La discontinuità citata da Sandro Turotti durante l’ultima conferenza stampa ha le sue eccezioni. Il ritiro a Sondalo, l’amichevole con la Castellanzese, l’acquisto di attaccanti al suono della sirena che sancisce la fine del calciomercato alla caccia dell’affare last minute, il modulo 3-5-2. Continuità inossidabili che si sperava venissero spazzate via del nuovo corso che però fatica a materializzarsi con una minoranza anonima e timorosa di esporsi e una maggioranza che a parole da sempre dice di volersi disimpegnare, senza poi dare seguito con i fatti.
Per cercare un elemento di discontinuità capita a fagiolo l’amichevole con la Cremonese in quel di Livigno che la Pro Patria ha perso per tre a zero
Se finora Cremona era nota per le “tre T”, ossia torrone, torrazzo e tette, da oggi sarà ricordata per le “3 B” visti i marcatori del match: Barbieri, Baschirotto e Bonazzoli
Pro Patria che non ha visto la porta avversaria nemmeno in fotografia, in quanto presentatasi senza un vero e proprio reparto offensivo. Solo Mastroianni in campo degno di poter ricoprire il ruolo di attaccante, per il resto si attendono notizie dal mercato per capire se l’unione delle forze tra minoranza facoltosa e minoranza virtuosa possa partorire un reparto in grado di impensierire le porte avversarie, dopo aver digerito per un anno la coppia Curatolo- Toci .
Bene Schiavone, un play da piedi buoni e visione di gioco, bene Reggiori, paratona con dedica a Roberto Landoni di William Rovida, bene il primo tempo di Ferri, inconsistenti Bertoni e Orfei, non pervenuti Giudici e Bagatti.
Ovviamente, troppo presto per dare ogni valutazione se non quella più lampante, ossia che le ambizioni dichiarate dall’Avvocato Zema non possono essere inseguite con una rosa dell’attuale livello, ossia niente di più e niente di meno di quella precedente. Serve molto di più e ci si aspetta fin da subito un cambio di passo che possa confermare le reali intenzioni della nuova proprietà dalla quale i tifosi si aspettano molto. Non perchè se lo sono sognati, ma solo perchè gli è stato detto. Imperdonabile sarebbe non dare seguito alle promesse ad un popolo appena ferito da una retrocessione che ha dell’incredibile, se si pensa al modo nel quale è avvenuta, ossia con allenatore protetto fino all’inverosimile e trio di rinforzo di gennaio che ha rinforzato più gli avversari che i tigrotti. Serve cambiare passo!
Per la cronaca, ecco l’undici iniziale.
Rovida in porta, Travaglini, Reggiori e Motolese il trio di difesa, Giudici e Orfei sulle fasce, Schiavone, Ferri e Bagatti in mezzo al campo, Mastroianni e tale Bertoni (pronunciato alla francese e nulla in comune con l’ex tigrotto)in attacco.
Flavio Vergani












