Dopo il no strisiconi, no contestazioni, no applausi arriva il no domande che Il Direttore Sportivo Turotti ha richiesto durante la conferenza stampa del dopo partita di ieri ( mai vista una conferenza stampa senza domande).

Domanda: ma servono le domande? No, servono solo le risposte. Le domande sono già state fatte tutte prima di ieri sera, sono le risposte che ancora non sono arrivate. Nel caso qualcuno si fosse perso qualcosa le riassumiamo:

  1. Perchè Turotti è stato confermato dopo la retrocessione che ha di fatto annullato il contratto? Nelle aziende in genere  i primi a pagare le conseguente del non raggiungimento degli obiettivi sono i dirigenti, non gli operai.
  2. Perchè Turotti ha confermato giocatori come Citterio, panchinaro nello scorso anno e non altri di maggior affidabilità?
  3. Perchè Turotti ha portato a Busto giocatori che non giocavano da tempo come Schiavone, Mora e Masi?
  4. Perchè Turotti ha accettato una difesa formata da giovani non di qualità senza preoccuparsi di coprire i prevedebili infortuni di Masi con un sostituto all’altezza?
  5. Quale è stata e di chi è stata la valutazione che ha fatto scegliere di tesserare Renelus dalla Reggina e non un giovane della zona o lo stesso Zanaboni, visto che da sempre si parla di valorizzazione dei nostri giovani?
  6. Quale è stata e di chi è stata la valutazione che ha fatto scegliere di tesserare Viti che non gioca nemmeno quando le circostanze lo consentirebbero?
  7. Come mai si è confermato il preparatore atletico, dopo i risultati pessimi dello scorso campionato e quelli attuali con giocatori che corrono meno degli avversari e sono sempre meno brillanti?
  8. Come mai l’allenatore è ancora al suo posto, nonostante una performance inferiorio a quella già deficitaria di Mister Colombo?
  9. Come mai da decenni la Pro Patria è obbligata a giocare con il modulo 5-3-2, nonostante i risultati di questi ultimi due campionati?
  10. Chi e perchè ha scelto di acquistare due esterni, come Giudici e Orfei che giocano sulla stessa fascia e “con lo stesso piede”?

Rispondendo, o meglio risolvendo i problemi che sottoendono le domande sarebbe già un passo in avanti. Invece, come nello scorso campionato, la politica dell’immobilismo per evitare extra costi societari ( clamorosa la scelta dello scorso anno di cambiare allenatore con soluzione interna e senza possibilità di cambiare lo staff), ha portato a questa situazione.

Davvero curioso che Turotti si accorga solo adesso che “serve tirare una riga” e davvero fuori luogo non comprendere fra i responsabili di questa situazione la società, prontamente esclusa dalla lista dei possibili colpevoli e chissà perchè.

Fino a ieri la colpa era solo dei tifosi, applausi compresi, ultrà esclusi. Da ieri, secondo Turotti, lo sono tutti: giocatori ( e chi li ha presi?), allenatore ( e chi lo ha scelto?), staff ( e chi lo ha tenuto?), e lui stesso ( e chi lo ha tenuto?). Quindi, maggioranza e minoranza a parte, tutti nella lista. Ora, i tifosi si sentono meno soli con l’arrivo di questa masnada di presunti colpevoli. Troppo tardi? Certamente si se Turotti dovesse ripetere la ridicola campagna acquisti invernale dello scorso anno che ha portato uno svincolato in tempo di mercato aperto (mai visto una cosa del genere), ossia tale Barlocco che oggi gioca nei dilettanti e che ha persino tentato di togliere il posto a Piran, alla faccia della valorizzazione dei giovani del vivaio(il Barlocco famoso a Busto è rimasto il Primario di Cardiologia), un certo Rocco che oggi gioca nei dilettanti e Coccolo, unico del trio delle meraviglie che ha trovato un posto in serie C.

Singolare rinforzarsi con chi sarebbe stato perfetto per la serie D e la realtà oggi lo conferma. Ovviamente, si spera che in caso di cambio di allenatore si abbia la forza di portarne uno di categoria, esperto e di alto profilo. Certamente costa, ma se non ce lo si può permettere minoranza e maggioranza che ci stanno a fà?

Anche perchè, tra Bonazzi, Prina, Vargas, Colombo e Greco non è che Turotti ci abbia preso più di tanto con gli allenatori, per cui sarebbe ora di portare a Busto un “Tamberi” se si vuole alzare l’asticella, diversamente si rifletta sui propri errori prima e si facciano seguire le logiche conseguenze.

Flavio Vergani

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