Il Fatto

Nel pomeriggio dell’altro ieri, Patrizia Testa, presidente dimissionaria  della Pro Patria, ha ceduto a Giancarlo Travagin il 51% delle quote societarie, preferendolo all’altra candidata Finnat di Luca Bassi.

Una decisione che è arrivata dopo mesi di trattative con lo stesso Luca Bassi che si era speso per trovare un socio a lui gradito e in grado di supportare la rinascita tigrotta.

Le affermazioni del passato di Patrizia Testa che sempre assicuravano la cessione della Pro Patria solo ed esclusivamente a persone in grado di garantire un futuro certo ai biancoblu, avevano sempre rassicurato i tifosi, giustificando al contempo i suoi molti rifiuti di cessione societaria a chi si era presentato in via Cà Bianca con questo obiettivo, ma senza “titulo”. Dopo la cessione la Sgai tale certezza è stata indebolita, ma si pensava ad una eccezione che conferma la regola. Invece, anche questa volta Patrizia Testa ha stupito tutti preferendo Giancarlo Travagin a Luca Bassi. Il primo ha un curriculum sportivo non indimenticabile, dopo le esperienze  a Siracusa,  Atletico  Catania e Cefalù, mentre il secondo è uomo di riferimento di Pagliuca nel board dell’Atalanta. Trova la differenza!

La convocazione

Era ormai mezzogiorno di ieri quando Giovanni Giovanditti, responsabile dell’area tecnica della Pro Patria, ha deciso di convocare la tifoseria nella sede del Pro Patria Club per spiegare per filo e per segno quanto accaduto nelle puntate precedenti la clamorosa cessione che ha cancellato in un istante il suo lavoro e quello del team di Bassi che da tempo stava costruendo una corazzata per vincere il campionato di serie D.

Nessun conferenza stampa, ma una conferenza con i tifosi, deludendo forse qualcuno, ma rafforzando quel canale che, non sappiamo se privilegiato o semplicemente funzionale,  ma senza dubbio utile per spiegare ai tifosi in modalità diretta e senza filtri o interpretazioni di qualsiasi interlocutore quanto avvenuto e rispondere di persona alle domande dei tifosi. Compresi i deliri letti in queste ore su qualche social. Deliri figli della disinformazione che spesso fa trarre conclusioni affrettate o sentenze definitive che si sono spinti persino ad insinuare che in caso di acquisizione della Pro Patria da parte di Finnat non ci sarebbe stata neppure l’iscrizione al campionato di serie D. Accusa irrispettosa e infamante verso l’attuale socio di minoranza che i soldi e tanti ce li ha sempre messi al pari o forse più della maggioranza.

Per risolvere alla radice il problema Giovanni Giovanditti ci ha messo la faccia e con lui ce l’ha messa Luca Bassi, che si è collegato in videochat dal suo quartier generale di Londra per ascoltare la voce di quei tifosi che aveva conosciuto in una sua precedente visita al club, per la quale qualcuno se le era presa male, ma che aveva fatto capire di che pasta è fatto questo uomo . Presente anche l’Avvocato Rosanna Zema in veste di auditrice

La risposta

La tifoseria di Busto, quella vera che ama la Pro Patria e lo dimostra con i fatti e non solo con le parole o scelte che di “pro” hanno davvero poco se riferite alla Patria, ma che hanno molto di “pro” per i propri interessi, ha risposto alla grande riempendo la sede del Club. Possiamo dire che, con le dovute proporzioni, è sembrata la risposta dei tifosi biancoblu in quel di Vercelli in occasione del playout di due campionati fa. Insomma, siamo vivi e vigili come sempre è stato e sempre sarà.

C’era l’ Ivo Crosta in rappresentanza della categoria dei boomers e con lui tanti altri come i Gambertoglio, il Lupidi, oltre ai senior del club, c’erano i soliti della generazione di mezzo come Macchi, Bianchi, Scalvi tanto per citarne qualcuno, ma anche e soprattutto tanti giovani della curva e questo ha un valore doppio perchè sappiamo cosa significhi contare su di loro nel futuro.

Perchè sono qua?

Giovanditti è uno che se non lo avessimo bisognerebbe inventarlo. Ha sangue biancoblu e la Pro Patria tatuata sul cuore. Ha giocato con la Pro Patria, le ha fatto vincere lo scudetto nazionale con la Primavera 3 concedendo alla Presidente Patrizia Testa l’onore di alzare la Coppa come gesto di riconoscenza e stima per averlo voluto in squadra, è un ragazzo giovane ma pieno di buonsenso, ma soprattutto è uno che ci mette la faccia e ieri lo ha dimostrato raccontando per filo e per segno tutto quanto ha fatto per portare a termine la trattative con Patrizia Testa e le relative delusioni che ha dovuto ingoiare durante questo periodo di negoziazione.

