Borracce di caffè per non chiudere gli occhi durante il Monday Night tra Cittadella e Pro Patria. Tanti sbadigli e poche emozioni in una partita dominata dalla paura di perdere. Quattro le sconfitte consecutive dei padroni di casa, due quelle della Pro Patria. Mister Greco fa sfoggio della solita formazione creativa cambiando molto rispetto all’ultima. In difesa, ecco la formula “3M” con Motolese, Masi e Mora che erigono la quarta M quella di muro. Mastroianni riposa per un attacco “all black”con Udoh e Renelus. Orfei in panca e Giudici molto basso per l’imperativo verbo consegnato dal tecnico ai tigrotti che si è coniugato con il primo non prenderle. Nel primo tempo la Pro Patria ha dissimulato di voler tentare anche di vincere, mentre nella ripresa si è preferito non disturbare il portiere del Cittadella proprio nella serata dove in prime time ricominciava il Grande Fratello che il numero uno si è gustato senza nemmeno troppe interruzioni.

Non inganni il modulo finale che ha ricordato un 3-4-3 davvero sterile e che ha solo ricordato l’intenzione di poter far male agli avversari, mai tramutatasi in realtà concreta.

Sugli scudi William Rovida che con tre interventi decisivi ha evitato un mesto viaggio di ritorno ai biancoblu, il numero uno bustocco ha sventato i tentativi anche dell ex Castelli che ha cercato il goal ai suoi vecchi compagni evitato solo grazie alle intuizioni del giovane portiere bustocco.

La Pro Patria ha ricordato una coperta corta che se copre la testa scopre i piedi, così per fermare l’emorragia di goal incassati nelle ultime partite ha dovuto sacrificare gran parte della fase offensiva che mai ha dato l’impressine di poter essere incisiva.

Positiva comunque la quadratura mostrata dell’undici tigrotto mai vista prima d’ora, ma la strada da percorrere è ancora lunga per bilanciare una squadra che se attacca soffre dietro e se difende soffre davanti.

La melina finale a centrocampo ha dimostrato che l’ordine partito dalla panchina era ben chiaro, non tentare di vincere per non perdere. Lazione imparata alla perfezione dal tecnico Greco dopo quanto accaduto con l’AlbinoLeffe, quando si sono lasciate praterie agli ospiti subendo una umiliante sconfitta.

Alla fine, meglio un punto che zero, lapalissiamo ma sapersi accontentare del brodino quando non si sta bene è la soluzione migliore per evitare il digiuno.

Flavio Vergani

 

 

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