Cala il sipario sul mercato invernale che in casa Pro Patria è più corretto definire di riparazione. Si è cercato di correggere le discutibili, alcune incomprensibili, scelte estive per rimettere in linea di navigazione una barca prossima al naufragio.
Da adesso in poi saranno questi i marinai che dovranno remare forte per vincere la resistenza del vento contrario e portare in salvo i biancoblu.
Una stagione che ha una durata di circa nove mesi il cui concepimento è stato realizzato senza prevenzione contraccettiva per scelta del primo papà di questa creatura.
Ossia, un allenatore che ha preferito rapporti non protetti con il rischio di esporre la propria al rischio dell’aborto della categoria.
Il mercato riparatorio ha messo in luce tutte le scelte errate del passato, le scommesse perse, i rischi presi la cui gravità è stata testimoniata dall’impossibilità di rifilare qualche cocente delusione a terzi.
Vediamo nel dettaglio gli interventi realizzati
C’è sempre una “Sala” in Cà Bianca
Lo scorso anno era Mister Sala, in estate è arrivato Alessandro Sala dalla Pro Sesto( altro clamoroso errore sentiti i rumors relativi a questo giocatore poi fortunatamente svincolato) e adesso ecco Andrea Sala, portiere già noto in quel di Busto.
Testimoni narrano che ieri sera da casa Roberto Landoni si percepissero botti di Capodanno, lancio di fuochi d’artificio, mentre venivano stappate bottiglie di prestigioso champagne. Il tifoso biancoblu ha sempre manifestato la sua stima e rispetto per il ragazzo, ma non il suo gradimento a livello di performance sportive del portiere Rovida. Molti altri, seppur in modo meno evidente, hanno sempre ritenuto una scommessa la sua riconferma, addirittura con contratto biennale, dopo la non esaltante scorsa stagione. La società ha sempre manifestato la certezza relativa alle potenzialità del ragazzo, ma alla fine ha dovuto fare un passo indietro. Non sono servite le fotografie e le interviste motivazionali per favorire la crescita del portiere che ha alternato partite di grande livello a prestazioni da dimenticare. Ad onor del vero, occorre anche aggiungere che se è vero che il portiere non ha mai dato sicurezza alla difesa, anche la difesa non ha mai dato sicurezza al portiere. Giusta la scelta di Turotti di cambiare sia la difesa, sia il portiere. Un ruolo delicato per il quale in questo momento servono esperienza, carisma e sangue freddo. Sperando che non sia troppo tardi.
La difesa
Via Di Marco per Felicioli, arrivo di Pogliano e Sassaro sono state le scelte di Turotti che ha cercato di chiudere le falle di una nave partita dal porto con i portelloni aperti. Una difesa che fin da subito sarà bene diversa da quella formata da Rovida, Viti, Aliata, Reggiori e Travaglini che si trasformerà in una difesa con Sala, Masi, Pogliano, Mora (Sassaro) e Travaglini a conferma che anche in questo reparto la scommessa e le intuizioni di Mister Greco sono state perse.
Il centrocampo
Via Bagatti che con Di Marco al Foggia conferma quanto sia stato fallimentare l'”affare Alcione” che si è preso il trequartista Pitou e ci ha rifilato questa coppia di deludenti giocatori, sono arrivati Tunjov e Frosali e Desogus. Quest’ultimo è un trequartista resosi necessario dal cambio di modulo deciso in via Cà Bianca, peccato aver perso Pitou che quel ruolo lo sapeva svolgere egregiamente. In questo reparto i veri nuovi acquisti dovrebbero essere i vari Schiavone, Giudici e Schirò che finora hanno dimostrato molto meno del loro valore. Se cambiassero marcia loro il tutto diventerebbe diverso. Da capire l’utilità di aver confermato Ricordi, mentre per Orfei la rinuncia a Rovida come under potrebbe aprire importanti opportunità. Finora si è capito poco il motivo per cui è spesso panchinato, nonostante età e performance, vedremo se il nuovo assetto lo premierà. Diversamente ci si chiede il motivo per cui lo si è portato a Busto.
Attaccanti
Parte Ganz, ossia il famoso attaccante preferito da Mister Greco al posto di un difensore. Il fatto che non sia stato sostituito da nessuno conferma la perfetta inutilità della scelta del tecnico romano. Rimane Udoh, nonostante i rumors raccolti ieri che lo volevano inserito in uno scambio con Castelli. A noi risulta che lo scambio sarebbe potuto avvenire con un altro ex tigrotto che però non avrebbe gradito la destinazione, ma anche qui, siamo nel campo delle ipotesi. Quello che dice la realtà è che se alla peggior difesa del girone si è messo mano, non lo si è fatto con il peggior attacco del girone, anzi si è diminuita la numerica delle scelte per Mister Bolzoni.
L’allenatore
Qualche tifoso si augurava una sostituzione immediata con Mister Sala. L’ipotesi è ricevibile come tutte, anche se occorre sottolineare che con Sala la Pro Patria è comunque retrocessa lo scorso campionato , seppur a livello di classifica fosse messa molto meglio di oggi.
L’impressione è che il tecnico abbia chiesto determinati cambiamenti in determinati settori del campo che sono stati soddisfatti, anche se parzialmente. Ci rifiutiamo di credere che non sia stato chiesto un attaccante e che comunque venga data fiducia proprio per capire se questi innesti possano avvicinare la squadra al suo ideale tattico.
Al contempo si crede e si spera in un reset sia tecnico , sia psicologico di quei giocatori che poco hanno aiutato Mister Bolzoni in campo e soprattutto fuori dal campo. Si spera che chi abbia voluto rimanere a Busto per scelta o per mancanza di richieste da parte di altre squadre comprenda che la retrocessione della squadra comporterebbe anche una retrocessione in termini di appetibilità dei protagonisti. Se il trend continuasse in asse con quello attuale non sarebbe una retrocessione “normale”, ma qualcosa di straordinariamente fallimentare in quanto avvenuta con una rosa più costosa del periodo di presidenza Testa, con la rinuncia a gran parte di under e con contratti a certi giocatori mai registrati nell’ultimo decennio. Sarebbe difficile per tutti, soprattutto per big e i seniors, far credere che la colpa sia di altri e propria.
Flavio Vergani












