La Pro Patria perde per uno a zero a Lecco e a Fagnano Olona sale la preoccupazione. Mister Colombo teme che il suo record di punti raccolti nel girone di andata possa essere battuto da Mister Greco che sembra intenzionato a scrivere il suo nome sul muro del Museum della Pro Patria come detentore del minor numero di punti raccolti, minor vittorie, maggior numero di reti subite.
“Oggi ci poteva stare”, scrive qualcuno sui social e come dargli torto, ma vorremmo capire quando, dove, come e perchè arriverà una prestazione convincente dei tigrotti. Mister Greco fa presente che questa squadra ha tutto per centrare l’obiettivo ( quale obiettivo…?) ma non vince mai. Che sia l’allenatore giusto che manca?
Pro Patria che scende a Lecco senza i suoi due Swarosky Schiavone e Udoh, le due preziosità “vedere ma non toccare” portate a Busto da Sandro Turotti, anche lui in corsa per battere il suo stesso record della seconda campagna acquisti disastrosa, dopo quella dello scorso anno che sembrava imbattibile.
La partita? Niente di diverso dal solito.
Nei primi dodici minuti la Pro Patria ha perso due palle velenose in uscita, prima con Di Marco ( prestazione pessima la sua) e poi con Motolese. Nel secondo tempo, Lecco in goal dopo che Orfei ha perso palla uscendo dalla difesa con il pallone al piede, goal poi annullato per tocco di mano del giocatore del Lecco. Mister Greco continua a sostenere il contrario di quello che sostenva Javorcic a riguardo dall’inizio del gioco dal basso. Javorcic aveva Gatti che non era la stessa cosa di Motolese o Reggiori e non si fidava, Greco si fida ma i risultati non arrivano.
I calci d’angolo con quella disposizione a zona sono una sentenza per i tigrotti e anche oggi il goal è arrivato da cross non letto da difensori davvero poco affini al gioco aereo.
Da capire a cosa si riferisca Mister Greco quando parla di setttimane di lavoro intenso se non si corregge un difetto, dicasi uno, di quello finora visti.
Il processo di miglioramento costante in ottica di recupero del tempo perso per una riammissione la cui certezza era nota anche ai sassi, non ha portato nemmeno oggi ad una parvenza di gioco organizzato. Ferri porta palla in modo esagerato, Di Marco nemmeno trova il tempo per cross che ricordi suo fratello , Giudici appena può mette in mezzo sciabolate morbide, ma se davanti ha un Renelus non così forte di testa, segnare una rete diventa complicato. Questo attaccante fatto scomodare da Reggio Calabria per giungere a Busto davvero non sta convincendo in niente. Non dà velocità, non salta, l’uomo, non ha prestanza fisica e non è mai incisivo in zona goal. Ci piacerebbe sapere da chi lo ha portato a Busto cosa ha visto in questo ragazzo di così diverso da un giovane della zona. Misteri di una misteriosa campagna acquisti che ha portato a Busto tanti punti interrogativi e pochi punti esclamativi.
Da capire che scelte si faranno in casa Pro Patria dopo l’ennesima sconfitta. Uno scenario sarebbe di cambiare la guida tecnica per dare una scossa alla squadra, oppure attendere fino al mercato di Gennaio per intervenire con decisione sulla rosa. La prima scelta farebbe rima con un errore in sede di scelta dell’allenatore con protezione delle scelte dei giocatori, la seconda scelta vorrebbe dire il contrario, ma a conti fatti sarebbe difficile assolvere chi queste scelte le ha fatte e avallate a prescindere dalle tempistiche con le quali si apporteranno modifiche alla rosa o alla panchina.
Venerdì la Pro Patria tornerà allo “Speroni”contro la Pergolettese, probabile che il limitato tempo di intervento e una partita sulla carta non impossibile possa far decidere per una ultima possibilità per il tecnico che dovrà dare risposte concrete alle aspettative dei tifosi che attendono la prima vittoria casalinga da troppo tempo.
Flavio Vergani












