La Pro Patria con nove giocatori in campo, dopo le espulsioni prima al 63’s.t di Masi per doppia ammonizione, dove l’arbitro Iannello ci ha messo del suo, e all’85’ s.t di Giudici diretta per una brutta entrata, e’ riuscita a pareggiare contenendo le folate offensive del Novara dando agonisticamente difensivamente il massimo aiutata anche da un pizzico di buona sorte (traversa e palo dei novaresi) cogliendo un punto che visto l’andamento del derby per il gioco espresso nei due tempi da Ferri e compagni risulta prezioso.
Certamente ci si aspettava dalla squadra allenata da Leandro Greco una partita con un approccio diverso soprattutto in un derby tanto sentito dalla tifoseria bianco blu, con invece ancora un primo tempo incolore con un fraseggio dal basso lento, prevedibile pur con un buon possesso di palla ma mai in grado di produrre azioni offensive con gli esterni sempre annullati dalla difesa novarese mettendo in difficoltà non ricevendo palloni giocabili sia Mastroianni e Renelus. Autori di ottimi secondi tempi nelle tre’ precedenti partite giocate, per i tigrotti c’e stato invece a livello di rendimento di gioco una regressione anche dopo i cambi con l’ingresso di Dimarco, Citterio, e Mora giocando soprattutto in puro atteggiamento difensivo arretrando il baricentro già a centrocampo cercando di contenere il crescendo del Novara. In nove la difesa ha retto soprattutto nel convulso finale grazie anche all’apporto di Aliata e Schirò riuscendo a cogliere un punto che vale visto l’andamento della partita con se non dal punto di vista del gioco su quello dell’impegno e della determinazione con cui Ferri e compagno hanno voluto conquistarlo.
Peccato le espulsioni, soprattutto quella di Masi alla sua prima partita rivelatosi prezioso con la sua esperienza nel mezzo della difesa. La sua squalifica mette non poco in difficoltà ancora l’assetto
difensivo della Pro Patria soprattutto considerando il Vicenza prossimo avversario che andrà ad affrontare al Menti confidando anche e soprattutto nella disponibilità dell’infortunato Travaglini.
Ci vorrà una Pro Patria determinata nei ruoli che il suo allenatore predisporrà dopo averne già tratto utili indicazioni su una formazione base che possa nei suoi vari reparti offrire un rendimento di gioco tecnico e soprattutto agonistico in grado di far risultato. Che non sarebbe stato facile, visto il rinnovamento totale dell’organico era in preventivo, ma il campo esige a maggior ragione che il mix esperienza e giovani riescano a dialogare al più presto considerando quanto societariamente e’ stato fatto cosi come il rapporto con la tifoseria molto sentito da premiare con vittorie .
Ottavio Tognola












