Riempire pagine bianche con argomenti che riscuotano l’interesse di potenziali lettori in questo periodo natalizio dove, visti i presupposti dell’anno che va a concludersi, i sentimenti del tifoso più ricorrenti sono delusione e scarsa propensione all’ottimismo risulta essere impresa al limite della “mission impossible”  avente anche come protagonista il nostro tecnico nei panni di Ethan Hunt.

Rammendare con toppe tardive il tessuto connettivo della squadra con innesti validi e veramente adatti a risolvere i problemi evidenziati dal percorso fino ad oggi compiuto si presenta come opera da esperto tessitore e gli ostacoli sono molteplici in quanto il mercato potrà offrire solo probabili esuberi di altri organici, con frequentazioni assidue di panchine anziché di campo, o elementi anche di categoria inferiore ma con potenzialità fino ad oggi inespresse e vogliosi di dimostrare il loro valore assaporando il gusto di un professionismo soltanto immaginato nelle aspirazioni di giocatore.

L’eventuale esito finale non é sicuramente pronosticabile in quanto le componenti di rischio in sede preventiva sono molteplici e legate a sottili fili quali inserimento in un contesto già formato da molti mesi, capacità di essere determinanti in ruoli chiave oggi carenti e flessibilità nel soddisfare in tempi ristretti le esigenze dettate dai programmi tattici del responsabile tecnico che spero si liberi anche dal concetto quasi imposto della ormai “storica e controproducente” disposizione in campo.

Occorre anche mettere sul piatto la soluzione proposta dalla società in relazione al cambio della direzione tecnica dove certamente la promozione dell’allenatore della primavera a responsabile della prima squadra non rappresenta in filigrana un messaggio che sia testimone di una programmazione importante di fronte alla esigenza di una guida di valore e comprovata esperienza vissuta in categoria per poter tentare di evitare un naufragio probabile e trovare soluzioni per risolvere le problematiche evidenziate nel corso del girone di andata.

Sembra solamente un tentativo, che spero non si dimostri maldestro, di investire su una soluzione interna inquadrata come ennesima scommessa economicamente indolore per le casse sociali.

Premesso che le capacità di giudizio sull’operato di una persona richiedono verifiche nel tempo e devono essere misurate solo dopo dimostrazioni tangibili frutto di un percorso eseguito ed é quindi ingiusto porre sull’altare dei sacrifici la vittima designata solo per presupposte valutazioni, che risentono talvolta di pregiudizi puramente emotivi, sarò sicuramente disponibile a sottopormi ad autocritica anche feroce dopo prove che avvalorino la bontà della scelta e sconfessino la teoria di aver commesso il solito umano errore della sottovalutazione preventiva dell’individuo.

Purtroppo non siamo più convinti che manifesti di ottime intenzioni e plastici virtuali su importanti iniziative che andranno a valorizzare il brand societario abbiano possibilità di un futuro su basi reali per evidente esperienza pregressa e quindi, restando su quanto di basico esiste oggi, occorre recuperare in prima istanza una categoria che per la seconda volta ci sta sfuggendo di mano ed una volta acquisita instaurare una programmazione del futuro che sia immediatamente intanto sostenibile ed in seguito figlia di passaggi  che possano portare a raggiungere quelli obiettivi ambiziosi oggi sbandierati come slogan pubblicitari.

La chimica delle soluzioni più immediate avrà come cartina di tornasole gli eventuali correttivi da trovare nel laboratorio del mercato di riparazione dove sarà necessario riuscire ad agire con facoltà importanti per individuare gli elementi in un novero ristretto e che veramente abbiano caratteristiche e capacità reali per fornire un contributo fattivo in alcune sezioni del campo oggi aventi interpreti oltremodo carenti per motivi tecnici ed impiego anche improvvisato.

Al di là quindi di alimentare illusioni con espressioni verbali di comunicazione tutte orientate “AL FUTURO” riportiamo il discorso “AL PRESENTE” con l’auspicio, visto che siamo a fine anno, che la scossa solitamente derivata nei casi di guida tecnica, abbia effetto ritardato e porti a coniugare prestazioni convincenti con bottino finalmente di punti in classifica, segnale di aver agito, in questa occasione, con lungimiranza e corretta logica aziendale dopo il passaggio a vuoto nella costruzione del mosaico squadra all’origine.

Talvolta anche eventi inspiegabili, catalogati come miracoli sportivi, avvengono e quindi perché non ipotizzare, come mutuato da una pellicola cinematografica, il titolo di “miracolo in Via Cà Bianca”?

sempre parola di Lupo

 

 

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