Il risultato è stato quello atteso, ma in campo ancora non si è visto l’animo tigrotto che ci si aspettava. In settimana, come detto da Mister Bolzoni, qualcuno si è seduto e questo fa capire il resto. Giocare da seduti col Vicenza non regala molte speranze di vittoria. Seduti si gioca a dama, a scacchi, a tombola e a carte, non a calcio. Forse per qualcuno è tempo Scala 40?
Come sempre …il tempo sarà giudice…!
Quanto visto in campo ieri non è stato niente di diverso dal solito, ne segue che i progressi che Mister Bolzoni vede dopo ogni partita, o quasi, sono ininfluenti nei riguardi del risultato che è sempre lo stesso. Ossia, sconfitta con goleade subite.
Allenatore al capolinea
Inutile fare i buonisti in una situazione dove serve piglio decisionale. Da troppo tempo a Busto si è ricorso ad allenatori che per un motivo o per l’altro godono sempre di una protezione kasko.
Mister Colombo perchè era “uno dei nostri”, nato qui, il nostro Capitano per cui meritevole di ogni altra opportunità fino all’epilogo noto. Mister Sala godeva di un credito importante, vista la passata salvezza miracolosa e poi era anche lui uno di noi. Mister Greco un quasi esordiente certificato in sede di presentazione dalla garanzia del “mi manda Javorcic” è stato l’ennesimo flop di Sandro Turotti che in questi anni non ha brillato quanto a scelte di allenatori.
Infine, ecco Bolzoni, un alter ego di Mister Colombo quanto a profilo che ha fatto peggio di tutti quelli prima senza che si sia alzato un dubbio sul suo operato. Insomma, visto che ha accettato questa situazione disperata, tutto è perdonato. A quale altro allenatore non si sarebbe chiesto conto dopo sette sconfitte consecutive? A quale allenatore non si sarebbe chiesto conto dei motivi per i quali non passa settimana che si avverta che Mister Bolzoni non gode di popolarità nello spogliatoio? “Stanno capendo( i giocatori) che sono qui per scelta e non come soluzione di comodo”, “ho giocato con molti di loro, per cui mi aspetto riconoscenza”, “qualcuno di loro si è seduto”, sono frasi che dicono una cosa sola. Ossia, che qualcuno nello spogliatoio non è in sintonia con l’allenatore il quale ha necessità di affermare con le buone o con le cattive la sua leadership. Le panchine di ieri e quella di Novara parlano da sole.
Classica difficoltà incontrata da tutte le matricole in ogni ambiente lavorativo. I panchinamenti eccellenti testimoniano la necessità, identificano i protagonisti e incidono negativamente sulla performance. Resta il fatto che la situazione non può accettare processi di crescita di matricole. Serve un allenatore esperto, navigato, riconosciuto e con forte leadership per ridurre a zero le paturnie di qualche senatore a fine carriera che già pensa di dire la sua anche senza avere il patentino di allenatore
Più squalificati tra dirigenti che giocatori
L’unico sceso in campo, o meglio seduto in panchina tra quelli che in settimana si erano seduti sul campo, con il coltello tra i denti è stato il Direttore Sportivo Sandro Turotti. Per lui cartellino rosso a fine primo tempo. Un segnale che lui ancora ci crede. Gli altri in campo hanno mantenuto il solito comportamento “fair”, educato e rispettoso dell’avversario con solo un paio di ammonizioni. Di cui una del giovane e appena entrato Frosali nel cui “welcome pack” non è stato inserito il codice di comportamento bustocco che vieta ogni confidenza e contatto con l’avversario nel tentativo di vincere la Coppa Disciplina. Presto il giovane ex Pisa si adatterà alla media, come si stanno adattando gli altri due appena arrivati al ritmo medio di corsa della squadra, che era stato alzato dal comportamento dagli ex Cittadella e Ospitaletto nelle precedenti gare.
Nella top dei più squalificati in casa Pro Patria Turotti rinsalda la sua posizione seguito da Testa e Bassi grazie alla maxi squalifica relative alle note irregolarità burocratiche. I giocatori sono lontani anni luce e questo la dice lunga a riguardo di “seduti” alla corte di Mister Bolzoni.
