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Più vizi che virtù, ma, occorre ripartire dalle seconde per risolvere i primi.

La Pro Patria cerca la sua identità dopo aver perso quella dello scorso anno: la difesa di ferro, l'estrosità offensiva, la fantasia e un (bel)po' di qualità.
Tra difesa e attacco un centrocampo rimasto praticamente intonso, ma nel quale alcuni protagonisti del passato stentano a trovare certezza, come Ghioldi, spesso sacrificato per un Galli non così brillante da giustificarne l'insostituibilità.
Difesa che faceva rima con Gatti e Lombardoni e che oggi è senza echi di tali nomi.
Uno è volato via, l'altro non si sa quando e soprattutto come tornerà. La scelta di non rivolgersi al mercato è stata una scommessa al momento persa. Troppo poco l'arrivo di Sportelli che costringe mister Prina a gestire le assenze non con sostituti di ruolo, ma con adattamenti. 
Attacco che senza Kolaj e Latte Lath ha perso in fantasia, imprevedibilità velocità, utile per ripartire quando sotto assedio.
Oggi, la Pro Patria, quando attaccata, soprattutto quando in vantaggio con avversari che intensificano il pressing offensivo, subisce regolarmente gol.
Due ribaltamenti di risultato con AlbinoLeffe e Padova e una rimonta ( in superiorità numerica)con il Piacenza.
Tre indizi che fanno una prova e focalizzano le attenzioni sulla tenuta difensiva sulla quale si era in precedenza costruito il miracolo.
Un miracolo dalle dimensioni forse esagerate che è stato cattivo consigliere in sede di investimento.
Se con quella rosa siamo arrivati quinti, con un po' meno potremmo arrivare decimi, questo in soldoni la possibile valutazione che potrebbe aver ispirato la strategia di mercato.
Nel calcio uno più uno non fa quasi mai due e oggi c'è la conferma.
Che futuro aspetta la Pro Patria?
Il peggio potrebbe essere passato, infatti, il calendario ha messo di fronte ai tigrotti squadre di rango quali AlbinoLeffe e Padova, più un Trento neopromosso che sta vivendo il suo miglior momento di forma.
Con Juventus U 23 si è vinto e con il Piacenza è comunque arrivato un punto.
Intanto il tempo passa e avvicina il rientro di Lombardoni, mentre preoccupano i tempi di recupero di Vezzoni, diventato "oggetto misterioso", ormai da troppo tempo.
Insomma, male, ma non malissimo, con ampie prospettive di poter ritrovare continuità di risultati in grado di dare fiducia all'ambiente.
La squadra vista ieri è piaciuta, ha reagito con veemenza allo svantaggio, è stata viva fino a fine match e pesantemente penalizzata da un arbitraggio a senso unico.
Per cui, non va buttato via il bambino con l'acqua sporca, ma, al contempo, occorre valutare con attenzione una rosa che non sembra ben assortita come nel passato e che potrebbe avere necessità di un paio di ritocchi.
Mercoledì. ore 18, turno di campionato in quel di Lecco, l'occasione migliore per dimenticare Padova, mettendo in campo tutta la rabbia agonistica e la determinazione conseguenze di quanto accaduto ieri sul prato (alto) dello "Speroni".
Flavio Vergani 


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