Essere nel posto giusto al momento giusto o conoscere le persone giuste al momento giusto è il modo migliore e più veloce per indirizzare il proprio destino.
Ci è andata bene a Febbraio, quando una fonte di assoluta affidabilità ci rivelò in prima assoluta, in esclusiva mondiale, il nome di Luca Bassi come referente principale di Finnat. Ci è andata male in questi giorni, quando, seppur in attesa di colleghi americani in sbarco a Malpensa, non abbiamo avuto la fortuna di identificare tre i mille volti multirazziali quello di Luca Bassi. Evidentemente, eravamo al gate sbagliato, altrimenti vuoi che con tutte le foto che sono girate non lo avremmo riconosciuto? No dai…
Poco male, visto che lo ha fatto la “Prealpina” che ha colto l’attimo riconoscendo il manager in arrivo da New York, condividendo con lui in esclusiva la “vision” e la “mission” strategiche del referente primario del prestigiosissimo fondo Bain Capital.
Scusate l’inglesismo, ma visto che si parla di arrivi internazionali, di un manager internazionale, giusto fare un po’ i fighi piazzando qualche termine inglese che fa sempre il suo effetto. Comunque: vision è visione e mission è missione, così è contento anche il mio amico Giorgio Artese che non conosce l’inglese.
Pro Patria nel cuore, numeri nella testa
Luca Bassi ha la Pro Patria nel cuore e i numeri nella testa. E’ un manager internazionale e sa perfettamente cosa significa sviluppare progetti sostenibili per cui quel che dice è pura “Bibbia” della finanza e questo fa star tranquilli.
Cosa ha detto? Tante cose e tutte giuste, niente di meno e niente di più di quanto la nostra fonte condivise con una persona a lui vicina in sede di analisi preliminare del business. Ossia, la fotografia di quello che manca e che dovrebbe esserci per confrontarsi con realtà di livello superiore. I famosi assets che la Pro Patria non ha come una “cantera” di giovani organizzata, uno stadio accogliente, servizi di cortesia per i clienti prima, sportivi poi e tifosi da ultimo, strutture polivalenti, oltre ad un marketing strategico da non confondersi con un merchandising basico.
Il “must have” per alzare la famosa asticella e per avere un conto economico non solo alimentato dalle risorse personali degli investitori.
B come Bassi
Nell’articolo della Prealpina Luca Bassi affianca la parola “sostenibilità” con serie B, ossia il traguardo da raggiungere nel medio termine per poter pensare a formule di business to business.
Parole dolci come il miele per i tifosi perchè fanno rima con disponibilità economica di grande spessore. Questo lo diciamo non perchè lo ha detto Luca Bassi, ma perchè lo dicono i numeri.
Serie C come Competition
Il Vicenza, il Padova, il Catania, il Benevento per tentare e ripetiamo tentare ( e non andare) in serie B hanno messo sul tavolo budget da 5 milioni di euro. Non solo un anno, visto che se sale il Padova non sale il Vicenza, se sale Il Sud Tirol non sale il Padova e se sale la Feralpi Salò non salgono nè il Padova e neppure il Vicenza.
Chiedere a Rosso del Vicenza quanto è costato il primato in classifica attuale che finalmente lo dovrebbe portare in cadetteria. Quale è l’investimento totale sostenuto? 10 milioni? 15 milioni?, per essere ancora in serie C.
Difficile andarci, più difficile rimanerci
Ovvio che il salto di categoria apre un mondo nuovo per i contributi televisivi, ma è anche vero che per rimanere in serie B…non bastano i contributi televisivi e servirà aggiungere una bella paccata di milioni di euro. Altrimenti, andrebbero tutti in serie B. Per cui, è chiaro che il progetto condiviso da Bassi non può non prevedere investimenti importanti anche a perdere. Ossia, investimenti che nelle intenzioni dovrebbero portare alla meta, ma che non necessariamente colpiscano il bersaglio al primo tentativo. Servirà la forza di riprovarci e questo è la vera differenziazione di un progetto solido da uno “one shot” o la va o la spacca.
A Bassi non si insegna, ma si impara…
Fosse un altro potremmo pensare che non ci abbia pensato, ma Luca Bassi insegna finanza, non se la fa insegnare da chi come noi è felice quando viene chiamato giornalaio, un complimento, visto che nella vita facciamo anche altro e fare due cose al posto di niente è sempre meglio che non fare niente al posto di due o magari riuscire a fare male anche il niente che si tenta di fare.
Per cui, per la proprietà transitiva, se Bassi conosce la finanza e il calcio vuole dire che sa cosa serve per vincere ( i soldi) e se dichiara di puntare alle serie B è chiaro che gli è chiaro cosa serve per centrarla.
Per cui, siamo tutti più sereni. Ovviamente, per accelerare il processo serve evitare la D e a Gennaio avremo modo di vedere l’entità del budget per rinforzare la squadra e da qui si capirà tutto e subito. Lo scorso anno non fu una campagna acquisti indimenticabile con il club dei “Cocco”, ma quest’anno è un altro anno e si vedrà-
Insomma, B come Bassi, B come serie B e finitela con questa storia della mongolfiera non potrà sempre andare male nella vita.
Flavio Vergani