Un iniziativa coraggiosa che Giovanditti ha portato avanti in forma privata, individuale ossia senza riferimento alcuno alla carica che rappresenta o alla società di riferimento. Un’azione spontanea e individuale fatta a titolo personale.

“Sono qui perchè io potrò perdere il lavoro dopo questa decisione di Patrizia Testa, ma siccome sono anche un tifoso che ha giocato nella Pro Patria, ci tengo a non perdere anche la Pro Patria, oltre al lavoro”. Questo l’esordio di Giovanditti che è apparso da subito carico e motivato a far conoscere la realtà dei fatti.

E qui arriva la prima risposta a chi poche ore prima si era chiesto “cosa c’entra il direttore sportivo con questa vicenda societaria? Perchè viene lui in sede quando non si dovrà parlare di giocatori”?

Il perchè è presto spiegato: perchè sei disinformato e persino un po’ prevenuto e poco capace, prima di pontificare, di chiedere!

Giovanni Giovanditti è stato il punto di riferimento della complessa trattativa. Lo dichiara lui stesso dicendo che “di questa vicenda so tutto…tutto…perchè sono stato presente ad ogni fase della trattativa e sfido chiunque a smentire quanto oggi vi dirò”. Per cui, la persona perfetta per spiegare quanto accaduto, anche se non si parla di giocatori o di staff tecnico. 

Il no alla Varesina

La famiglia Di Caro è stata un’ opzione sondata da Finnat come socia di minoranza. Opportunità poi sfumata non senza il rimpianto di molti che ancora ieri la definivano “un’occasione persa da Luca Bassi”. I motivi di questa presunta occasione persa li riassume Giovanditti che rivela due fatti incidenti sulla decisione finale. Il primo riguarda l’indisponibilità della Famiglia Di Caro a sostenere i costi per il ripescaggio in serie C. Una “conditio sine qua non” di Finnat che non veniva rispettata. Beh, che vuoi che sia, direte voi. Le possibilità di ripescaggio sono zero, per cui… Qui però diventa determinante il secondo fattore rivelato da Giovanditti che fa presente l’assoluta indisponibilità di Patrizia Testa a negoziare la cessione ad una società che prevedeva in organigramma Carmine Gorrasi, direttore generale della Solbiatese, che avrebbe potuto rientrare nel board della Pro Patria se acquisita dai Di Caro. Per cui, secondo Giovanditti, più che un’occasione persa da Bassi, una precisa scelta di Patrizia Testa con un veto che di fatto ha sbarrato le porte ad ogni altra opportunità di sviluppo della trattativa.

Il diritto di prelazione

In molti si sono chiesti il motivo per il quale Finnat non abbia esercitato il famoso diritto di prelazione che avrebbe consentito l’acquisto privilegiato in termini di tempo alla minoranza. Giovanditti spiega che il diritto di prelazione non era esercitabile da Finnat perché la proposta di Travagin non era valida a tal fine. Ciò nonostante, Finnat, per non violare l’articolo 16 Bis del Noif che cita:

Art. 16-bis – Partecipazioni societarie
1. Non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, dirette o indirette, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del coniuge o di parenti e affini entro il quarto grado.

ha comunque studiato, con i suoi legali (che hanno sede in via Broletto a Milano e non ad Arnate di Gallarate) e quindi esercitato una legittima prelazione per persona da nominare per ovviare al problema, ma Patrizia Testa (che non ha un una pec) si è rifiutata di ricevere il relativo documento per timore delle già prospettate ripercussioni in sede legale da parte di Giancarlo Travagin. (modificato in data 1/7/2026, alle ore 20,38 su precisazione di Giovanni Giovanditti)

Giovanditti ad un passo dall’impresa…ma salta la telefonata che cambia la vita

La location era il Museo del Tessile, l’occasione lo Street Food di San Giovanni. Al tavolo siedono Patrizia Testa e Giovanni Giovanditti. E’ una delle tante giornate vissute in trincea dai due impegnati nel trovare una soluzione per il futuro della Pro Patria. Patrizia Testa confida a Giovanditti che si fida poco degli interlocutori di Finnat e rivela al giovane responsabile dell’area tecnica biancoblu che ha stima e fiducia solo di lui tanto da avanzargli una proposta da brividi:La vendo a te la mia quota di maggioranza, perchè di te mi fido”. Giovanditti ci pensa sù una notte e la mattina successiva comunica a Patrizia Testa che la sua proposta viene accettata.

