La Pro Patria con la sua undicesima sconfitta, su diciannove partite, chiude uno dei gironi d’andata più negativi della sua storia calcistica. 2 i punti con di peggio solo 10 stagioni fa nel campionato 2015/16. culminato con la retrocessione, evento che continuando con questo trend di risultati, potrebbe malauguratamente ripetere confermando come in
modo inequivocabile e inspiegabile in questi ultimi due anni la squadra soprattutto allo Speroni, un tempo uno dei suoi punti di forza, non sa più vincere.
L’ennesima conferma si e’ avuta con il Renate che ha ancor più evidenziato la fragilita’ della squadra tigrotta a cui nulla e’ valso il cambio dell’allenatore palesando olle alle ormai arcinota fragilità
difensiva, quella anche del centrocampo incapace sia di arginare il gioco avversario che di proporlo. Ad aggiungersi alle ormai evidenti negatività tecniche la squadra dimostra debolezza caratteriale ancor più rimarcata quasi a rassegnazione anche con il Renato con un approccio alla partita non da squadra che lotta per salvarsi ma incassando ancora due reti in 24 minuti di gioco,.
Fisicamente le squadre avversarie la sovrastano, fatica a costruire l’azione offensiva, raramente nell’uno contro uno sono i giocatori bianco blu a essere superati e non da meno sa sfruttare le occasioni che gli vengono concesse come dimostrato nel secondo tempo col Renate senza alcun alibi stanti le super parate del portiere ospite Nobile. Che il compito di ridare credibilità alla squadra non sarebbe stato facile se ne sarà sicuramente reso conto il nuovo allenatore Francesco Bolzoni, trovare pero’ un undici con undici giocatori
impiegati nei ruoli a loro più congeniali tecnicamente spetta a lui, cosa che non ha convinto ancora col Renate senza un cambio anche di atteggiamento che aveva recepito preparando la partita, ma un conto e’ l’allenamento, ben differente dall’agire trovando motivazioni in partita. Ancora, come con il precedente tecnico Leandro Greco, un tourbillon di cambi improduttivi con alcune domande, ad esempio, perché viene solo parzialmente utilizzato Orfei?
Solo lui che vive a contatto giornalmente coi suoi giocatori potrebbe darne la risposta evidenziando anche quelle carenze in ruoli che devono essere ricoperti con il prossimo mercato.
E’ stata la promessa natalizia, e si sa che ogni promessa e’ debito, fatta da Luca Bassi alla festa del settore giovanile bianco blu per cercare di salvare il salvabile di questo campionato, anche se in campo lui non ci va ma ci vanno i giocatori, purtroppo pero’ con gli attuali, se non invertono il trend trovando quella forza reattiva per ottenere il massimo, non si possono salvare e talune aspirazioni di futuri ambiziosi traguardi e’ meglio, per non illudere soprattutto la gia’ sfiduciata tifoseria, aspettare a annunciarli,
Un passo per volta, uniti per il bene presente e futuro della Societa’ non puo’ che essere il miglior augurio per il 2026, tutto il resto non conta.
Ottavio Tognola











