E’ l’ora dei fatti in casa biancoblu. Archiviata la stagione fallimentare che ha portato alla retrocessione, i tifosi attendono una nuova alba che possa riscattare le delusioni degli ultimi mesi. Tifosi che chiedono chiarezza a riguardo del nuovo assetto societario per conoscere nel dettaglio il progetto. Nella conferenza stampa di qualche settimana fa la rappresentante della minoranza Avvocato Rosanna Zema ha condiviso un piano di sviluppo che prevede parole scarsamente coniugate nell’era Testa. Ossia, allargamento dell’organigramma con inserimento di figure manageriali strategiche nell’ambito marketing, discontinuità rispetto al passato relativamente al profilo tecnico dei giocatori, investimento nelle strutture e alla “cantera”biancoblu. Chi ci conosce sa da sempre quanta fiducia abbiamo in questa nuova opportunità portata dalla Fiduciaria, ma capiamo perfettamente quanto sostenuto da altri tifosi dubbiosi relativamente all’evolversi della situazione, o meglio, dal non evolversi della stessa, secondo il loro parere. Le perplessità che mitigano l’entusiasmo derivano da una serie di contastatazioni del tutto pertinenti che partono d lontano. Dicono i perplessi che se questo gruppo ambizioso era già presente in società lo scorso 1 Luglio 2024 come si è potuto dare seguito ad una campagna acquisti estiva e poi invernale di così bassa portata? In sintesi, quando sono arrivati i rinforzi siamo retrocessi.

Al punto due, ma forse sarebbe il vero punto uno, riguarda il fatto che ad un anno dall’arrivo in società di questi nuovi soci, ancora non si conoscano i nomi degli stessi, quasi fosse un reato acquistare la Pro Patria. Il terzo punto riguarda proprio la contestazione della parola “discontinuità” col passato citata in conferenza stampa, una discontinuità che, secondo questi tifosi dubbiosi, di fatto ha reso continua la presenza di Turotti, seppur “scontrattualizzato” dalla retrocessione e della stessa presidente Testa che aveva dichiarato che in caso di serie C il passaggio delle quote sarebbe stato immediato, o quasi. Insomma, si teme un futuro identico al passato, senza balzi verso le ambizioni, anche guardando l’immobilismo caduto su via Cà Bianca che ancora vede lo stesso organigramma di sempre, le stesse fatiscenti strutture di sempre e nessun segno di cambiamento.

La scelta dell’allenatore era il primo crocevia di valutazione e non per tutti l’effetto “Greco” ha dato gli stessi risultati. C’è chi spera nell'”effetto Andreoletti”, ossia un tecnico con poca noterietà, curriculum potenziale, ma non ancora affermato, che ha portato in serie B il Padova, nonostante lo scetticismo iniziale della tifoseria patavina, e chi invece conta gli esoneri avuti dal giovane allenatore, che di fatto hanno macchiato l’inizio carriera del tecnico. Insomma, per dirla fino in fondo, un Tesser o un Baldini avrebbero scaldato la piazza e tolto ogni dubbio sulle intenzioni della società, un tecnico giovane fa pensare ad una borsa ancora con i cordoni tirati a discapito delle presunte ambizioni dichiarate.

Le perdite di Piran e Bashi gettano benzina al fuoco dei “contestatori”, partenze ritenute segnali negativi proprio perchè l’Avvocato Zema aveva citato l’importanza della “cantera” biancoblu. Ovviamente, fino a che non si conosceranno i nomi dei sostituti non si potrà fare ammenda alla società sul punto. Tra l’altro e questo non è un dettaglio, non si tratta di vendite della società, anzi trattasi di perdita in tutti i sensi, in quanto i giocatori erano svincolati e quindi liberi di accasarsi altrove con relativa perdita del valore dell’assest che la società ha subito senza battere ciglio a Gennaio. Se al posto di portare a Busto il trio delle meraviglie che poco niente ha inciso sulle perofrmance tigrotte, si fosse speso qualcosa in più per un paio di giocatori di spessore, oggi si sarebbero recuperati quei soldi con gli interessi cedendo Piran e Bashi al miglior offerente. Purtroppo a Busto da troppo tempo si risparmia anche sul fiato che si respira e le visioni miopi sotto il punto di vista dello sviluppo societario hanno portato ad un punto di minima culminato con la retrocessione in campo, ma anche fuori dal campo. Vero che questa attenzione ha evitato la retrocessione, ma è anche vero che l’ha causata . La riammissione non è un premio, ma una mancata espiazione di una colpa grave e questo è un fatto ineluttabile. Che poi, c’è chi ha fatto peggio è una realtà, ma se siamo in serie C è grazie a chi ha fatto peggio della Pro Patria trattasi di una guerra tra retrocessi ,chi sul campo e chi fuori. Non la vittoria di una gara. Una gara alla quale si vorrebbe evitare di partecipare fin da subito.

Per cui, continuando ad avere fiducia nel nuovo progetto, riteniamo che sia il tempo di dare messaggi forti e chiari alla tifoseria coniugando i verbi al presente e non al futuro. I nomi dei giocatori in arrivo dovranno spazzare via ogni dubbio, perchè se per il secondo anno di fila si parlasse di asticelle alzate senza far seguire i fatti, risulterà molto difficile essere credibili fin da subito.

 

Flavio Vergani

 

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