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 Il Presidente Domenico Citarella fa sapere che non sarà presente a Seregno, nonostante abbia superato il suo stato influenzale.

Dalle sue parole si avverte un certo disagio per essere l'unico bersaglio della critiche di tutto l'ambiente, tifosi e giornalisti in particolare, che gli avrebbero consigliato di rimanere lontano da Busto, probabilmente fino a fine campionato, quando potrebbe passare per i saluti finali in occasione della gara del 16 Aprile.

L'impressione, ma qui è solo un'impressione è che la sua presenza non sia così gradita anche dalla squadra e dallo staff, che lottano e soffrono tutti i giorni senza la presenza di una proprietà di riferimento e che quindi mal sopporterebbero queste incursioni part time per simulare una normalità che di normale non ha nemmeno il nome.

Un modo anche per non dividere con nessuno l'impresa della salvezza che i ragazzi e il suo allenatore inseguono con grande impegno.

Si sa quanto il carro dei vincitori sia inseguito da tutti nel giorno della vittoria, isolarsi oggi è il modo migliore per non riconoscere eventuali passeggeri abusivi e senza biglietto di domani.

Squadra che dopo essere stata abbandonata dalla precedente presidenza, non è mai stata sedotta dalla nuova proprietà, che l'ha a sua volta abbandonata, senza nemmeno conoscerla di persona.

Pensare che ci possa essere desiderio di frequentazione reciproca è del tutto fuori luogo, per cui, non è per niente opinabile la scelta, se tale scelta fosse davvero reale, fatta dal team. L'impressione è però fortemente radicata.

Il Presidente Citarella è persona per bene, simpatica e a modo, ma il ruolo che ricopre catalizza ogni insoddisfazione della piazza, ogni sfogo, ogni domanda scomoda e questo è normale e nel contratto.

Lui sa per prima che se questa situazione poteva avere un senso per un certo tempo, adesso un senso non ce l'ha.

La società ha rilevato a Novembre la Pro Patria, siamo a fine Marzo e nessuno si è mai materializzato in via Cà Bianca, si sono pagati gli stipendi con i contributi dei giovani arrivati dalla Lega Pro e si è investito su un nuovo allenatore a costo zero.

Chiaro che pensare di essere accolti da lancio di fiori, standing ovation o baci e abbracci è del tutto fuori luogo.

A proposito di stipendi, terminati i contributi dei giovani, si dovrà mettere mano al portafogli e questo non sembra così scontato per Sgai.

Per cui, o si trova una soluzione societaria nel breve periodo, oppure la fidejussione a garanzia depositata da Patrizia Testa in Lega potrebbe essere saccheggiata.

Un motivo in più per evitare le lungaggini legali e trovare una soluzione immediata al clamoroso pasticcio nel quale ci si è impantanati.

Flavio Vergani 


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