Si attivano le segreterie che preparano un contratto di vendita, Giovanditti si fionda nell’ufficio dell’avvocato di Patrizia Testa che non si aspettava questa visita. Prima rampogna , poi parla con Patrizia Testa, poi chiede mezz’ora per valutare il testo e approvarlo. Patrizia Testa fa sapere che se l’avvocato approvasse il tutto sarebbe disponibile a raggiungere Giovanditti per controfirmare il contratto. La soluzione appare vicina, impossibile pensare che Patrizia Testa receda da una sua proposta. Invece…succede proprio questo!

Da quel momento Patrizia Testa si rende irreperibile e Giovanditti mostra ai tifosi presenti ieri al Club la lista di telefonate fatte alla Testa ( a occhio una ventina o forse più) che hanno trovato il telefono spento. Sparita! Irrittracciabile! Evaporata!

Giovanditti non molla,  rimane fino a tarda sera in attesa che Patrizia Testa si materializzi, con lui l’Avvocato Zema che bivacca in un bar vicino allo studio. Giovanditti si inventa l’impossibile per tenere in vita la batteria di un telefono rovente e scarico per le molte telefonate inevase fatta alla Presidente, poi si arrende dopo ore di attesa e gli rimane solo la forza di mandare un messaggio alla Testa per comunicargli tutti il suo disappunto e la mancanza di rispetto avvertita. “Mi sono sentito umiliato”, dice Giovanditti sul cui volto appare ancora la delusione verso la stessa persona alla quale aveva concesso l’onore di alzare la Coppa per la vittoria della campionato nazionale della sua Primavera 3. Dove sono finite stima, riconoscenza e fiducia prima dimostrate verso Giovanditti? E’ questo il racconto condiviso con i tifosi da Giovanditti che ha lasciato tutti di stucco e che non merita ulteriori commenti

Una questione di soldi?

La domanda della platea è scontata e non tarda ad arrivare e tratta la differenza economica tra l’offerta di Bassi e quella di Travagin, perchè va bene tutto, ma i soldi sono i soldi.

Ebbene, anche su questo fronte Giovanditti è chiaro e trasparente come l’acqua del mare di Sardegna e fa presente che le offerte erano identiche, a meno che l’atto di vendita ufficiale che verrà analizzato dall’avvocato Zema, riveli dettagli prima non resi noti. Per quanto a lui noto al momento della trattativa non c’erano vantaggi economici tali da giustificare la scelta di Travagin al posto di quella formula dal partner di Finnat.

La parola a Luca Bassi.

Non fa mancare la sua presenza Luca Bassi che si collega dal suo quartier generale di Londra per rispondere alle domande dei tifosi, oltre che raccontare la parte finale della trattativa.

Luca Bassi ha la capacità di non far pesare il suo profilo di assoluto valore internazionale, mettendo a proprio agio qualsiasi interlocutore. Uno standing davvero apprezzabile di chi sa porsi nel giusto modo per non far pesare quello che potrebbe allontanare o disagiare chi vive quotidianamente realtà così distanti da quelle dell’alta finanza mondiale.

Il suo modo di porsi mischia con abile sapienza simpatia e autorevolezza di pensiero, velata ironia con incisiva capacità di analisi, ottimismo proattivo con concreto realismo.

Le battute ve le risparmiamo, anche perchè riportate non hanno lo stesso effetto e rimangono premio per chi era presente. Gli altri le possono immaginare chiedendo all’intelligenza artificiale le battute più frequenti e popolari con tema: gli effetti del caldo sulla mente umana

Sul finale della vicenda con Patrizia Testa, Luca Bassi fa sapere che aveva in agenda un incontro con la Presidente il 30 Giugno, ossia al suo ritorno dalla Norvegia, per trovare una soluzione.

L’incontro non si è mai tenuto, perchè anche in questo caso il telefono della Presidente risultava costantemente spento. Poi, si è saputo che quel pomeriggio aveva ceduto le quote a Giancarlo Travagin.

La domanda è spontanea: “perchè, a parità di offerta economica, ha preferito una soluzione piuttosto che un’ altra? Qui Bassi entra nel campo delle ipotesi non potendo ovviamente sapere cosa ha mosso la Testa a consegnare la Pro Patria nella mani di Travagin, ma la parole di Bassi sono utili per i presenti a farsi un’idea propria che davvero non sembra così lontana dalla realtà. Se non è questione di soldi, rimane ben poco altro sul quale costruire l’ipotesi.