Compri due, gioca il terzo
Qualcuno aveva fatto notare a Turotti di aver acquistato due doppioni di fascia: Giudici e Orfei. Stesso ruolo e stesso piede. Un problema di abbondanza che ha creato fin da subito dubbi da risolvere a Mister Greco. Chi gioca e perchè? La soluzione di Mister Bolzoni? Per non avere dubbi, gioca il terzo, ossia Renelus. Solita magia del tecnico biancoblu che da sette partite inventa soluzioni alternative alla partita precedente con risultati non indimenticabili. Qualcuno diceva che Orfei, che è un under e quindi dovrebbe avere precedenza se Giudici fa capire di non aver più voglia e tempo per giocare come sapeva, non sa difendere.
Per cui, meglio Renelus che ha dimostrato la qualità difensiva atterrando l’avversario mentre stava uscendo dall’area di rigore e non entrando. Grassa risata la risposta a chi dice che l’esperto avversario “si è lasciato cadere”. Ma va, strano che non abbia fatto di tutto per non cadere, oppure di farlo fuori dall’area di rigore, oppure di dichiarare all’arbitro di essere inciampato. Dopo anni di calcio ad alti livelli, strano che si sia lasciato andare. Ma siete seri? Siete del mestiere? “Costa” quel che costa, ma vale sempre la pensa acquistare chi fa la differenza, anche in queste occasioni, piuttosto che scommettere su altro.
Il Vicenza senza difesa per una partita, la Pro Patria da sempre
Qualcuno nutriva speranze di pareggi dopo aver saputo che la difesa del Vicenza sarebbe stata tutta indisponibile in questa partita. Analisi del tutto limitata che non teneva conto che la Pro Patria non l’ha mai avuta la difesa. Il risultato parla anche questa volta.
Con Giana e Novara due goal regalati da Rovida, ieri uno da Pogliano, uno da Renelus e uno da uno schieramento a zona sui calci d’angolo che produce regolarmente una rete per gli avversari. Marcare a uomo che problema crea? Forse dà fastidio l’odore di sudore degli avversari? Oppure? Ovviamente, dopo che l’allenatore afferma nella conferenze stampa di “aver lavorato bene in settimana”, ci si chiede: ma i calci d’angolo fanno parte di questo lavoro, oppure serve retribuire lo straordinario?
Unica paura…”il loro portiere”. Per il resto solo grande sportività
Un tifoso vicentino commentava ieri sera sui social la performance fuori dall’area di rigore del sempre più disorientato portiere Rovida e diceva: “unica paura di questa partita è derivata dal portiere della Pro Patria che si è messo a dribblare i nostri giocatori a centrocampo, pensavo volesse arrivare in porta e segnare”. Una ragazza aggiungeva di aver apprezzato la sportività dei tifosi bustocchi con i quali si sono fatti scambi di sciarpe e amicizia. Lei e altri tifosi hanno augurato la salvezza ai tigrotti i cui tifosi sono stati apprezzati per l’attaccamento ai colori . In sintesi, carezze da Vicenza, mazzate da Busto dove i tifosi sono diventati un fastidio tanto da “registrare” ogni loro lamento .
Ridi che ti passa
Gli ultrà sono passati in modalità “ridi e canta che ti passa” e hanno ridato fiducia alla maggioranza. Dopo il “Patrizia Testa vattene”, ecco il “Patrizia Testa portaci a Legnano”, insomma rinsaldata la fiducia per la Presidente alla quale viene chiesto l’ennesimo sacrificio, quello di riportare il derby a Busto. In caso di risposta negativa, gli ultrà hanno già comunicato una richiesta in “back position”, ossia quel “Castellanza stiamo arrivando”, che sembra molto meno ambiziosa della prima richiesta e decisamente più alla portata. Da Via Cà Bianca fanno sapere che quanto verrà fatto sul mercato nella giornata odierna sarà un indizio sull’accettazione o meno della richiesta della curva. Tra i tifosi si spera nell’immobilismo di Turotti per centrare l’obiettivo e non togliere l’ennesimo sogno alla tifoseria.
Dopo la B di Bassi, non toglieteci anche la D di Derby!
Flavio Vergani












