La prima del nuovo anno per la Pro Patria suscita recenti delusioni. Si torna a Vercelli che è stata la tomba dell’assurda stagione dello scorso anno che sembra non abbia insegnato nulla in via Cà Bianca. La resurrezione dovuta alla spending review ha ridato la categoria alla Pro Patria che però sembra stia facendo di tutto per riperderla con una gestione identica al recente che non fa certamente rima con best case 2025.
Si torna a Vercelli senza il miglior giocatore dello scorso anno, ossia quel Piran che oggi sta facendo benissimo in Piemonte sacrificato a favore di arrivi difficili da giustificare.
Motolese e Reggiori out costringeranno Mister Bolzoni ad inventarsi una difesa alternativa che potrà contare sul rientrante Masi ma che dovrà affidarsi a giovani riserve dei giovani. Chi si aspettava acquisti di peso disponibili fin da subito è rimasto deluso. La tattica dell’attendismo in casa tigrotta è ormai consolidata. Dopo aver atteso per l’esonero di Mister Colombo, si è atteso per l’esonero di Mister Greco, si è atteso nel l’esonero di Turotti dopo la retrocessione che in genere rende automatica la decisione, si è atteso per l’acquisto del trio delle meraviglie Coccolo, Rocco e Barlocco, si attende quest’anno la scelta dei rinforzi biancoblu e si è atteso e si sta attendendo per il passaggio delle quote societarie tra una minoranza che, dopo aver parlato di ambizioni, fatica a portarsi a casa quel due percento che serve per poter iniziare a far seguito alle parole con i fatti. Intanto, si attendono dalla Presidente Patrizia Testa quali sono le famose “condizioni” richieste per cedere la società. “Conditio sine qua non” che finora hanno fatto scappare chiunque abbia manifestato intenzioni serie per rilevare la società. La percezione è che si voglia vendere una casa popolare al prezzo di una villa con piscina, o forse è meglio dire che non si vuole vendere la casa popolare, proprio mentre i candidati ad acquistarla già parlano di dotarla di piscina.
Una tattica dell’attendismo che sembra dia per scontato che i giocatori bravi attendano i tempi della Pro Patria in quanto considerata prima scelta che merita l’attesa e il rifiuto di altre proposte. Stiamo parlando della squadra con la peggior difesa del girone e il peggior attacco e sentiamo dire da Mister Bolzoni che si deve attendere per capire dove la squadra ha bisogno di rinforzi per evitare di acquistare risorse dove non serve. Crediamo che i numeri dicono da 19 giornate la stessa cosa, ossia che la Pro Patria ha bisogno di rinforzi ovunque, in tutti i reparti , in quanto cenerentola del girone, non vince mai, segna poco e subisce sempre. Cosa ancora rende indecisi? Che valutazione deve fare Mister Bolzoni? O forse, in queste due settimane di gestione si è reso conto che la precedente gestione ha appiattito i valori? Che i giocatori non sono come visti finora a causa di un allenatore che li ha messi in condizione di non rendere? Se fosse così, nessuno si era accorto fino ad ora? Perchè Mister Bolzoni chiede due partite per valutare una squadra ultima sparata con molti giocatori apparsi fuori categoria? La risposta al campo, oggi vedremo se la cura Bolzoni ha ridato vigore ala Pro Patria tanto da poter decidere con relativa calma se acquistare, dove acquistare e chi acquistare.
Ci portiamo avanti con le aspettative per evitare di sentire commenti post partita consolatori e giustificanti di “prova positiva, ma condizionata da errori che hanno inciso sul risultato”. Gli errori nel calcio, come nella vita, li fanno tutti. Vince chi ne fa meno e questo determina chi è più forte. Per cui, se da inizio campionato, ce ne sempre una pur di non vincere significa che la causa è la debolezza e la soluzione non è giustificare tutti e tutto, ma cambiare tutto e tutti, subito preferibilmente.
Flavio Vergani











