Monday night fra due deluse di inizio campionato quello tra Cittadella e Pro Patria. I padroni di casa, dopo la retrocessione dalla serie B hanno avuto una falsa partenza e non è bastato l’ingaggio dell’ex Pro Patria Davide Castelli per decollare. I tigrotti chiamati ad alzare l’asticella, dopo la retrocessione dello scorso campionato, hanno fatto peggio di quanto fatto nell’inizio dello scorso torneo con valanghe di reti incassate e nessuna vittoria all’attivo. Oggi sarà un esame, forse definitivo, per Mister Greco chiamato ad un risultato positivo per dare certezze ad un ambiente caduto in depressione. Come tenterà di arrivare all’obiettivo è la curiosità del giorno. Si cambierà modulo per dare copertura ad una difesa apparsa davvero fragile? Oppure, si continuerà con il solito schema di sempre che dallo scorso campionato è diventato sinonimo di sconfitte frequenti? Chi saranno gli interpreti dell’undici iniziale dopo le mille variazioni di formazione che non hanno prodotto certezze nell’allenatore? Come sarà risolto il dualismo tra Orfei ei Giudici, due che danno il meglio sulla fascia destra ma dei quali uno è di troppo e qui ci si chiede che valutazioni sono state fatte in sede di calciomercato con l’acquisto di due giocatori per un posto solo.
Insomma, una partita che dovrà restituire risposte concrete dopo un inizio di campionato che ha lasciato senza parole per la sua negatività. Detto che non si può attendere Febbraio come si augurava il Mister e ritarate le ambizioni alle solite, ossia salvezza prima di tutto, come ha dichiarato sempre lo stesso Mister, ci si augura che almeno questo obiettivo diventi alla portata di una squadra costruita con meno under, con più budget e con più presunti giocatori di qualità, ma che sta producendo meno di quando c’erano più under e meno giocatori di qualità.
Come mai stia accadendo questo e come si possa risolvere la situazione è compito dell’allenatore che ha sempre manifestato fiducia nella rosa e del Direttore Sandro Turotti inquisito principale per quanto finora accaduto.
Flavio Vergani