Insomma, anche qui la telefonata che allunga la vita della Pro Patria ha trovato il telefono spento.

Le domande dei tifosi

Marco Lazzaro è il più completo nell’esposizione del suo pensiero che parte da lontano e dalle sue considerazioni che da sempre condivide sui social relativamente alla Presidente. Fa presente che trattasi di un muro sul quale molti si sono schiantati e oggi è il turno di Finnat. Niente di sorprendente per lui, ma adesso serve trovare una soluzione. Ivo Crosta dialoga con Luca Bassi riponendo fiducia totale nelle sue capacità che gli permetteranno di trovare una soluzione. Andrea Macchi fa presente a Bassi che non si percepisce una sua “cazzimma” nel voler risolvere il problema, insomma percepisce rassegnazione, ma il manager fa presente che per niente al mondo ha deciso di mollare di un centimetro e quindi la percezione non è corretta.

Alberto Brambilla fa presente che questa impossibilità di acquisire il 51% è una gabbia nella quale Bassi si è chiuso che ne limita i movimenti e diluisce le sue potenzialità, anche se il tema è noto da sempre e la soluzione Estrella avrebbe consentito di superare l’impasse.

Alessandro Bianchi chiede se eventuali azioni di Finnat sono previste nel breve periodo e se si quali saranno, mentre Andrea Scalvi chiede se la trattativa si è arenata per motivi economici o di principio.

Il futuro

Cosa farà Luca Bassi per cercare di riprendersi lil 51% tramite un partner amico è tema di discussione con il suo team e i suoi legali. Quello che appare certo è che la sua collaborazione come socio di minoranza di Travagin è esclusa, in quanto il profilo dell’imprenditore di Verbania è lontano anni luce da quello auspicato da Bassi. Per cui, presto Travagin si troverà solo. Da qui, la nostra calda raccomandazione di farsi da parte subito, anche perchè si prospetta un rapporto conflittuale con la tifoseria che giù ieri ha apposto uno striscione di contestazione che comunica a Travagin di non essere gradito a Busto per cui lo si invita a farsi da parte.

Ma quanto mi costi?

Durante la serata è emerso che per chiudere la stagione corrente la Pro Patria deve scucire la bellezza di 600 mila euro che, a questo punto, è il debito che Travagin ha acquisto nel pomeriggio dell’altro ieri con l’acquisto delle quote di Patrizia Testa. In poche parole, alla domanda quanto vale la Pro Patria e quale è stato il prezzo di acquisto si può dedurre che la Pro Patria vale meno seicentomila euro , il prezzo, o meglio il debito che dovrà pagare Travagin per disporre della maggioranza del 51%. Pensate a quanto vale il 100%!!!!

Giudicatemi per quello che faccio e c’è subito un’occasione imperdibile

Giancarlo Travagin ha dichiarato ieri a “Il Bustese” che vorrà essere giudicato per quello che farà e non per altro. E qui ha a disposizione fin da subito un’occasione da non perdere. Ossia, potrà dimostrare quello che intende dimostrare pagando subito e sull’unghia i 600 mila euro di debiti societari ereditati da Patrizia Testa. Subito dopo potrà pagare l’iscrizione al campionato e qui è più facile e poi procedere con l’allestimento di una squadra competitiva come quella che Bassi si era premurato di costruire in ottica dell’acquisto societario. Chi non lo ha fatto, come detto dallo stesso Travagin, è forse perchè neppure lui credeva nel buon esito della trattativa tanto da rimanere sorpreso dalla telefonata di Patrizia Testa dalla Norvegia ( una telefona che allunga o accorcia la vita della Pro Patria?) e prendere atto che molti attori del suo staff si erano nel frattempo accasati. Tutto questo, mentre quelli del team di Bassi lavoravano, pensavano al ritiro, all’allenatore, agli sponsor e ai giocatori, quelli di Travagin “si accasavano”. Trovate la differenza! Per favore, evitiamo favole già sentite che riguardano presunti ritardi. Il mercato inizia oggi e con i soldi si acquista chiunque. Mettere le mani avanti non aiuta, meglio pensare di mettere i piedi uno davanti all’altro e lasciare spazio ad altri.

