L’analisi di Mister Greco, dopo la sconfitta di Lecco, non è niente di diverso da quanto ascoltato dopo le precedenti partite.

Un ritornello sentito da molto tempo, anzi troppo tempo, non solo dal tecnico romano ma anche da Mister Colombo con i risultati che tutti ben conosciamo.

Fare l’elenco di quello che non ha funzionato ed accorgersi che trattasi dei soliti errori di sempre, dovrebbe far pensare che qualcosa non stia funzionando del lavoro fatto. Questo vale al di là di ogni altra considerazione.

Difesa debole, goals incassati su calcio d’angolo, palloni persi quando la squadra parte dal basso, mancanza di gioco con soluzioni in grado di innescare le punte diversi dal solito cross lungo sono temi ricorrenti che non possono essere archiviati come “errori di concentrazione” come affermato ieri nel dopo gara.

Un po’ stucchevole il solito ritornello relativo ai tempi di start della stagione. Vero quanto dice Mister Greco, ossia che il Lecco è partito il 18 Luglio con la rosa completa mentre la Pro Patria è partita una settimana dopo con una rosa da formare e che, nonostante questo in campo non si è vista una grande differenza, ma occorre considerare anche conseguenze e motivazioni che hanno prodotto queste realtà

In campo la differenza l’ha fatta il risultato e questo non è un dettaglio e che se è vero che spesso la Pro Patria non è stata inferiore all’avversario, chiediamo al tecnico quando a suo parere è stata superiore. Perché è questo che manca per vincere una partita.

Veri i riferimenti temporali citati dal Mister, ma la domanda è come pensa di annullare questi tempi di ritardo se la rosa conta di giocatori che al ritardo sommano ritardo con infortuni continui. E’ come quando un treno che parte in ritardo si continua a fermare per ricorrenti guasti e il macchinista giustifica il fatto di non recuperare il ritardo a causa…del ritardo stesso con cui è partito.

La vera realtà è che le scommesse volute dal duo Greco-Turotti, che ricordano molto la scommessa Lombardoni, siano state perse. Schiavone, Mora e Udoh sono continuamente infortunati e non è niente di più e niente di meno di quello che i tifosi temevano, Se fossero arrivati il 18 Luglio invece del 24 Luglio si sarebbero infortunati una settimana prima e la realtà non sarebbe cambiata di una virgola.

La difesa, come da tutti pronosticato, è debole con giocatori fuori ruolo e fuori categoria, Mister Greco ha fatto spallucce a questa realtà preferendo un attaccante ( Ganz?) ad un difensore e questa realtà rimane invariata anche se la stagione fosse partita il 18 Luglio al posto del 24 Luglio.

Mister Greco rifletta sul fatto che chi ha allenato prima di lui con una squadra infarcita di under e con presenza di molti meno presunte “star” ad oggi aveva realizzato 14 punti al posto degli attuali 9 punti e che con questo ruolino di marcia la squadra è retrocessa ai playout.

Continuare ad affermare che questa squadra ha tutto per centrare l’obiettivo (senza peraltro mai dichiarare quali sia questo obiettivo e se lo stesso è cambiato rispetto a quello iniziale come sembra), sta diventando complicato e poco credibile se non si fanno seguire i fatti alle parole.

Dalla tribuna non si nota un solo indicatore migliorato da inizio anno. I famosi Kpi ( key porcess indicator) che il “missing” Luca Bassi conosce perfettamente quando misura le performance del suo financial business, dicono che la difesa era scarsa prima ed è scarsa adesso, lo score delle vittorie è praticamente fermo da sempre, il numero degli infortuni sempre alto e il gioco lo stesso di sempre. Nelle aziende i kpi’s valgono sempre e per tutti e quando “stallano” si prendono decisioni ferme e concrete.

Difficile che un manager che perde quote di mercato con il main brand, o un sales manager che perde fatturato e clienti, o  un financial manager che acquista azioni di aziende in default, possano giustificarsi alla proprietà dicendo che “sul campo non si vede la differenza”. La risposta del CEO sarebbe sempre e solo una : a me interessano i numeri e non le parole.

Serve cambiare punto di osservazione che non può più essere “qualitativo”(lavoriamo bene in settimana, abbiamo tutto quello che serve per centrare l’obiettivo, in campo non siamo inferiri all’avversario),ma quantitativo(punti realizzati, vittorie conquistate, miglioramento della resistenza, velocità e reattività della squadra, percentuali di diminuzione degli infortuni, aumento numero occasioni da rete, diminuzione errori in fase di impostazione). In poche parole, serve un’analisi che si basi sui fatti e non sulle impressioni, sui risultati e non sui rammarichi, sui meriti e non su gli alibi.

Mister Greco si è stupito della pazienza con la quale la società sta operando confermandogli fiducia, ma anche qui si parla della variabile “tempo”. Per cui, quando si afferma di essere partiti tardi e quindi  è mancato del tempo, è giusto dire che la società sta concedendo tempo oltre il limite normale per pareggiare il delay time.

Però, la somma deve fare cento e quindi è il momento di pareggiare i conti. 

E’ anche vero che 49%+ 51% non faccia ancora 100% a livello di new closing societario e forse trattasi del vero motivo per il quale la pazienza regalata a Mister Colombo sia la stessa regalata Mister Greco.

Ovviamente, i tifosi sperano che il famoso regalo dello scorso Natale, evocato da Patrizia Testa, non sia lo stesso di prima, anche se dal colore della carta e dalla forma del pacco sembrerebbe essere proprio così.

Flavio Vergani

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