L’intervista all’Avvocato Zema pubblicata sulla Prealpina non “buca” lo spesso strato di sfiducia che serpreggia nella tifoseria. I commenti non si sono fatti attendere sui social e la percezione di ennesima grande delusione per quanto sentito è del tutto concreta. Forse si è persa l’occasione di unire la tifoseria nell’incontro con i tifosi di qualche settimana fa. Era l’occasione per definire il “voi mi date e io vi do” e serrare le fila con un patto che, in cambio di supporto e sostegno fino ad una deadline stabilita ( mercato di Gennaio), la società avrebbe garantito gli interventi necessari ed attesi. Semplice all’apparenza, ma complicato nella realtà, in quanto non è per niente scontato che il richiamo all’unità oggi letto sulle pagine della Prealpina sia condiviso anche dalla maggioranza societaria che mai ha mostrato disponibilità in tale direzione.
E’ davvero singolare che sia chi ancora non ha in mano la leadership della società parli di progetti, di ambizioni e di futuro. Sembra un po’ come l’inquilino in affitto che dichiara di voler ristrutturare la casa, rifare il tetto e impiantare la piscina, senza che nemmeno sia proprietario dello stabile.
Detto questo, facciamo un viaggio tra i commenti raccolti sui social per condividere il “sentiment” della tifoseria sempre più attonita da quello che succede in campo e non succede in società
Paolo Chinello fa ammenda al giornalista che ha realizzato l’intervista in quanto, a suo parere, manca la domanda principale di interesse per i tifosi, ossia:” Cosa fareste a Gennaio se non ci schioda dall’ultimo posto?? Questa domanda è rimasta latitante. Come mai?
Carlo Alberto è convinto che ce la stiano raccontando e scrive: Ci fanno la pipì in testa ( elegantizzato) e ci dicono che piove
Andrea Macchi si stupisce relativamente alle banalità riportate e scrive: “Mai letta intervista più vuota… mancava una domanda sul meteo forse.
Andrea Fazzari fa presente l’inutilità dell’intervista e afferma che: “Ho trovato l’intervista totalmente inutile e fastidiosa”.
Gigi Simontacchi allarga il campo e non è convinto del profilo tenuto dalla società quanto a rispetto delle norme e dice: “quando una “società PROFESSIONISTICA” prende multe e inibizioni per TESSERAMENTI multipli …lascia molti dubbi…”
Pierangelo Folla la mette in battuta e dice: “Non li piglia neanche Amadeus alla Corrida…
Più articolato è il pensiero di Riccardo Castiglioni :” C’è un termine, in gergo giornalistico italiano, che volutamente ometto per non scadere nel volgare e che viene talvolta usato in modo figurato per indicare un’intervista o un articolo ossequioso, celebrativo o privo di spirito critico. Ecco: questo è esattamente il caso di scuola!
Fabrizio Taverna, su Bustocco. it, scrive: “Io non credo più a una parola che esce da questa Società, parlano il campo e anche qualcuno di voi ci ha detto come stanno le cose. Siamo Bustocchi, non abbiamo bisogno di qualcuno che ci insegni ad arrampicarsi come i gatti. L’ ho scritto in Italiano ma è un proverbio Bustocco.
Lele Magni si interroga sul motivo per cui Luca Bassi debba avere una portavoce e scrive: “Ogni volta che tentano di chiarire, finisce che creano più confusione. Ma poi , Bassi ha davvero bisogno di avere un portavoce ? Non può semplicemente dare una parola che sia una ,chiara ,netta e con la sua voce? I dubbi e le speculazioni saranno ovvie finché, da parte sua non ci sarà totale chiarezza. Questo ,senza togliere niente al ruolo e alle attività della signora Zema”.
Giorgio Ardemagni parla di taglia e incolla: “Un’intervista imbarazzante, è poco. Almeno 5/6 “taglia e incolla” da passaggi e comunicazioni di altri. Come dire, speruma ben!”
Sulla conoscenza della storia della Pro Patria da parte di Luca Bassi sorgono dei dubbi a Fabrizio Taverna :“CheLuca Bassi conosca la storia della Pro Patria meglio di te (riferito ad Andrea Fazzari) e di altre 100 persone che mi vengono in mente in un minuto, è assolutamente una presa in giro” e Fazzari risponde che farebbe volentieri 4 domande al manager per saggiarne la conoscenza.
Giorgio Bianchi invita i soci a trovare la quadra: “Altre parole che non producono risultati. Cercate una quadra, prima che sia troppo tardi. Forza Pro Patria sempre e comunque!
Claudio Franco Alfredo Volpe è l’unica voce pro società e dice: ” Oggi portare avanti una società di calcio è sempre più difficile.I costi sono elevati e se la Pro può stare in C lo si deve ai sacrifici di Patrizia che secondo me ci mette tutto se stessa.Ve lo dice uno che nel bene o nel male rimane sempre tifoso della Salernitana. Verranno momenti migliori ma al momento non si può pretendere la luna.Faccio un imbocca al Lupo ai ragazzi con la speranza di rifarsi dalla prossima giornata. Un consiglio:”nei momenti difficili meglio tacere ma tifare e stare sempre vicini alla vostra squadra”
Fabio Cattaneo: ” Il tempo è galantuomo.Tutte queste parole le ricorderemo a fine anno quando saremo retrocessi per la seconda volta!!!”
Sergio Albizzati: “Voi finnatt sarete uniti .ma non dando nessun segnale il tifoso non crede piu a nessuno e quello che a detto sono tutte parole belle ma attualmente date al vento io dico che allo stato attuale le parole non contano contano i fatti a gennaio vedremo se dalle parole si passa ai fatti”.
Donato Albrizio non ci crede più:“Io non credo più a quello che dite e pubblicate quando vedremo i fatti e non le chiacchiere allora ne riparliamo penso che il pensiero sia esteso a parecchi bustocchi”.
Ermanno Montanari:“Tutta aria fritta, o ci si rinforza prendendo 3/4 giocatori veramente forti o si va in..D. e Basta parole inutili”.
Renato Borroni: “Il futuro sarà forse della Pro Patria, ma il presente è grigio e andando avanti cosi sarà nero!”
Molto ironico Andrea Chinello che dice:“Che domande ficcanti e scomode “
Gianluigi Ceriotti dice: “Le parole sono belle ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”
Roberto Conselmo:“Non ci crede nemmeno lei”
Luca Linari: “Dopo tre anni di sole parole è difficile avere fiducia. Rimane solo la Speranza…”
Enigmatico Silvano Tavaglione che scrive:”Probabilmente si arriverà dove si deve arrivare per vie traverse …per chi come noi è abituato a pensare che la qualità la grinta e la capacità di soffrire si mostrano sul rettangolo verde, sono logiche difficili da comprendere…”
Flavio Vergani











