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 Programmare, costruire, verificare il risultato, apprezzare l'esito, gratificare gli autori, ripartire da quanto ottenuto per raggiungere il prossimo obiettivo, ricordare che la staticità è in fondo simbolo di debolezza e regresso, valutare che il presente non esiste in quanto nel momento in cui prendiamo atto di una situazione questa é già simbolo del passato e quindi l'unico step temporale con il quale misurarsi per confrontare e realizzare le nostre ambizioni può essere solo il futuro, incerto sicuramente per mille motivi ma in ogni caso affascinante nelle prospettive perché le conquiste da sempre rappresentano una componente essenziale dell'essere umano.

Tutto questo nell'ottica di quello che vorremmo fosse la nostra creatura biancoblù in una proiezione di attese e panorami che sarebbero nelle possibilità socio-economiche di una città oggi troppo distratta nei confronti di una realtà nata forse nello scetticismo generale sin dai tempi dell'inferno della serie D e che "purtroppo" nel corso di questi anni é riuscita a dimostrare che le capacità delle persone possono superare ostacoli di spessore ed edificare una solida costruzione anche senza investimenti derivati da "petrodollari" e semplicemente utilizzando quella meravigliosa struttura mentale che si definisce intelligenza, non argomento di materia scolastica, ma dote naturale che differenzia gli individui.

Stiamo assistendo quindi, ma siamo ancora troppo pochi,, ad un esempio già classificato "virtuoso" di come una gestione possa essere ottimale nei confronti dei risultati ottenuti, che non comprendo come non possano essere la spinta emotiva per incrementare il numero spettatori ancora assolutamente deficitario e non giustificato in alcun modo in quanto, anche le presenze "spot" dei rappresentanti delle istituzioni cittadine, non sono determinanti  ed a mio avviso vengono utilizzate a titolo personale solo e spesso in prossimità di eventi e scadenze che hanno a che fare più con la politica che con lo sport cittadino.

Ora siamo alla finestra per conoscere se il piano di investimenti molto reclamizzato per la modifica della superficie dei campi di allenamento in sintetico avrà buon esito (previsto stanziamento di € 300.000= sotto approvazione di Regione Lombardia) sottolineando comunque che questo non rappresenta l'unico problema logistico della nostra squadra che meriterebbe anche di avere a disposizione delle aree di parcheggio degne di una entità professionistica.

Inoltre, sempre puntualizzando dei difetti endemici perché devo sempre apprezzare che alcune realtà (es Novare) hanno a disposizione un centro sportivo dedicato e non sono costrette a fare le sedute di allenamento nel campetto dell'antistadio?

Sono a citare un altro esempio limite ma che ho seguito dalle origini ovvero quello del Como che ha potuto acquisire a suo tempo all'asta il centro sportivo di Mozzate (fallimento della Mozzate Patrimonio) costituito da due campi regolamentari, un campo da allenamento a 7, due tribune  spogliatoi, palestra ecc con un investimento di circa 1 milione di euro, creando una soluzione invidiabile e mettendo fine al peregrinare delle squadre nei campi della zona per trovare sedi diverse per gli allenamenti ed incontri di campionato per le squadre giovanili, facendo diventare tale entità anche la sede operativa per la preparazione della prima squadra.

Tutto questo nell'ottica anche di un investimento che può costituire anche per il futuro un cardine di interesse per ipotetici acquisitori della società che ad oggi, nel nostro caso, oltre al parco giocatori, non può aggiungere alla sua valorizzazione null'altro, se non un ventaglio di professionisti di primo ordine.

Non é un segreto che il valore di una entità sportiva assume maggiore importanza economica se corredata da strutture di proprietà (stadio-centro sportivo) e pertanto l'invito a tutti i livelli sarebbe quello di riuscire a ricercare opportunità di sedi nella nostra zona che potrebbero essere adatte ad un prospetto di largo respiro, con ovvia necessità di coinvolgimento per trovare risorse finanziarie sia istituzionali sia private interessate ad un progetto sicuramente garanzia di ritorno economico ed anche di immagine per società e città.

Probabile che tale argomento abbia già costituito oggetto di trattazione anche in precedenza ma spesso in questi casi il tempo trascorso con conseguente oblio delle questioni sollevate costituisce un comodo alibi per tutti ed il cassetto si arricchisce dell'ennesimo plico di desideri che ad oggi resteranno solo catalogabili come sogni senza proiezione di fattibilità.

Ritornando per concludere agli eventi contingenti la battuta di arresto di Mantova, fortemente condizionate dall'approccio troppo morbido alla partita da parte della squadra ed anche dalla assenza forzata di alcuni elementi, cardini troppo determinanti nell'equilibrio gestionale in campo, deve insegnare a tutti che nessuna squadra del nostro girone ha deciso di rinunciare a raggiungere il traguardo prefissato ed inoltre la campagna trasferimenti in corso sicuramente andrà a modificare la struttura delle forze , in particolare quella di squadre che fino ad oggi hanno avuto maggior difficoltà (vedi risultati a sorpresa dell'ultima giornata).

Non abbiamo quindi raggiunto ancora nulla e la "confort zone" dove siamo oggi situati non deve essere garanzia di tranquillità infinita e non deve costituire un cuscinetto dove rilassarsi per giustificare l'eventuale assenza di motivazioni, determinante carburante per essere gruppo aggressivo e propositivo a partire dal prossimo incontro, per il quale i parametri per avere voglia di stupire e convincere non possono e non devono mancare, per una serie infinita di ragioni ad iniziare dal risultato fortemente negativo rimediato a Padova.

Mai quindi in questa occasione frase più adatta dello slogan degli ultras "noi vogliamo questa vittoria".

Sandro Lupidi

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