Quindi, tutti pronti a valutare quello che farà Travagin, tre occasioni immediate e sull’unghia: pagare…pagare…pagare . Superati questi tre scogli si farà il bilancio della performance come da lui stesso richiesto. Un’opzione da non trascurare: farsi da parte da subito, sarà comunque ricordato per il buonsenso!

L’amministrazione comunale da che parte sta?

Quale sarà la posizione dell’amministrazione comunale nei riguardi di Travagin? Sappiamo quanto il Sindaco Antonelli stimi Patrizia Testa , tanto da premiarla nelle recenti celebrazioni di San Giovanni con un premio che possiamo interpretare “alla carriera”, ossia per quanto fatto negli anni precedenti alle due atroci retrocessioni che davvero di premi non ne meritano.

Ci sarà stima e collaborazione anche con il successore di Patrizia Testa? Si condividerà la sua scelta di premiare il certo per l’incerto? L’amministrazione comunale di Siracusa ha avuto un rapporto conflittuale con Giancarlo Travagin, tanto da costringerlo ad intentare una causa legale per l’opposizione rilevata da parte del comune siciliano.

Leggiamo da www.siracusanews.it(Nella nota firmata con l’avvocato Ivan Maravigna, l’imprenditore spiega di essersi trovati “di fronte un fuoco di sbarramento alimentato dalla dicerie più fantasiose – si legge nella nota – dal carattere evidentemente diffamatorio. Per tali ragioni il mio legale depositerà nei prossimi giorni alla Procura della Repubblica di Siracusa un esposto affinché venga valutato se fosse legittima la scelta dell’amministrazione comunale di riaprire in data 24 luglio la manifestazione di interesse la cui scadenza era il 23 luglio precedentemente presentata dal sottoscritto in maniera completa. Se corrisponde o meno a verità che, la riapertura del bando, come si apprende da notizie apparse sui social, sia dovuta alle pressioni di un consigliere comunale capo ultras che, per interessi politici- elettorali, ha la volontà di fare riassegnare il titolo a chi lo aveva precedentemente ceduto. Accerteremo la veridicità di alcune notizie in ordine all’inadeguatezza e incompletezza  della proposta da me avanzata”. In sede civile Travagin, che dunque tira in ballo il consigliere Gaetano Favara e l’ex presidente Gaetano Cutrufo, ha preannunciato di agire nei confronti dell’amministrazione comunale per la richiesta dei danni subiti.

Speriamo davvero che non si ripeta una situazione del genere, anche perchè da quanto raccolto ieri, non sono escluse azioni legali che i non prescelti da Patrizia Testa potrebbero intentare nei confronti di una cessione societaria che non ha convinto i legali. Sarebbe davvero preoccupante e stressante per Travagin dover vivere situazioni conflittuali in tribunale, rapporti freddi in comune e continue contestazioni di una tifoseria che, dopo due retrocessioni silenziosamente accettate, davvero è stanca di portare pazienza e davvero mai accetterà l’arrivo di Travagin ( a parte qualche sporadico endorsement rilevato nel recente passato che poco incide sul sentiment popolare).

Il carta canta, ma il digital device è più smart.

Il post meeting è dedicato ai san Tommaso, ossia a quelli che mettono in discussione tutto e tutti ai quali sono messe a disposizione le prove provate non del carta canta, perchè siamo nell’era del digital, ma mail, messaggi Whatsup e quant’altro di simile, confermano quanto detto da Giovanditti e dissolvono i dubbi dei più riottosi ad accettare una realtà che ancora una volta è apparsa ai limiti con la fantasia.

Spunta lo striscione

Nella notte esce la prima edizione della contestazione prossima che avrà Travagin come protagonista, la prima azione di una serie che i tifosi già sono certi di effettuare. Manca una firma solo perchè servirebbero le firme di tutti i tifosi organizzati e non che approvano in toto il contenuto del messaggio.

 

I  compiti a casa

Vengono assegnati i compiti a casa che devono rispondere a questa domanda: “Cosa vuol dire voler bene alla Pro Patria?” Chi lo decide? Su quali “pillars” si costruisce la valutazione? Quali sono le azioni, le scelte, le decisioni, le considerazioni che sono utili per poter entrare nel gruppo di chi ama la Pro Patria? Quali sono i comportamenti da imitare per raggiungere l’obiettivo? Da chi farsi ispirare per avere il riconoscimento di voler bene alla Pro Patria? Di chi bisogna essere followers per avere la certezza di seguire un esempio virtuoso? O forse, il compito è inutile, perchè chi era presente ieri, da sempre sono allievi che hanno superato la (presunta)maestra.

Flavio Vergani

 

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