
Buona la prima. E non è un dettaglio, soprattutto per una Pro Patria che negli ultimi anni aveva preso l’abitudine di complicarsi subito la vita al debutto. Stavolta, invece, la squadra di mister Zironelli rompe il sortilegio e comincia il campionato con una vittoria pesante, battendo 2-1 l’Oltrepò al termine di una gara che aveva preso una piega decisamente storta dopo appena una manciata di minuti.
Un gol lampo degli ospiti avrebbe potuto gelare l’ambiente e far riaffiorare vecchi fantasmi. E invece la Pro Patria ha avuto il merito di non scomporsi, di continuare a giocare e, soprattutto, di cambiare marcia. Quando i biancoblù hanno cominciato ad attaccare con convinzione, si è vista tutta un’altra squadra: più brillante, più coraggiosa, più convincente.
A rimettere le cose a posto ci ha pensato Forchignone, l’artista del gol, che ha firmato il pareggio e rimesso in carreggiata la Pro. Poi, nella ripresa, è arrivato il sorpasso. Protagonista Arpino, che è salito in cielo e, a giudicare da quanto è rimasto lassù, sembrava quasi non avere fretta di tornare giù: imperioso lo stacco di testa, perfetto l’impatto e pallone in fondo alla rete per il 2-1 che ha fatto esplodere lo stadio.
Davanti a circa 1.500 spettatori, con un vero e proprio parterre de roi nei distinti centrali — complici anche i prezzi particolarmente popolari che hanno riportato sugli spalti diversi ex frequentatori della tribuna — la Pro Patria ha mostrato soprattutto quanto possa essere bella e convincente quando decide di spingere.
Certo, c’è ancora qualcosa da registrare. In fase difensiva la squadra ha concesso più di quanto sarebbe stato auspicabile e nel finale qualche brivido di troppo ha attraversato gli spalti. A spegnere le paure ci ha pensato un Gnonto sempre attento, bravo a farsi trovare pronto quando serviva e a proteggere il prezioso vantaggio fino al triplice fischio.
Ma è una Pro Patria inevitabilmente ancora in rodaggio. Mancavano per squalifica due elementi importanti come Nanni e Frattini e diversi pezzi da novanta devono ancora raggiungere la condizione migliore. Quando entreranno davvero in forma, potranno dare ulteriore solidità a una struttura che, già alla prima uscita, ha mostrato personalità e qualità.
Insomma, si può dire senza paura: buona la prima. La Pro Patria non soltanto vince, ma lo fa reagendo a uno schiaffo arrivato praticamente al primo












