
Una mattinata intensa, partecipata e carica di significato quella vissuta oggi in viale Lombardia, a Busto Arsizio, dove, proprio di fronte alla sede del Pro Patria Club, è stata inaugurata la panchina rossa fortemente voluta dal sodalizio guidato dal presidente Pellegatta per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza contro le donne.
L’iniziativa rappresenta un messaggio concreto di impegno civile e sociale da parte del club, che ha scelto di affiancare alla propria attività sportiva e aggregativa un gesto dal forte valore simbolico. La panchina rossa, ormai riconosciuta in tutta Italia come emblema della lotta contro ogni forma di violenza e discriminazione di genere, diventa così un punto di riferimento permanente per invitare alla riflessione e mantenere alta l’attenzione su una piaga che continua purtroppo a segnare la società.

Alla cerimonia hanno preso parte numerose persone, tra cui il vice sindaco e assessore allo Sport Luca Folegani, che ha voluto sottolineare l’importanza di iniziative capaci di unire il mondo dello sport e quello dell’impegno sociale. Presente anche Giovanni Giovanditti, direttore sportivo, o meglio, responsabile dell’area tecnica della Pro Patria ( così sono felici ciclisti, automobilisti, ma soprattutto i “pedoni”), a testimonianza della vicinanza della società biancoblù a un progetto che va ben oltre i confini del terreno di gioco.
Presente anche l’avvocato Rosanna Zema, autentica come rappresentante del board dirigenziale che ha non solo gradito l’iniziativa del club, ma ha anche fatto sapere che in futuro anche la Pro Patria valuterà la possibilità di supportare il tema con altre idee.

Particolarmente emozionante il momento conclusivo della cerimonia, con il tradizionale taglio del nastro affidato ad Alessia Azimonti, unica consigliera del Pro Patria Club. Un gesto simbolico ma dal forte impatto emotivo, accolto dagli applausi dei presenti e carico di significati legati al ruolo delle donne nella società, nello sport e nelle istituzioni.

Presenti anche Federica Chighine e Marta Gallazzi psicologhe dell’associazione “CentroantiviolenzaEva”, che verrà attenzionato dal Pro Patria Club durante la prossima festa della birra con una donazione a supporto del prezioso servizio svolte verso le vittime della violenza maschile.
A margine dell’evento, il presidente Pellegatta non ha nascosto una certa amarezza per la totale assenza della stampa locale. Nonostante gli inviti regolarmente inoltrati alle testate del territorio, nessun rappresentante dell’informazione locale ha infatti presenziato alla cerimonia. Un’assenza che il presidente ha definito particolarmente deludente, soprattutto considerando come analoghe iniziative svoltesi in altre realtà abbiano invece ricevuto ampia attenzione mediatica.
Un po’ la replica di quanto già segnalato dal responsabile dell’area tecnica della Pro Patria Giovanni Giovanditti che, durante la conferenza stampa di presentazione, faceva notare l’assenza della stampa alla finale scudetto di Primavera 3 a Reggio Emilia. Voler bene alla Pro Patria si dimostra con la presenza, diceva il giovane ma maturo Giovanditti, messaggio caduto nell’oblio subito dopo, visto che lui coerentemente oggi c’era, gli altri no.
«Non so se non interessi la lotta alla violenza sulle donne, se non interessi il Pro Patria Club oppure entrambe le cose», ha commentato Pellegatta. «In tutte le ipotesi, però, la situazione è preoccupante e mi lascia davvero amareggiato». Parole pronunciate con rammarico ma anche con la consapevolezza che il valore dell’iniziativa non possa essere misurato dal numero di articoli o di fotografi presenti, bensì dalla forza del messaggio che la panchina rossa continuerà a trasmettere ogni giorno a cittadini, giovani e famiglie.
A proposito di fotografi, grazie a Filippo D’Angelo, lui c’è sempre e le sue foto colorano questo articolo.
Flavio Vergani












