C’è una Pro Patria da primato. Una luce che da due stagioni rischiare il buio che ha avvolto la prima squadra. Una Pro Patria giovane che sta crescendo giovani interessanti in prospettiva futura.
Un “must have” strategico di Luca Bassi che ha ben chiaro quali siano gli assets da sviluppare per rendere sostenibile il progetto.
Non coltivare i giovani degli altri in cambio di quattro meloni e tra zucchine, ma quelli di casa nostra. Una strategia del tutto ignorata in questi ultimi anni che ha lanciato pochissimi giovani in categorie superiori o solo in serie C. Pochissimi, ossia nessuno, o quasi.
Facile e scontato stimarsi con i vari Pierozzi, Caprile e Gatti, ma i primi due erano di altri, il terzo non del settore giovanile.
Oggi, in serie B, di “Zaro” ce ne sono davvero pochi della nuova infornata e questo deve far riflettere.
Ora il trend sta cambiando anche grazie al responsabile del settore giovanile Giovanditti, autorevole candidato ad occupare la carica di Direttore Sportivo nella Pro Patria del futuro, che sta portando la Primavera 3 verso l’obiettivo di inizio anno. Ossia, vincere il campionato.
I ragazzi di Mister Sala e prima di Mister Bolzoni, sono secondi in classifica a due punti dalla capolista Mantova, ma con una partita in meno.
Nove vittorie, sei pareggi e due sconfitte il ruolino di marcia con record di punti esterni ( 4 vinte, cinque pareggiate, zero perse)e miglior difesa del girone con quattordici reti subite.
Spiccano tra bomber Mattia Colombo, classe 2007, con 9 reti e Leonardo Ferrario ,classe 2006 con sei reti. Bene anche il classe 2009Mattias Allasufi con tre reti .
Nell’ultimo turno di campionato i tigrotti hanno asfaltato la Pergolettese con un secco tre a zero, grazie ai goal dei tre sopra citati. Prossimo turno a Trieste.
Pawan Parmigiani, classe 2007, della Pergolettese è il bomber principe del girone con ben sedici reti, seguito da Lorenzo Zini, classe 2006, dell’Alcione. Pergolettese che ha anche Matteo Giroletti, classe 2008, tra i profili da seguire, visti gli undici goals realizzati.
Insomma, non serve andare fino Reggio Calabria per scoprire presunti talenti, ci sono anche qui da noi. Il segreto è sempre lo stesso e si chiama organizzazione per disporre di un network di osservatori e valutatori importante e una visione strategica di medio periodo strutturata e non improntata all’artigianalità di soluzioni fatte in casa a basso costo o delegate al chiunque costi poco o niente.
Ofelè fa el to mestè diceva mia nonna e la sintesi è perfetta. Improvvisarsi per quelli che non si è non porta lontano e nel caso specifico rischia di far perdere in reputazione, professionalità e percezione positiva da parte degli stakeholders potenzialmente interessati alla Pro Patria.
Insomma, serve un bel biglietto da visita che conta di più di quello che si acquista al botteghino.
Flavio Vergani











