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 Quello che vedete in foto è il pubblico presente nella partita Pro Patria Juventus U23, lato distinti coperti.

Inutile piangerci addosso, inutile riscoprire discorsi antichi che tornano di moda giusto perchè domenica ci sarà Pro Patria Padova e molti pensano ancora che valga l'alibi di quella presa in giro collettiva.

Il calcio in generale e le categoria inferiori in particolare, stanno perdendo pubblico e la giustificazione non può essere sempre la stessa. 

Sotterrare il passato è un dovere, pensare a come rilanciare il calcio a Busto diventa un dovere.

Oggi, allo stadio vengono i tifosi, mancano gli spettatori.

La differenza è semplice: il tifoso viene sempre e comunque, lo spettatore valuta l'offerta, il costo, la collocazione oraria e sceglie tra le proposte in competizione.

Oggi, la Pro Patria soffre tremendamente i competitors, sotto diversi punti di vista.

Orari delle gare variabili, spesso segmentanti la domenica pomeriggio con l'effetto "non posso fare nulla prima e nemmeno dopo", acquisto non semplice del biglietto il giorno stesso del match, possibilità di vedere la partita in televisione e mancanza di abbonamenti che, in cambio della fidelizzazione su lungo periodo rilascia uno sconto, sono realtà ineluttabili che incidono pesantemente sulla scelta finale dello spettatore.

Alcune di queste variabili non sono influenzabili, in quanto gestite dai vertici federali, altre andrebbero rivalutate.

Primo tra tutti quello relativo agli abbonamenti. 

Il Covid pare sotto controllo, tanto che gli stadi stanno aumentando la loro capienza a percentuali intorno all'80% di presenze, le vaccinazioni stanno facendo il loro lavoro in modo percepibile, le persone hanno metabolizzato un comportamento sempre più attento in ambito preventivo, per cui è lecito pensare che difficilmente si possa pensare ad una chiusura degli impianti nel prossimo futuro.

Questo permetterebbe alla Pro Patria di agire, come molte altre squadre della serie C hanno già fatto con l'abbonamento per propri supporters.

L'obiettivo ? Meglio pochi, maledetti e subito, che un po' di più , ma forse e chissà quando.

Questa la sommaria sintesi della strategia di fidelizzazione degli spettatori, che evita di lasciare loro ogni diversa opportunità di scegliere qualcosa di alternativo ad un abbonamento già pagato.

Come in palestra, l'abbonamento stimola alla presenza costante, rende prioritario l'appuntamento, combatte la sonnolenza post pranzo domenicale, annulla la pigrizia, sospende la pennichella, incentiva ad un piano preventivo con le mogli, che lasci libero il match time, soprattutto in caso di pioggia, vento o freddo.

Mini abbonamenti per un filotto di partite, abbonamento per il girone di ritorno, o abbonamenti "supporter gold", che non prevedono il rimborso in caso di stop al campionato, a fronte di uno sconto maggiore in sede di rilascio, potrebbero essere soluzioni utili a riportare allo stadio chi al momento preferisce la televisione, quando va bene, lo shopping quando va male.

Le analisi di comportamento e di mercato delle più prestigiose agenzie di rilevamento dei comportamenti sociali confermano che il post Covid restituirà una realtà mutata rispetto al passato con stili di vita diversi.

La modalità "at home"sarà prevalente: fitness online a casa, più cucina casalinga e meno ristoranti, più attenzione all' entertainment casalingo, al virtual gaming, o all’home cinema, rischiano di "casalingare" sempre più persone, allontanandole dalle tradizionali sedi dell'intrattenimento reale.

Comprendere in anticipo il trend e prevenirlo con opportune azioni di ingaggio, potrebbe fare la differenza.

Flavio Vergani 


 

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