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 Sconfitta ingiusta, immerita  e persino moralmente inaccettabile quella della Pro Patria che perde per uno a due con la capolista Padova.

La rosa del Padova è da tutti riconosciuta come "illegale" per la categoria e questo dovrebbe bastare per vincere le partite, senza ulteriori aiuti esterni che oggi si sono aggiunti in maniera palese ed inaccettabile.

Un arbitro, tale Arace di Lugo di Romagna, capace di ammonire dopo pochi minuti dall'inizio i due centrali bustocchi Colombo e Boffelli per falli apparsi del tutto veniali e di non vedere una gomitata rifilata ad un giocatore tigrotto a palla lontana, durante una ripartenza, accendono i riflettori su una direzione arbitrale generosa di cartellini gialli a senso unico.

Inutile aggiungere la solita "inutilità del quarto uomo", da sempre denunciata da queste colonne, tale Colannino della sezione di Nola, che, a parte fare la voce grossa con gli allenatori per farli rimanere la loro area tecnica, si dimostra ininfluente su tutto il resto. Un ruolo patetico inventato per dare un senso ad una categoria sempre più ambiziosa con le parole e deprimente nei fatti.

Il risultato finale è stato lo stesso del 2009  ma, mentre quell'anno fu una sceneggiata, quest'anno è stata una partita vera con la Pro Patria che ha dimostrato tutta la sua forza che apre all'ottimismo per il futuro.

Tigrotti in vantaggio con Pierozzi nel primo tempo, ribaltamento patavino nel secondo tempo con Valentini e con l'extra large Monaco. Poi, il buio per gli ospiti e tanta Pro Patria.

Questa la sintesi di una gara dove la Pro Patria ha gettato il cuore oltre l'ostacolo per contrastare i dodici giocatori avversari in campo ( si dodici) e i tre fuori dal campo ( si tre).

Ridicolo il tempo di recupero concesso dal direttore di gara, cinque minuti dopo inenarrabili sceneggiate patavine per perdere tempo,  dei quali se ne sono giocati forse due, in quanto, i giocatori del Padova sono stati colti dalla "variante crampi", che di fatto ha annullato ogni azione tigrotta, senza che Arace se ne preoccupasse.

Certamente se il Padova è lo squadrone che dovrà vincere il campionato in carrozza, i tigrotti non retrocederanno, visto che oggi in campo non si è proprio vista questa differenza e il merito va ai ragazzi di Prina.

Bella la reazione dopo il gol, ottima la tenuta fisica e psicologica fino al novantesimo, un passo in avanti di grande spessore.

Applausi ai tigrotti, fischi all'arbitro, vittoria ai patavini.

Flavio Vergani


AURORA PRO PATRIA 1919 – CALCIO PADOVA    1 – 2    (1 – 0)

Marcatori: 46′ p.t. Pierozzi (PPA); 15′ s.t. Valentini (PAD), 23′ s.t. Monaco (PAD)

 

AURORA PRO PATRIA 1919 (3-5-2): 1 Caprile; 21 Colombo (34′ s.t. 23 Ghioldi), 4 Saporetti, 13 Boffelli; 11 Pierozzi, 10 Nicco (34′ s.t. 16 Fietta), 14 Bertoni, 3 Galli (19′ s.t. 25 Ferri), 15 Pizzul; 7 Stanzani (19′ s.t. 27 Piu), 9 Parker (19′ s.t. 30 Castelli).

A disposizione: 12 Mangano, 2 Vaghi, 6 Sportelli, 17 Vezzoni, 18 Banfi, 24 Giardino, 26 Zeroli. All. Prina.

 

CALCIO PADOVA (4-3-1-2): 22 Donnarumma; 26 Kirwan, 3 Valentini, 29 Monaco, 27 Curcio (8′ s.t. 6 Pelagatti); 18 Hraiech, 31 Busellato (1′ s.t. 32 Chiricò), 5 Della Latta (8′ s.t. 11 Jelenic); 10 Ronaldo; 7 Santini (8′ s.t. 9 Biasci), 24 Ceravolo (29′ s.t. 21 Settembrini).

A disposizione: 1 Vannucchi, 4 Gasbarro, 8 Germano, 14 Vasic, 17 Terrani, 19 Andelkovic, 28 Bifulco. All. Pavanel.

 

ARBITRO: Mario Davide Arace di Lugo Romagna (Antonio Marco Vitale della Sezione di Ancona e Riccardo Pintauidi della Sezione di Pesaro. Quarto Ufficiale Filippo Colaninno della Sezione di Nola).

 

Angoli: 3 – 5. 

Recupero: 2′ p.t. – 5 ‘ s.t.

Ammoniti: Boffelli, Colombo (PPA); Valentini, Hraiech (PAD).

Note: Giornata umida e nuvolosa. Terreno di gioco in ottime condizioni.


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