Finita la settimana delle parole ( serie B, sassi nelle scarpe, giornalai), comincia il tempo dei fatti. Zero tre a favore del Renate e altre umiliante sconfitta della Pro Patria Cala il sipario sul girone di andata e la Pro Patria della coppia Testa-Turotti riesce nell’impresa di peggiorare il risultato dello scorso anno. Quest’anno con una nuova strategia, ma con dei punti fermi. Prima novità l’ingaggio di giocatori presi direttamente dai centri di riabilitazione per grandi infortunati che hanno subito confermato la correttezza della scelta confermandosi lungodegenti.

Seconda novità la rinuncia al largo impiego di giovani, accontentandosi di una quota minore in numero e qualità. Rinunciare a Piran e Bashi per promuovere Aliata e Reggiori è stata scelta perfetta per centrare l’obiettivo del minor punteggio dell’intero girone.

Altra novità rispetto al passato l’arrivo a Busto di un big, di un top player mai ingaggiato a queste latitudini dalla dirigenza Testa. Ecco tale King Udoh descritto da Turotti come l’inavvicinabile di sempre e arrivato a Busto per sedere in panchina per poi regalare spezzoni di partite dove lo “scazzamento”è percepito persino dai non vedenti.

I punti fermi per non perdere le certezze dello scorso campionato sono le solite note, solito modulo tattico 3-5-2 ,senza il quale Sandro Turotti sembra non poter vivere, allenatore giovane o esordiente con propensione all’ascolto e all’accettazione delle regole societarie che non prevedono concessioni alla creatività degli allenatori e si sa quanto questo sia possibile solo con allenatori senza un curriculum di spessore.

Un mix perfetto per peggiorare la performance dello scorso anno con una trama del tutto simile. Un intero girone per capire che Mister Colombo non era “pratico” lo scorso anno, un intero girone per capire la stessa cosa di Mister Greco. Una promozione interna lo scorso anno con Mister Sala e una promozione interna quest’anno con la promozione di Mister Bolzoni. Giocatori ( Aliata) e allenatori ( Greco, Colombo e Bolzoni) sacrificati e bruciati dal duo Testa -Turotti per la solita spending review di un società che non vuole ammettere a sè stessa di essere giunta da tempo  al capolinea. Una proprietà che si trascina ormai da tempo inventandosi soluzioni low cost per vantarsi di una riammissione,  senza però avere la coerenza di vergognarsi per la precedente retrocessione.

Abbiamo sentito recentemente affermare che la colpa di questa situazione è di tutti e questo è un passo in avanti rispetto al passato quando si diceva che la colpa era solo di qualche tifosi dotato di capacità di analisi e di critica e dei soliti giornalai. Davvero particolare che proprio questi avevano segnalato in tempi non sospetti quanto adesso la realtà restituisce al pronostico. Il Beppe Marcora fin dal ritiro aveva fatto presente che” questa non è una squadra di calcio” entrando di diritto nel club dei brutti e cattivi che nel tempo si è sempre più affollato di tifosi convertitisi da “likers incalliti” in contestatori dell’ultimo minuto, che hanno infoltito la schiera dei non graditi di via Cà Bianca.

La partita? Renate con un portiere Nobile di nome e di fatto che a Busto da tempo non si vedeva che ha ovviamente entusiasmato i tifosi, ma, come diceva qualcuno, facendo il portiere di mestiere …fa il portiere. Pro Patria che ha creato occasioni da rete in numero superiore a quanto dicono i numeri complessivi ( peggior attacco del girone), ma la qualità delle conclusioni ha fatto la differenza. La difesa improponibile di Mister Turotti ( non è un errore di battitura), ha fatto la solita differenza.

Tribune vuote e silenti colme di rassegnazione hanno salutato l’ultima dei tigrotti con i soliti sguardi indagatori di qualcuno a caccia di nomi di chi osa contestare perchè evidentemente qualcuna si aspetta ancora applausi per aver centrato il record negativo di tutti i tempi. Tutto ai limiti tra la tragedia e la comica e davvero ci stupiamo di come ancora si possa difendere i responsabili di questo scempio sportivo. Qualcuno nei distinti centrali cercava di scoraggiare chi invitava Patrizia Testa ad andarsene preoccupato della mancanza di alternative. Davvero ci chiediamo a cosa serva mantenere in vita una società che sta offendendo la dignità e la storia della Pro Patria con sconfitte umilianti, stadio vuoto e silenzi funerei che fanno capire quanto si sia distrutta perfino la vicinanza affettiva dei tifosi storici. Forse chi si preoccupa del futuro della Pro Patria sta solo preoccupandosi del proprio futuro e questo è davvero sconcertante.

Un ringraziamento all’Avvocato Zema che con coraggio e determinazione si è avvicinata alla tribuna stampa black list scambiando qualche parole con i giornalai, invitandoli persino al rinfresco natalizio tenutosi prima nello spoglio Museum (vuotato dai cimeli per uno strategico “inventario” proprio nel giorno nel quale è stata organizzata la festa) con gli sponsor e poi in sala stampa.

Un gesto che è stato molto apprezzato e notato che le ha dato modo di sperimentare che nessuno morde in quella tribuna, al massimo si abbaia, proprio come i cani, da sempre noti per la fedeltà alla squadra, ma non per forza al padrone.

Quanto alla partecipazione, sarà per un’ altra volta, non vogliamo rovinare la festa a nessuno, anche perchè c’è davvero poco da festeggiare. Comunque, grazie all’ Avvocato Zema per il pensiero e l’attenzione e quella frase finale riferita alla vicenda “Museum” che riconcilia con la libertà di stampa e di pensiero ( “poi..scrivete quello che volete”). Certo che si, lo facciamo da sempre e continueremo a farlo perchè chi tace e acconsente è spesso un perdente.

Ovviamente, il dialogo aiuta a camminare senza sassi nelle scarpe e l’Avvocato Zema siamo certi lo sappia da sempre, per cui sembra preferire scarpe comode.

Flavio Vergani

 

 

 

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