Work in progress di personaggi in cerca d’autore
Dopo la voce “impazienza” viene richiamata la voce “work in progress” che per ora é rispettata solo parzialmente in quanto un salto di qualità sul campo non si é certamente ancora manifestato. Troppi ” personaggi in cerca d’autore” non confortati da una insufficiente condizione fisica e preoccupanti premature assenze di protagonisti annunciati già non disponibili per problemi derivati da ritardi di preparazione o pregresse eredità di antiche vicissitudini.
Campo di patate
Anche il terreno di gioco, un tempo immagine virtuosa di cura particolare dove poter esprimere esempi di tecnica pedatoria, ha concorso a penalizzare i controlli di palla, con errori spesso derivati e talvolta non imputabili alla conduzione della sfera da parte dei singoli.
Non é ammissibile trovare una base di gioco così impresentabile in questo periodo dove é evidente la necessità immediata di un intervento importante per rivitalizzare la crescita del manto erboso del quale é rimasta scarsa traccia, con vuoti evidenti derivati da cause ovviamente a me sconosciute (ndr – posso ipotizzare insufficiente irrigazione o qualche effetto parassitario che ostacoli la possibile rigenerazione). Agli agronomi l’ardua sentenza ma in ogni caso auspico che un intervento mirato venga eseguito in tempi ristretti considerando l’imminente inizio del campionato e l’esigenza di permettere ai nostri ragazzi di poter esprimere quanto tecnicamente potrebbero essere in grado di dimostrare senza dover interpretare eventuali sconnessioni del terreno. Qualche commento ironico in tribuna faceva riferimento al degrado paragonando il fondo a quello di un campo della terza categoria moldava e, sotto questo aspetto, non avendo calcato tali campi, posso solo essere solidale in fiducia.
Il brutto anatroccolo
Preso atto di tali premesse la realtà del confronto con l’Alcione ha messo in luce che l’anatroccolo é ancora “brutto” e richiede, se sarà attuabile al più presto, uno svezzamento lungo ed accurato per poter proporre domani una idea di squadra oggi ancora non definita in filigrana ma solo ipotizzabile al momento con volonterosa dose di fantasia compositiva.
L’abito non fa il monaco
Come di consueto non sempre riesco ad indossare l’abito esclusivamente da tifoso e mi piace osservare e puntualizzare eventuali situazioni che hanno colpito la mia attenzione.
A prescindere da quanto già citato lo schema tattico, puntualmente e storicamente proposto ed applicato, ritengo sia un marchio di fabbrica non più idoneo a portare contributi alla nostra manovra in quanto ormai prevedibile e leggibile, nella sostanza troppo improntato a tutelare in particolare solo l’aspetto difensivo, penalizzando i rifornimenti di palle giocabili alle nostre punte spesso risucchiate in movimenti verso il centro campo e con troppo margine di distanza dai pali avversari per poter disporre di lucidità e precisione in occasione delle conclusioni a rete. Ed anche l’aspetto difensivo ha rivelato carenze significative in particolare durante le fasi di esecuzione delle palle inattive da parte degli avversari spesso liberi di colpire la sfera senza fattiva opposizione a causa di uno schieramento disposto a difendere a zona. Senza il desiderio di essere considerato un nostalgico il decalogo del buon tecnico recitava che tutto é consentito in tutte le zone del rettangolo verde ma, in area di rigore, la soluzione più redditizia, si identifica nella dimenticata marcatura ad uomo, destinando ovviamente i compiti dei singoli parametrando anche le differenti strutture fisiche dei contendenti.
La spina dorsale ha la scoliosi?
Rispolverando un altro vecchio concetto che faceva riferimento alla costruzione di una nuova squadra il manuale descrive la spina dorsale da proporre identificando precisi cardini da cui partire e per i quali un elemento fondamentale, dove eventuali errori in sede di gioco non sono rimediabili ma costituiscono sentenza per il risultato, é individuato nella figura dell’estremo difensore.
Portiere istintivo ma non distintivo
Oggi il nostro titolare in rosa che, dopo un rendimento altalenante dell’ultima stagione, ha avuto con nostra legittima sorpresa il rinnovo di fiducia ha evidenziato ancora una volta endemici difetti che sono puntualmente emersi associati, per onestà intellettuale, anche alla riconosciuta istintiva reattività nel neutralizzare conclusioni nel breve raggio. Forse sarebbe opportuno procedere, come ultimo tassello, alla acquisizione di un portiere di esperienza quale logica alternativa nel corso del campionato e prezioso supporto tecnico per affinare le qualità del soggetto e correggere le evidenti imperfezioni fino ad oggi dimostrate.
Critica proattiva
A chiosa di quanto voluto individuare desidero sempre ricordare che la critica, come espressione di un pensiero, non ha lo scopo di demolire ma solamente di sensibilizzare gli attori e costituire nuovo stimolo per ottimizzare le prestazioni e dare nuova linfa alla voglia di dimostrare il vero valore dell’individuo.
Sandro Lupidi
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