Patria ho confermato il suo Dna. Una squadra abituata a soffrire, che non molla quando è in difficoltà, abbiamo difeso per 20 minuti bassi, senza muoverci da lì, qualità che in futuro andranno ottimizzati con un miglioramento della capacità di fare cose diverse in momenti diversi.

L'obiettivo è di lasciarsi dietro cinque squadre, ma, certamente la Pro Patria saprà farsi valere...

Mi sento un allenatore forte, perchè sento di allenare una squadra che difficilmente concederà qualcosa agli avversari. Sarà difficile per tutti incontrarci, i giocatori conoscono la categoria e hanno la resilienza nel loro Dna.

Ragazzi che non vedono l'ora di cominciare...

Lo spogliatoio penso sia emozionato in questo giorno importante, trasmetterò ai ragazzi le mie emozioni e credo che non sbaglieranno la partita. Si aggrapperanno al match per 90 minuti, su questo nessun dubbio.

Flavio Vergani





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