Trento impossibile per la Pro Patria

Dopo tre pareggi a reti bianche che hanno caratterizzato le ultime tre apparizioni della Pro Patria  a Trento, arriva la sconfitta per i tigrotti che cedono alla squadra del Direttore sportivo Moreno Zocchi, bustocco doc, per due a zero. L’ultima rete della Pro Patria in quel di Trento risale al 1983 con Salvatore Cerrone, per cui trattasi di un campo non così alla portata dei biancoblu quanto a tradizione.

Pro Patria ordinata e pungente, ma non basta

Peccato perchè fino al settantaquattresimo, quando i locali hanno trovato il goal, la Pro Patria si era ben disimpegnata. Ordine difensivo e qualche scorribanda che ha creato anche un’occasione da rete importante per Renelus che a tu per tu con il portiere del Trento non ha avuto la lucidità di bucarlo. Poi, il Trento ha alzato il ritmo ed è salito in cattedra Andrea Sala con due parate super, di cui una straordinaria a dimostrazione che le molte panchine a Crotone non hanno ossidato la sua qualità da sempre nota ai tifosi bustocchi.

Tutti utili, qualcuno non indispensabile

Primo e secondo goal del Trento nati sul settore destro dello schieramento difensivo della Pro Patria dove Sassaro ha letto davvero male le due situazioni, consentendo agli avanti trentini di penetrare in area di rigore troppo facilmente. Se ci è permesso un commento continuiamo a dire che nella Pro Patria di oggi non vediamo tutta questa indispensabilità di questo giocatore e di Ferri che, nonostante le pagelle entusiasmanti lette recentemente, appare troppo macchinoso nel portare palla con perdita dei tempi di gioco che favoriscono il pressing avversario e non fanno ripartire l’azione degli avanti.

Turnover giustificato anche se non da tutti amato

Capitolo turnover al quale Mister Bolzoni ha fatto ricorso con cambi un po’ in tutte le zone del campo con Pogliano per Masi, Sassaro per Mora, Felicioli per Travaglini , Citterio per Desogus, Mastroianni per Udoh da sdogare senza troppi se e troppi ma con le tre partite in una settimana che di fatto giustificano i cambi. Può piacere o no, a noi non piacciono le cinque sostituzioni obbligate o quasi del calcio moderno, figuriamoci questi turnover, ma crediamo che abbia il suo perchè. Quando lo faceva Javorcic era perchè sapeva gestire le risorse, se le fa Bolzoni è perchè è scarso o perchè si vuole retrocedere per forza? Siamo seri per favore.

I tifosi piangono, le fidanzate ridono

A proposito di serietà, vorremmo chiedere a qualche fidanzata di qualche calciatore il motivo per il quale commentano i post ove si comunicano le sconfitte della Pro Patria con emoticon di faccioni sorridenti e gaudiosi.

Insomma, attestazioni di gioia e felicità per  le sconfitte della squadra dei propri “morosi” e approvazioni verso chi profetizza una prossima retrocessione. Che problema avete? Non vi piace Busto? Oppure, gioite perchè i vostri ragazzi, che spesso siedono in panchina, tornano a casa riposati e in piena forma per far serata nel dopo partita?

Oppure, da dove nasce tutta questa gioia nelle sconfitte? E’ appena terminato il mercato invernale quale occasione migliore per cambiare aria se la città di Busto vi sta stretta? Oppure, chi vi sta stretto?  Fatelo sapere in modo più elegante e maturo, ma evitate queste cadute di stile davvero inopportune e deleterie per voi e per chi sta al vostro fianco. Oppure, fateci sapere dove trovate tutta questa voglia di ridere e di divertirvi, nonostante le sconfitte a nastro, così troveremo anche noi il modo per essere felici e contenti Dopo la dolce metà di un rappresentante difensivo, oggi ci tocca vedere la gioia sfrenata di una ragazza di un esponente dell’attacco. Dateci un taglio per favore, non è proprio il caso di fare il tifo solo ed unicamente per qualcuno ridendo e divertendosi per le sconfitte di altri. Dovrebbe esistere un’unica squadra formata da chi gioca e chi non gioca, se vi diverte tifare per quella che non gioca, almeno fatelo con classe, evitando di scendere nel ridicolo e magari non sotto i post della società che tutti leggono. Chiaro…o serve l’aiuto da casa?

 

Flavio Vergani

 

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