Pro Patria e Triestina si sono date appuntamento per le 14,30 di Pasquetta per celebrare la partita tra le retrocesse del girone. Due squadre che hanno molto in comune: il gemellaggio storico tra le tifoserie, una grande tradizione calcistica e quest’anno la lettera D di serie D raggiunta con due percorsi diversi. I giocatori della Triestina non sono retrocessi sul campo, ma è retrocessa la  gestione finanziaria della società che ha generato una maxi penalizzazione, invece retrocedono i giocatori della Pro Patria che, nonostante ingaggi importanti, hanno restituito prestazioni  a volte indecenti e vergognose.

Due squadre per le quali quest’anno è esistita sempre e solo la Quaresima, inutile pensare di risorgere nel giorno di Pasquetta dopo una “via crucis” che ha visto pesanti cadute ad ogni stazione.

Il”cireneo” che avrebbe dovuto aiutare a portare la croce per raggiungere la resurrezione non è mai stato trovato e nemmeno ci si è dannati l’anima per farlo. Mister Bolzoni, Felicioli, Sassaro e Frosali non hanno certamente fatto meglio di Mister Greco, Bagatti, Ganz e Di Marco, anzi hanno peggiorato notevolmente la performance del girone di andata e questo fa capire i clamorosi errori commessi nella stanza dei bottoni biancoblu. Dopo essere retrocessi lo scorso campionato, non è bastato un extra budget e la rinuncia agli under per ottenere il minimo risultato.

Schiavone, Giudici, Udoh, Masi, Schirò, Di Munno, Bagatti e Di Marco hanno clamorosamente deluso le aspettative del Direttore Sportivo Sandro Turotti che ha perso lo smalto degli anni precedenti quando si era reso protagonista di vere magie.

Nemmeno i giovani, specialità della casa, hanno dato un contributo concreto e i nomi di Motolese, Sassaro, Orfei , Renelus, Reggiori e Frosali fanno rima con prestazioni non indimenticabili.

Le conferme dei giocatori dello scorso anno come Rovida, Citterio e Ferri si sono rivelate del tutto deludenti.

Di fronte ad uno scenario del genere risulta difficile pensare a qualcosa di diverso dalla retrocessione ottenuta con grande facilità e senza mai dare l’impressione di voler sterzare con prestazioni diverse dall’ordinario.

Come giustamente faceva notare il giornalista Alberto Brambilla sembra che quest’anno si sia modificato il Dna dei tigrotti noti per la loro resilienza, grinta e abnegazione. La squadra di quest’anno è apparsa sempre quella vista oggi. Ossia senza nerbo, senza voglia di lottare, senza anima e senza leader. Giocatori svogliati che mai hanno dimostrato coesione e unità. Insomma, non una squadra ma tanti solisti con poca voglia di lottare e mettersi in gioco che hanno prodotto una delle peggiori prestazioni della storia biancoblu.

Mister Bolzoni nel pre partita di ieri non si capiva se fosse serio o ironico quando ha fatto presente che la settimana di lavoro, la solita settimana di lavoro condotta da professionisti che ha portato al dilettantismo della serie D, avrebbe avuto un significato forte visto che con la Triestina era consentito un solo risultato dopo la debacle di Crema. Davvero da ottimisti patentati pensare che dopo aver vinto una solo partita su quasi venti giocate con la sua gestione e tre vittorie in tutto il campionato, i tigrotti potessero inanellare una filotto di vittorie. Ovviamente, sperando che le settimane di lavoro della Pergolettese diventassero da scapoli e ammogliati tanto da perdere tre partite su tre proprio adesso che vede il traguardo.

Settimane di lavoro che non mettiamo in dubbio siano etichettabile da “professionisti” ma che hanno prodotto davvero poco in termini di performance. Oggi, ennesima rete subita su calcio d’angolo con l’avversario che salta in testa ai giocatori biancoblu fermi come delle statuine. Di settimane ne sono passate ma la debolezza è rimasta tale alla faccia del professionismo, delle settimane passate a preparare le partite e a convincere che “fino a che c’è speranza lotteremo per rimanere in serie C”. Un concetto di lotta davvero lontano dalle aspettative e da come i tifosi di Busto sono abituati. Siamo curiosi di vedere dove finiranno il prossimo anno questi lottatori che hanno vinto tre partite su trentacinque giocate.

Pensate che dopo la campagna acquisti di Gennaio e quindi con un Tunjov e Desogus in più, Mister Bolzoni ha portato a casa 8 punti in 18 partite con una media di 0.44 punti a partita, Mister Greco ne aveva fatti 0,70 . Vogliamo parlare dei goal subiti? 1,5 a partita Greco e 2 Bolzoni. Insomma, si poteva scegliere un cireneo diverso, attendersi miracoli da chi non ha mai nemmeno provato l’acqua santa della categoria è stato un azzardo pagato a caro prezzo. Dalla padella alla brace, per cui, retrocessione strameritata. Spiace per chi questi fenomeni li ha dovuti anche profumatamente pagare, ma chi sbaglia paga in genere, tranne a Busto dove la retrocessione precedente non ha insegnato nulla tanto da confermare uno degli artifici della disfatta dello scorso anno per un clamoroso bis.

Flavio Vergani

 

 

 

 

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